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Si inizia a parlare di ghosting (termine traducibile con ‘sparire come un fantasma’) nel 2015 e da quel momento molte persone lo sperimentano, o in qualità di vittime o di “fantasmi”: il ghosting è caratterizzato da una veloce e inspiegabile sparizione della persona con cui ci si sta frequentando da tempo, è un modo di chiudere una relazione, che sia d’amore o d’amicizia, senza chiuderla davvero, semplicemente smettendo di farsi sentire. In teoria può riguardare anche una relazione che sta “nascendo” sul web: in tal caso il ghoster si dilegua prima che avvenga l’incontro di persona, magari dopo mesi di messaggi e conversazioni in chat.

Il ghosting è figlio di social e app di incontri e di messaggistica: oggi molti rapporti si aprono e si chiudono on-line, e perciò “sparire nel nulla” è diventato molto più facile: il ghoster solitamente lo fa anche quando la relazione sta andando bene, non chiarisce le motivazioni del proprio atteggiamento e non lascia spazio alla possibilità di ristabilire i contatti; nelle situazioni più estreme può arrivare persino a bloccare sui social network e sui servizi di messaggistica istantanea la persona che stava frequentando.

Il ghoster generalmente sparisce nel nulla per la paura di deludere le aspettative dell’altro/a, facendo intendere in maniera sibillina che l’interesse si è esaurito; non sostiene il peso delle responsabilità, quindi “annulla” l’altro/a, da cui pretende, per la propria autoassoluzione, persino di non essere odiato, nonostante la sua repentina sparizione.
Il narcisista, ossia chi ha più difficoltà a mostrare empatia, è maggiormente predisposto al ghosting, oscillando tra totale coinvolgimento ed estrema freddezza ed essendo alla continua ricerca di un partner utile piuttosto che di una persona da amare. È altresì un potenziale ghoster anche chi appare molto misterioso, chi è incline a dire bugie, chi non mostra – o mostra poco – rispetto per gli altri e chi ha un comportamento passivo-aggressivo o infantile.

Altri segnali premonitori per individuare un ghoster possono essere il mostrare un comportamento sprezzante e svalutante nei confronti degli altri, l’assenza – o quasi – di legami stabili, un atteggiamento di freddezza e distacco principalmente nei periodi più stressanti. Questi tratti possono essere riscontrati ma non necessariamente sono predittivi, soprattutto per la difficoltà nel saperli riconoscere in incontri “virtuali”.

Dall’altro lato, chi subisce il ghosting può precipitare in situazioni di difficile gestione: incredulità, senso di vuoto, sentimento di rifiuto, dolore, senso di colpa, abbassamento dell’autostima, formulazione continua di ipotesi sui motivi che abbiano portato alla sparizione dell’ex partner. Sono sentimenti piuttosto frequenti a seguito di una separazione, ma con la differenza che in questo caso la sparizione viene imposta in modo improvviso e brutale, lasciando alla vittima del ghosting tutti i problemi indotti dalla sparizione stessa. Chi subisce il ghosting vorrebbe risposte alle proprie domande, che purtroppo cadono nel vuoto.

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Filomena Giordano

Riferimenti

– https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/non-ho-paura-dei-fantasmi-il-ghosting-e-i-suoi-fratelli/
– https://www.focus.it/comportamento/psicologia/cos-e-il-ghosting-e-perche-fa-male
– https://www.alfemminile.com/psicologia/ghosting-cos-e-e-chi-lo-pratica-il-parere-della-psicologa-s4041804.html

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