La bellezza in un massaggio

Intimità, contatto corporeo, benessere e relax: non stupisce che il massaggio sia da sempre legato alla sessualità, alla sensualità e all’erotismo. Cosa può dare maggior significato, maggior spessore a questa particolare relazione?

Cerchiamo di andare al di là dell’accezione più commerciale che viene data a questo gesto. Soprattutto a causa della cronaca riportata dai media, ma anche per via di un’immagine errata trasmessa dalla pornografia, quando si coniugano questi due mondi (quello fisico del massaggio e quello dell’erotismo e della sensualità) si tende troppo spesso a farlo nell’idea di un contatto univocamente finalizzato all’atto sessuale nudo e crudo.

A molti suoneranno familiari le storie di centri massaggi dove in realtà venivano offerte, ad un prezzo maggiorato, delle prestazioni particolari, e che per questo sono stati protagonisti di indagini e di interventi delle forze dell’ordine. Non solo perché le ragazze coinvolte sono spesso vittime di tratte clandestine e raggiri, ma anche perché si sfocia nel favoreggiamento e nello sfruttamento della prostituzione.

Al di là di tutto ciò che di superficiale può esserci rimandato nel quotidiano, con un occhio più attento è possibile trovare una certa bellezza intrinseca nelle numerose sfumature che la pratica del massaggio può assumere all’interno della sessualità di coppia. Il massaggio erotico così può diventare una forma di comunicazione tra i partner che viaggia attraverso il loro corpo, oltre ad una attività ludica di esplorazione con la quale raggiungere una nuova intimità. Un’esperienza straordinaria che trova la sua più alta rappresentazione e sublimazione nelle pratiche e nella filosofia del tantra.

Originario, come sembrerebbe, del subcontinente indiano, e portato diffusamente nella cultura occidentale dal magistrato britannico Sir John Woodroffe verso la fine del XIX secolo, il Tantra può essere definito come “quel corpus di credenze e pratiche che, partendo dal principio che l’universo da noi sperimentato non sia altro che la manifestazione concreta dell’energia divina che crea e mantiene quell’universo, tenta di appropriarsi e incanalare quell’energia nel microcosmo umano, con maniere creative ed emancipatorie” (White, 2000). Parafrasando, il “gioco” si concentra sull’energia divina che viene guidata ed incanalata attraverso il corpo umano.

Di certo si tratta di un universo estremamente vasto ed affascinante, dove il modo migliore (ed il più semplice, se non addirittura l’unico) per comprenderlo appieno sarebbe quello di entrare a farne parte.

Da profani possiamo comunque avvicinarci all’ottica del Tantra, nella quale il massaggio diventa un’esperienza sensoriale profonda, soprattutto quando avviene all’interno di una coppia, che coinvolge il corpo umano nella sua interezza. Uno dei punti fondamentali, uno di quelli che più viene fatto presente a chi “non è del mestiere”, è che tutto quello che deriva da questa esperienza, anche l’eventuale rapporto sessuale, non ha come fine ultimo l’orgasmo ma lo sperimentare, il riconoscere e il condividere sensazioni e sentimenti.

Nel massaggio tantrico il punto di partenza non sono mai i genitali, ma si comincia ad esempio dagli arti (gambe e braccia) o dal viso per poi procedere lentamente verso il centro, in un circolo di rilassamento ed allo stesso tempo di eccitazione sensoriale sempre maggiori, fino al raggiungere le zone erogene. L’orgasmo non viene raggiunto subito, viene posticipato, e a volte non viene raggiunto e basta. Come già detto, il focus viene centrato sulle sensazioni, quasi a ripetere l’adagio che recita che “l’importante non è la mèta ma il viaggio”. Questo permette di godersi il viaggio, in una maniera e con un’intensità mai immaginate prima.

Il massaggio tantrico si “pone” rispetto al binomio uomo-donna mantenendo gli stessi principi e allo stesso tempo dividendosi in due sfumature differenti, ognuna delle quali possiede tecniche e movimenti particolari adattati ai rispettivi corpi e ai rispettivi genitali: il massaggio Lingam ed il massaggio Yoni. Dal sanscrito, Lingam è la parola utilizzata per indicare, tra le altre cose, il membro maschile, mentre Yoni significa Luogo Sacro ed è riferita ai genitali femminili. Queste pratiche, basate su un rapporto in cui il massaggiatore si “dona” dedicandosi all’altro, possono riunirsi all’interno di un massaggio di coppia dove due partner che conoscano le tecniche tantra si prende cura dell’altro, oppure dove ciascuno viene seguito da un “operatore specializzato” (anche se non mancano casi in cui un unico massaggiatore si cura di entrambi i partner).

Un massaggio tantrico, sembrerà quasi ovvio, è più che un’esperienza fine a se stessa. Diversi benefici possono esserne tratti, e la questione diventa molto interessante quando guardiamo proprio la versione in coppia. Ad esempio, permette di raggiungere una intimità ancora maggiore, più profonda, così come la conoscenza dell’altro (sia fisica che mentale: punti particolarmente sensibili, desideri, ecc…). È possibile quindi ritrovarvi anche un aspetto in qualche modo terapeutico, sia in caso di un problema o di una crisi, sia in un periodo di stress legato magari alla vita quotidiana, poiché può portare i partner a lavorare sulla comunicazione, sulla vicinanza, sulla conoscenza di se stessi e dell’altro. Su questa falsa riga, sono molti quelli che sostengono che grazie alle tecniche tantriche sia possibile lavorare anche su problemi di natura prettamente sessuale sia negli uomini che nelle donne, come il disturbo del desiderio o quello dell’orgasmo, disfunzione erettile o eiaculazione precoce.

Da un punto di vista prettamente sessuologico queste ultime problematiche, se vogliamo soffermarci con un occhio che vada oltre la semplice clinica, possono essere affrontate in modo non così tanto differente in fondo. La sessuologia infatti può avvalersi di quella che viene chiamata Terapia Mansionale Integrata (TMI) che diventa uno dei metodi di elezione nei trattamenti di coppia. Questa è basata su una serie di prescrizioni di comportamenti definite appunto mansioni, che servono ad intervenire in aree specifiche della persona e della sfera relazionale. Alcuni di questi esercizi possono farci pensare a qualcosa simile ad un massaggio, poiché sono proprio centrati su di un contatto (con se stessi o con l’altro) che serve a scoprire e sperimentare emozioni e sensazioni fisiche legate al piacere sessuale secondo un crescendo mentale, emotivo e fisico.

Ci si focalizza prima sul corpo nella sua totalità per poi spostarsi solo successivamente sui genitali, allo stesso modo in cui si procede salendo verso un’intimità ed una condivisione emotiva sempre maggiori. La cooperazione, la fiducia e la comunicazione tra i partner, oltre ad essere fondamentali in questo percorso, ne escono decisamente rinvigoriti.

Ad ogni modo, mentre possiamo ritenere la TMI una strada maestra già percorsa, conclamata e accettata come valida, la ricerca scientifica sembra non aver esplorato sufficientemente il sentiero “tantrico”, con il quale potremmo magari scoprire un nuovo “metodo” che pur rimanendo in qualche modo di nicchia potrebbe rivelarsi di grande aiuto nel trattamento delle problematiche di cui sopra.

Un’efficacia che non potrebbe che aggiungere altra bellezza a quella di cui può già vantarsi il Tantra, con la sua tradizione secolare.

 

Tirocinante: Simone Maccaglia

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

Fenelli A., Lorenzini B. (2013) Clinica delle Disfunzioni Sessuali; Carocci Faber

Hopper A. (2007) Il massaggio erotico. Arricchire il rapporto amoroso attraverso il contatto fisico, Editore Tecniche Nuove 2007

 

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