in Informazione ed educazione, Sexlog

Gli organi genitali femminili possono presentare delle imperfezioni oppure delle modificazioni causate dall’invecchiamento, ma per molte donne non è più un problema ricorrere alla medicina estetica e al ritocco chirurgico per sentirsi a proprio agio con il proprio corpo.

La moda della depilazione totale delle parti intime pone in maggiore evidenza i genitali e gli  eventuali inestetismi che possono divenire motivo di disagio per la donna. Inoltre, molti autori sostengono che il più libero accesso alla nudità attraverso i media e i social e l’incremento del consumo di pornografia abbia portato a delle idealizzazioni della morfologia della vagina che hanno sollecitato molte donne a ricercare una maggiore adesione a modelli di “vagine ideali”: più definite nella forma con le grandi labbra turgide e di un bel colorito roseo.

In uno studio del 2017  ( Clerico et al. 2017) si indaga come la crescente domanda di chirurgia vulvare sia stimolata dalla convinzione che la vulva abbia un aspetto anormale. Ma cosa si intende come normale in merito all’anatomia labiale? L’ingrossamento e l’ipertrofia delle piccole labbra in realtà non sono oggetto di una diagnosi clinica definita e potrebbero semplicemente essere considerati variazioni dell’anatomia normale. L’ obiezione è che le piccole labbra ipertrofiche possano causare problematiche di natura funzionale, estetiche e psico-sociali, ma data la variabilità della morfologia vulvare è difficile stabilire quale sia una forma “normale”.

Nello studio di Clerico ci si riferisce al fatto che la diffusione della nudità nei media generali abbia un ruolo molto incidente nella formazione di un’immagine artificiale e idealizzata dei genitali femminili. In realtà, i medici dovrebbero educare i pazienti alla possibile variabilità dell’anatomia vulvare e sui potenziali rischi correlati agli interventi chirurgici, anche perché essendo un business particolarmente fiorente molti chirurghi plastici vi si dedicano senza aver seguito un adeguato e specifico percorso formativo. Nel 2019 l’American College of Obstetricians and Gynecologists ha dichiarato la sua opposizione agli interventi di plastica labiale considerati come procedure non sicure, confermando il parere già espresso nel 2007.

In uno studio del 2020 si indaga sull’influenza della pornografia rispetto alla decisione delle donne di effettuare interventi di correzione dei genitali. Dall’indagine su 124 pazienti con un’età media fra i 34,2 e 38,9 anni è emerso che la pornografia influenza alcune donne a cercare la labioplastica ma rispetto ad altri fattori motivanti il suo ruolo è minore (Sorice -Virk et al., 2020).

In uno studio del 2018 è emerso come la riduzione delle piccole labbra stia avendo sempre maggiore attenzione nei media e nei forum online. Molti specialisti del settore ginecologico e urologioco sono restii rispetto a questo intervento chirurgico anche perché non si hanno dei protocolli diagnostici standardizzati per valutare l’idoneità all’intervento e dati sugli esiti della chirurgia a lungo termine. Inoltre, l’ipertrofia delle piccole labbra è da considerarsi una variazione naturale della morfologia genitale. Da questo studio emerge che la maggior parte delle donne che si rivolgono al chirurgo non presentano difficoltà funzionali bensì insoddisfazioni estetiche e che per questo dovrebbero essere inviate ad uno psichiatra o psicologo per una valutazione preliminare delle motivazioni reali che sottendono la richiesta. Secondo i dati raccolti nello studio, nella maggior parte dei casi la principale motivazione a questo intervento è dovuta a problematiche di tipo psicologico (Ozer et al. 2018).

Sul fronte dell’invecchiamento, è evidente come il passare del tempo e le diverse modulazioni ormonali che caratterizzano le varie fasi di vita di una donna, insieme a gravidanza e parto modifichino ineluttabilmente la morfologia genitale. Sin dalla nascita gli organi genitali vanno incontro ad un cambiamento costante e poco percettibile, ma dal periodo peri-menopausale l’organo genitale femminile subisce un mutamento evidente. Le modificazioni più importanti sono quelle relative al Monte di Venere e alle grandi labbra che vanno incontro ad una perdita di volume, una pigmentazione con una progressiva perdita del turgore dei tessuti che iniziano ad avvizzire.

A livello della vagina la muscolatura diviene meno tonica, soprattutto nelle donne che hanno affrontato parti multipli. Attualmente le donne sono più abituate ad osservare il proprio corpo di quanto non lo fossero in passato e a vivere una sessualità appagante magari con nuovi partner fino ad età più avanzate rispetto al passato e, così come c’è una cura attenta per l’estetica del viso e del corpo, si sta sempre più incrementando la tendenza ad effettuare trattamenti di medicina estetica o di chirurgia plastica dei genitali per ripristinare un aspetto e una funzionalità più giovanili. Per ottenere tali risultati si può ricorrere alla ninfomeiosi, una tecnica di ringiovanimento dei genitali esterni che prevede un rimpicciolimento delle piccole labbra ed eventuali iniezioni rimpolpanti delle grandi labbra con grasso autologo, collagene o acido ialuronico.

Ma l’aspetto dei genitali non è mantenuto solo grazie ad interventi invasivi, ma preservato anche attraverso una beauty routine che si va sempre più diffondendo. A New York  già da 15 anni è diffusa l’abitudine di molte donne over 50 di frequentare la Gynospa, ovvero la beauty farm dedicata al ringiovanimento vaginale. Nella Gynospa si effettuano bagni di vapore vaginali, trattamenti biostimolanti, applicazione di creme anti-età specifiche per i genitali fino a iniezioni di acido ialuronico, infiltrazioni di collagene o trattamenti laser per ripristinare un aspetto giovanile della vagina.

Molte donne ritengono sia un’ulteriore conquista di libertà e benessere poter completare con il ringiovanimento dei genitali il percorso di mantenimento di un aspetto giovanile del viso e del corpo. Ma molte organizzazioni femministe, invece, parlano di un’ulteriore vessazione  verso il mondo femminile accusando i “vaginari” (definizione volutamente irriverente  e volgare), di lucrare sulle insicurezze delle donne che ancora una volta sono chiamate a conformarsi a standard di bellezza innaturali, pur di sentirsi sufficientemente adeguate.

 

Tirocinante: Dott.ssa Roberta Botondini

Tutor: Dott.ssa Fabiana Salucci

 

Sitografia:

-https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29405204/

-https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31556940/

-https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28314908/

-https://www.starbene.it/bellezza/corpo/gynospa-ringiovanimento-vaginale/

 

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare