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Il fenomeno della pornografia, al giorno d’oggi, oltre ad essere sempre più accessibile vede anche un aumento dei ricercatori interessati allo studio rispetto alla sua influenza sulla vita sessuale degli individui. La funzione principale dei contenuti pornografici è quella di provocare un eccitamento sessuale, ma diverse ricerche hanno osservato che essi vengono utilizzati anche come una risorsa per l’educazione alle pratiche sessuali (Benjamin & Tlusten, 2010). È possibile quindi immaginare che l’utilizzo della pornografia, come mezzo educativo, possa influenzare i copioni sessuali (script sessuali) e il comportamento dei consumatori. Secondo una teoria sociale, gli “script” sessuali, sono regole cognitive acquisite o aspettative su come gli individui dovrebbero sentire, pensare e comportarsi durante un rapporto sessuale.

Essi derivano dalla cultura in cui si vive, così come da una moltitudine di esperienze personali passate, interpersonali e intrapsichiche (Simon & Gagnon, 1986). Le ricerche che si sono concentrate su questo argomento hanno, ad esempio, osservato l’influenza dei diversi valori culturali sulla nozione di mascolinità e il loro impatto sul benessere della sessualità (Stephens & Eaton 2014).

Nella cultura occidentale si può infatti osservare come gli script sessuali dipingano l’uomo come sessualmente dominante (Stephens & Eaton 2014).
Inoltre, il mercato pornografico è maggiormente indirizzato verso lo spettatore di sesso maschile. Infatti, ci sono studi (Lust, 2010; Parvez, 2006) che suggeriscono come alcune donne non trovino eccitante la pornografia basata sull’oggettificazione dei genitali femminili, mostrandoli separati da qualsiasi contesto e dalla persona nel suo complesso, ritraendo così le donne come strumento per il piacere maschile.

Anche se la pornografia “mainstream” si concentra principalmente sul piacere maschile, negli ultimi tempi, grazie all’aumento di registe donne, è sempre più fruibile nel mercato una pornografia “al femminile”. Perciò sono aumentati gli studi che esaminano le differenze e gli effetti tra contenuti pornografici “femminile-centrici” rispetto a quelli “maschile-centrici”. Si può descrivere la pornografia maschile-centrica come pornografia eterosessuale convenzionale e ampiamente accessibile, orientata verso il suscitare piacere negli uomini.

Le caratteristiche includono la rappresentazione irrealistica/idealizzata del corpo femminile (ad esempio, miglioramenti chirurgici del seno e mancanza di diversità nella forma del corpo e le dimensioni tra le attrici), una sovra-rappresentazione del piacere maschile rispetto al piacere femminile attraverso rappresentazioni eccessive della mascolinità con atti sessuali dominanti (ad esempio, rapporti orali solamente verso gli uomini) e finto piacere femminile. Al contrario, la pornografia femminile è focalizzata sull’eccitazione delle donne e sul godimento reciproco del sesso.

Essa raffigura il piacere femminile, rispetto reciproco tra i personaggi, più preliminari, ridotto fallocentrismo (vale a dire, meno attenzione agli atti sessuali che coinvolgono il pene), maggiore connessione e/o contesto tra i personaggi e corpi naturali.
Mosher e Macian (1994) hanno suggerito che alcuni aspetti della pornografia maschile-centrica possono descrivere sceneggiature sessuali che escludono il desiderio femminile e non si adattano agli script sessuali delle donne. Questi fattori possono causare nelle donne una diminuzione della propria eccitazione sessuale e stati emotivi negativi.

Per valutare gli effetti del porno, Mosher e Mcian (1994) hanno utilizzato un progetto di studio sperimentale in cui ai partecipanti sono stati assegnati dei video destinati a uomini e donne. I risultati hanno mostrato che le donne sottoposte a filmati che pongono l’attenzione sul piacere femminile hanno riportato significativamente più eccitazione e umore positivo rispetto alle donne che hanno visto i film centrati sugli uomini. Le donne nella condizione femminile-centrica hanno anche dichiarato di aver avuto più rapporti sessuali dopo la sessione di laboratorio. Inoltre è emerso che gli uomini, ai quali è stato sottoposto un film indirizzato alle donne, riportavano un più alto livello di eccitazione.

In conclusione, queste informazioni evidenziano l’importanza di dare accesso ad una pornografia più realistica, che possa essere veramente una risorsa per l’educazione alla sessualità non basandosi su ideali spesso irraggiungibili, sia per gli uomini sia per le donne.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Lorenzo Raybaudi Massilia

Bibliografia
– Benjamin, O., & Tlusten, D. (2010). Intimacy and/or degradation: Heterosexual images of togetherness and women’s embracement of pornography. Sexualities, 13(5), 599-623.
– Lust, E. (2010). Good porn: A woman’s guide. Berkley, CA: Seal Press.
– Mosher, D. L., & MacIan, P. (1994). College men and women respond to X‐rated videos intended for male or female audiences: Gender and sexual scripts. Journal of Sex Research, 31, 99-113.
– Parvez, Z. F. (2006). The labor of pleasure: How perceptions of emotional labor impact women’s enjoyment of pornography. Gender & Society, 20, 605-632.
– Simon, W. & Gagnon, J. H. (1986). Sexual scripts: Permanence and change. Archives of Sexual Behavior, 15, 97-120.
– Stephens D, Eaton A. The influence of masculinity scripts on heterosexual Hispanic college men’s perceptions of female-initiated sexual coercion. Psychology of Men & Masculinity. 2014;15:387–396.
– Wright, P. J. (2011). Mass media effects on youth sexual behavior: Assessing the claim for causality. Communication Yearbook, 35, 343-385.

 

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