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È un rapporto complesso quello fra l’utilizzo di sostanze stupefacenti e la sfera sessuale e seppur la ricerca in questo ambito è florida, sono ancora numerosi gli aspetti ed i meccanismi da comprendere. Ciò che è stato ampiamente appurato è che le droghe influiscono intensamente e in modo diversificato sulla sessualità, in base alla tipologia di sostanza, alla frequenza, alla quantità di cui se ne fa uso ed alla risposta soggettiva dell’individuo. Soprattutto nella fascia giovanile, è molto diffuso utilizzare queste sostanze per approcciarsi alle attività sessuali, in quanto vengono idealizzate le loro presunte proprietà “afrodisiache”. Infatti, le droghe possono aumentare la disinibizione e la percezione a livello sessuale, alimentando nell’immaginario comune l’idea di sperimentare maggiore piacere e avere prestazione ottimali, nonché potersi permettere più facilmente e con meno imbarazzo di addentrarsi in una sessualità più trasgressiva e libera da tabù.

In verità il loro utilizzo non solo altera in modo disfunzionale il benessere sessuale ma comporta gravi conseguenze per la salute psicofisiologica (Consolo, 2021). Generalmente, al di là degli effetti soggettivi, la maggior parte delle sostanze stupefacenti va ad intaccare in modo negativo la risposta sessuale, alterando il desiderio e l’eccitazione sessuale, favorendo l’insorgenza di disfunzioni sessuali maschili e femminili ed in generale comportando conseguenze, anche a livello psicoaffettivo, negative (Luciano, S.A.S.O, 2002).

Come è già accennato, gli effetti delle droghe sulla sessualità si diversificano in base alla tipologia di sostanze nonché dall’uso che ne fa. Spesso l’utilizzo estemporaneo di alcune sostanze può dare un’iniziale percezione di un miglioramento qualitativo e quantitativo delle prestazioni sessuali, ma in realtà a lungo andare, un abuso della sostanza, peggiora la sessualità e mette a rischio la salute dell’individuo. Più specificatamente, l’alcol conosciuto per le sue capacità disinibenti, ha invece conseguenze inibitorie sulla sfera sessuale, sul desiderio, sull’ erezione, sulla lubrificazione vaginale e sulle capacità di raggiungere l’orgasmo. Infatti ha effetti diretti sul funzionamento sia delle gonadi che del fegato, portando un aumento del catabolismo del testosterone e della sua trasformazione in estrogeni (Lieber CS, 1994; Gordon et al., 1979) ed altera la funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG), (Rivier et al., 1992).

Per quanto riguarda gli oppioidi, seppur gli effetti a livello psicofisiologico siano ancora da chiarire, producono una sensazione di elevato piacere molto simile ad un intenso orgasmo (Seecof et al., 1986). D’altra parte, inibiscono l’asse HPG, producendo un innalzamento dei livelli di prolattina che interferisce con la risposta sessuale maschile e femminile (Luciano S.A.S.O, 2002).

La cocaina grazie alla sua azione dopaminergica aumenta il desiderio e l’eccitazione sessuale ma, parallelamente, inibisce la capacità di raggiungere l’orgasmo, ed una sua assunzione con dosi elevate favorisce l’insorgenza di disfunzioni sessuali in quanto funziona da vasocostrittore che inibisce l’erezione del pene ed altera la lubrificazione vaginale. Infine i cannabinoidi possono inibire la funzionalità dell’asse HPG ed intaccare la fertilità (Luciano S.A.S.O, 2002).

Ormai da diversi anni è diffuso il fenomeno del chemsex, ossia il praticare una sessualità sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Tuttavia, il termine viene utilizzato in modo erroneo per indicare in modo generalizzato l’uso di qualsiasi sostanza psicoattiva che a seguito dell’assunzione stimoli l’attività sessuale. In verità descrive un fenomeno specifico che si è sviluppato in Europa, precisamente a Londra per poi diffondersi in tutto il mondo, praticata principalmente durante rapporti omosessuali maschili. Generalmente vengono organizzati dei veri e propri party in cui si riuniscono soprattutto uomini ma possono essere presenti anche donne che sotto l’effetto di droga, si intrattengono in attività sessuali prolungate per giorni.

Fra le sostanze predilette nel chemsex troviamo ad esempio l’acido gamma-idrossibutirrico (Ghb/Gbl) che induce uno stato di rilassamento della muscolatura, favorendo la pratica del sesso anale, intensifica l’eccitazione ed il desiderio sessuale ed infine ritarda il raggiungimento dell’orgasmo. Tuttavia i rischi per la salute fisica e psicologica a cui va incontro chi pratica il chemsex sono numerosi e possono essere anche molto gravi, tra questi vi è l’insorgenza di una dipendenza da sostanze ed un’incapacità di vivere una sessualità gratificante senza effetto di droghe (Antonio Prunas, 2020). In conclusione, gli effetti indesiderati ed i rischi per la salute sono noti soprattutto fra gli esperti, ma queste conoscenze non sono ancora sufficientemente diffuse tra i giovani, che ricercano attivamente l’utilizzo di sostanze stupefacenti come ausilio per avvicinarsi e viversi la propria sessualità.

Anche quando non si parla di una situazione di dipendenza da sostanze stupefacenti, che assume delle connotazioni peculiari, la motivazione a ricercare le sostanze come “ausilio” per viversi in modo soddisfacente la propria sessualità, grava in modo importante dal punto di vista psicologico. Difatti diventa molto importante riflettere sulla costellazione di insicurezze e paura che spingono a trovare uno “strumento” esterno come la droga per affacciarsi a situazioni di disagio sessuale, ma anche sulle aspettative che l’individuo ha sul piacere e su quali bisogni il sesso debba soddisfare o sostituire rispetto determinate mancanze nel proprio mondo interiore (Consolo, 2021).

Tirocinante: Flaminia Brogna
Tutor: Cristiana Sardellitti

 

BIBLIOGRAFIA:
-Gordon GG, Southren AL, Vittek J, Lieber CS. The effect of alcohol ingestion on hepatic aromatase activity and plasma steroid hormones in the rat. Metabolism 1979;28(1):20-4.
-Lieber CS. Hepatic and metabolic effects of ethanol: pathogenesis and prevention. Ann Med 1994;26(5):325-30
-Luciano, S. A. S. O. (2002). Effetti delle sostanze d’abuso sulla risposta sessuale. Ann Ist Super Sanità, 38(3), 289-294.
-Rivier C, Rivest S, Vale W. Alcohol-induced inhibition of LH secretion in intact and gonadectomized male and female rats: possible mechanisms. Alcohol Clin Exp Res 1992;16(5):935-41
-Seecof R, Tennant FS Jr. Subjective perceptions to the intravenous “rush” of heroin and cocaine in opioid addicts. Am J Drug Alcohol Abuse 1986;12(1-2):79-87

SITOGRAFIA:
-Che cos’è il CHEMSEX? ⋆ Antonio Prunas, sessuologo Milano
-Sesso e droghe | Psicologia Contemporanea

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