La Sifilide esiste ancora?

Descritta per la prima volta nel XVI secolo, la Sifilide pare sia stata importata dall’ America dopo i primi viaggi degli spagnoli.

Si tratta di una complessa infezione causata dalla spirocheta “Treponema Pallidum” e rientra all’interno della categoria delle Malattie Sessualmente Trasmissibili.

Il batterio penetra nel corpo attraverso le mucose e la cute, raggiungendo i linfonodi periferici in breve tempo, causando in questo modo la diffusione all’interno dell’organismo. Il contagio avviene nella maggioranza dei casi attraverso rapporti sessuali di qualsiasi tipo, vaginali, anali e orali. Tuttavia è possibile che il soggetto vada incontro ad un contagio attraverso il contatto con la cute infetta oppure per via transplacentare, determinando in questo caso la “Sifilide Congenita”.

La patologia si sviluppa principalmente in tre fasi, iniziale (precoce), secondaria e una terziaria (tardiva), pertanto ogni stadio ha le sue caratteristiche e peculiarità. Brevemente è possibile riassumerle in:

Sifilide Primaria: dopo un periodo di incubazione, della durata di circa tre o quattro settimane si sviluppa in loco il sifiloma, una lesione ulcerosa solitamente indolore. Questa caratteristica della papula, altro termine per denominare la lesione, insieme alla sua asintomaticità, fa sì che la patologia passi spesso inosservata e di conseguenza non diagnosticabile tempestivamente dal medico. Tendenzialmente le ulcere possono presentarsi in qualsiasi parte del corpo, ma è possibile riscontrarle con maggior probabilità sulle labbra dei soggetti infetti, oppure sugli organi sessuali maschili (pene, ano) e femminili (vulva, vagina o perineo).

Sifilide Secondaria: il batterio è ormai diffuso all’interno dell’organismo causando lesioni a livello mucocutaneo che possono presentarsi su ogni superficie corporea. Non di rado sono associate alla condizione appena descritta febbre, perdita di appetito, nausea, stanchezza, abbassamento dell’udito e perdita di equilibrio associata a labirintite; sono di conseguenza coinvolti altri organi come ingrossamento del fegato, uveite, meningite e altre complicanze organiche.

Sifilide Terziaria: in questo ultimo stadio rientrano tutti i soggetti che non sono stati trattati farmacologicamente in precedenza ed è rappresentata da circa un terzo della popolazione infetta. Il soggetto va progressivamente incontro a complicanze che coinvolgono disturbi della memoria, demenza, cecità graduale, paralisi e nei casi più gravi morte.

Ad aggravare la complessità della Sifilide è la sua diagnosi, altamente difficile da formulare a causa della sua (non) iniziale manifestazione evidente: è dunque necessaria un’anamnesi precisa e dettagliata accompagnata da esami di laboratorio mirati. Di conseguenza la scelta del trattamento dipende dallo stadio della malattia, anche se il trattamento d’elezione è l’uso delle penicilline.

Come rispondere dunque alla domanda: “La Sifilide esiste ancora?”, se non con un “Sì!”? Infatti se da una parte i dati statistici risalenti al 2016 riportavano un decremento delle Malattie Sessualmente Trasmissibili in Inghilterra, dall’altra si è assistito ad un incremento del 12 % della Sifilide nello stesso Paese, maggiormente riscontrato in individui omosessuali di sesso maschile. È possibile connettere il rischio di trasmissione con le pratiche del chemsex, attraverso l’uso di droghe durante rapporti sessuali promiscui.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente affermato che al mondo ben 5,6 milioni di soggetti l’anno contraggono la patologia e le ricerche sul campo biotecnologico sono indirizzate alla ricerca di un vaccino che permette di arginare quanto più possibile il problema.

Come difendersi dal contagio se non attraverso la promozione della prevenzione (grazie all’uso di metodi contraccettivi efficaci, come il preservativo) al fine di vivere la sessualità in modo consapevole e sicuro

 

Tirocinante: Letizia De Panfilis

Tutor: Fabiana Salucci

 

Sitografia

https://www.pharmaceutical-journal.com/cpd-and-learning/learning-article/syphilis-diagnosis-and-management-options/20204529.article?firstPass=false

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/ginecologia/sifilide-in-aumento-allo-studio-un-vaccino-per-arginarla

 

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