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Con l’espressione “Sindrome di Otello” si fa riferimento ad una forma psicopatologica di gelosia in cui l’individuo ha la convinzione assoluta di esser tradito e ingannato dal proprio partner pur non avendo prove tangibili che attestino il tradimento. Generalmente, coloro che sperimentano deliri passionali vivono, al contempo, squilibri nella sfera affettiva e/o sentimentale, associati a rigidità mentale ed allucinazioni; dunque, data la sua gravità, il DSM-5 inserisce tale disturbo nella categoria del Disturbo Delirante di tipo geloso (DSM-5, 2013).
La sindrome deve il suo nome alla famosa tragedia di W. Shakespeare “Otello”, in cui il giovane, divorato da continui e infondati sospetti sull’infedeltà della moglie Desdemona, arriva ad assassinare la sua amata e successivamente a togliersi la vita.

Il comportamento di chi è affetto dalla sindrome di Otello appare completamente irrazionale.
Ci sono però degli elementi utili che aiutano a riconoscere la patologia, quali:
● la costante ricerca di prove e interrogatori sulle abitudini e i comportamenti del partner:
l’ossessione e l’angoscia di sentirsi traditi e di dubitare della fedeltà della/del compagna/o possono addirittura spingere l’individuo a interpellare agenzie investigative per raccogliere prove che attestino la sua infedeltà;
● l’incapacità di controllare la gelosia al punto di non esserne consapevole;
● l’incapacità di frenare i propri impulsi.

A tal proposito, pur di ottenere conferme alle proprie teorie e far ammettere all’altro la sua colpevolezza, il soggetto affetto da gelosia delirante può ricorrere ai mezzi più disparati. L’individuo potrebbe far ricorso a forme di coercizione fino ad arrivare, in casi estremi, anche a violenze fisiche e psicologiche. In alcuni casi, con lo scopo di far cessare la gelosia morbosa della sua “metà” e mossa dal terrore di subire stalking e aggressioni, la vittima di tali accuse approva e confessa un tradimento inesistente.
Finora nessuno studio è stato in grado di dimostrare le reali cause di questa sindrome. Tuttavia, alcuni fattori più di altri possono incidere sul suo sviluppo, ad esempio: una scarsa autostima, una fragilità psichica e mentale, dipendenze varie, disturbi di ansia e di personalità. La sindrome di Otello colpisce indistintamente sia gli uomini che le donne ma si manifesta in modo differente tra i due generi. Se gli uomini esplicitano maggiormente la propria gelosia ricorrendo ad agiti psico-fisici, le donne, invece, tendono a somatizzare, dunque, “congelano” e reprimono le proprie emozioni, incamerando il loro dolore in una forma di gelosia depressiva.

Attualmente, il trattamento della sindrome prevede l’integrazione di due approcci: il primo è di tipo farmacologico, tramite l’assunzione di antipsicotici, antidepressivi o ansiolitici, specifici a seconda dei sintomi e della storia clinica del paziente; il secondo è di tipo psicoterapeutico, generalmente si interviene con un approccio cognitivo-comportamentale o anche con una terapia di coppia.
È bene sottolineare che, all’interno di una coppia, la gelosia è un sentimento che a piccole dosi è assolutamente gestibile, non è indice di particolari problemi, anzi può essere intesa come un elemento che consente di impostare una relazione stabile e duratura. Laddove tale sentimento non è più sano, ma al contrario, diventa insistente e maniacale, può nascondere delle problematiche più profonde che devono essere approfondite con un supporto psicologico adeguato per far sì che la gelosia non aumenti e non si tramuti in agiti irreparabili che corrodono con il benessere personale e della coppia.

 

Tirocinante: Alessia Esposito
Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia e sitografia:
https://www.torrinomedica.it/approfondimenti/psichiatria/sindrome-di-otello/
https://lamenteemeravigliosa.it/sindrome-di-otello-gelosia-patologica/
http://www.psicologaannadecclesiis.it/la-gelosia-in-psicologia/

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