in Curiosità e novità in sessuologia, Sexlog

Proseguiamo il nostro viaggio tra creatività ed erotismo nel corso dei secoli: nella prima parte eravamo giunti all’età romana. Qualche secolo più tardi, nel medioevo, l’arte erotica viene progressivamente bandita ed anzi le raffigurazioni che mostrano nudità sono spesso deturpate da foglie di fico a coprire genitali e zone erogene, chiaramente per volontà della chiesa.

L’unico sesso talvolta visibile è quello del diavolo (raffigurato in forma caprina, riprendendo l’iconografia del dio Pan) e l’unica nudità quella delle streghe che vengono rappresentate nei libri proibiti, ossia i ‘grimori’, manuali di stregoneria, ad indicare la valenza del tutto negativa attribuita alla sessualità come pure agli altri piaceri carnali. Perfino gli amplessi a scopo riproduttivo erano considerati un male necessario, una maledizione risalente al peccato originale. La manifestazione dell’immaginario erotico si sposta quindi totalmente dal piano pubblico a quello privato, principalmente letterario: racconti amorosi appena un po’ spinti in certi passaggi sono accessibili solo ai ceti sociali superiori, gli unici alfabetizzati. I libri di questo tipo riportano anche miniature di mariti e mogli a letto di cui si intravedono le spalle ed il volto sorridente, oppure giovani totalmente e pesantemente vestiti che si lasciano andare ad un casto abbraccio tra i boschi. Questi libri sono poco diffusi e facilmente occultabili; gli affreschi a soggetto amoroso sono anche più rari, tranne quelli che raffigurano ‘l’amor cortese’: platonico, romantico e non sessuale, tra i cavalieri e le proprie dame.

E’ paradossale, per inciso, che in questo periodo la chiesa tolleri invece le case chiuse, ritenute anch’esse un male necessario (tra gli altri, ne scrive in questi termini anche S. Agostino); non sono però rimaste testimonianze artistiche di questi luoghi ma solo brevi accenni storici nelle cronache dell’epoca . Nel rinascimento vi sarà invece un ritorno all’età classica nell’arte, inclusa quella erotica, che però rimane ‘velata’ come nel medioevo: le raffigurazioni sono più carnali ed aumentano i soggetti nudi che rimangono comunque coperti o sottodimensionati nelle parti intime, come l’Adamo nell’affresco della cappella sistina. In letteratura invece cominciano a tornare i racconti erotici veri e propri in libri spesso riccamente illustrati (presenti anche in età greco-romana) di cui il più celebre è forse il Decamerone di Boccaccio (1349-’53). Tutto ciò rimane comunque accessibile solo ad una ristretta minoranza di famiglie benestanti ed acculturate mentre la maggior parte delle persone rimane nell’analfabetismo e nella visione del sesso data dalla cultura ecclesiastica medioevale.

Dal rinascimento in poi cominciano anche le grandi esplorazioni dei nuovi mondi che diventeranno poi espansioni coloniali. Le raffigurazioni dei nuovi popoli sono rarità esotiche che destano grande curiosità e talvolta il soggetto è anche erotico. Vengono altresì scoperti reperti archeologici delle civiltà con cui esploratori e colonizzatori entrano in contatto, ad esempio Atzechi e Maya, ed anche in questo caso si hanno spesso rappresentazioni (perlopiù sacre) di amplessi. La scoperta della stampa fa sì che si diffondano testi scritti ed illustrati a sempre più persone; stampe e libri erotici diventano più accessibili ma rimangono ad uso di intellettuali e borghesi in quanto il popolo rimane in maggioranza analfabeta come nel medioevo ed ancora molto legato ai valori della religione, specialmente riguardo la morale sessuale. In età moderna e contemporanea infine, la rivoluzione industriale investe anche il settore dell’arte: la stampa sempre più automatizzata permette tirature prima impensabili a costo bassissimo. Una conseguenza quasi immediata è che l’arte erotica diviene totalmente accessibile alle masse popolari, dapprima attraverso i giornali e le riviste e successivamente per mezzo del cinema e degli altri media; con l’affermarsi di filosofie e politiche sempre più laiche nella società esplode sia la produzione che la fruizione di questo tipo di contenuti. Può essere interessante sapere che alcuni dei primissimi filmati per il cinema, muti ed in bianco e nero, erano a carattere erotico (vedi sitografia), da allora il porno è stato un successo ineguagliato come vendite editoriali e di audiovisivi, successo che continua oggi su internet con circa un terzo del traffico indirizzato a visitare siti e scaricare files a carattere marcatamente erotico o pornografico.

Rivisitando nell’insieme il percorso artistico dell’occidente in materia di sessualità, emergono alcuni spunti di riflessione interessanti. Il primo è che si nota una chiara laicizzazione: dalla sacralità delle prime raffigurazioni del sesso in età antica si tende ad una progressiva, crescente volgarizzazione di questi elementi artistici. Il punto di svolta è probabilmente l’età romana: mancando una mitologia sacra ben strutturata, le raffigurazioni pittoriche raramente riportano gli amplessi delle divinità, mentre si diffondono immagini erotiche di tipo profano (pubblicità di luoghi di piacere e relativi affreschi ornamentali). Alla successiva repressione medievale, in cui il sesso è completamente scisso dalla sacralità ed anzi demonizzato, segue poi una progressiva diffusione di massa di contenuti ormai lontanissimi dall’idea di sacro.

A partire dal rinascimento fino ai nostri giorni l’affermarsi dell’umanesimo e delle ideologie ad esso affini, oggi predominanti in occidente, porta a raffigurare sia l’erotismo che la pornografia come espressione di pulsioni umane naturali, non sacre né demoniache ma comunque pertinenti all’ambito privato e pertanto da fruire con riserbo, non essendo ritenute forme d’arte adatte all’esibizione in qualsiasi contesto pubblico. La segretezza con cui si ‘usano’ immagini e filmati erotici può peraltro contribuire a far nascere una dipendenza; nel caso è bene rivolgersi ad uno specialista qualificato. Può essere interessante anche rivivere il percorso storico che abbiamo tracciato (necessariamente riduttivo ed incompleto per brevità), magari visitando qualcuno dei musei citati anche nella prima parte – tutti sul territorio nazionale – anche per riallacciare l’eros contemporaneo alle nostre radici culturali. Farlo potrebbe anche essere utile a riconnettersi con una certa sacralità del sesso, che, coniugata alle conoscenze scientifiche dei nostri tempi, può forse darci uno sguardo diverso su tutto il tema.

Oggi troppo spesso la sessualità è banalizzata e mercificata come se si trattasse di un bene di consumo qualsiasi o meglio un prodotto semiclandestino da fruire in segreto, spesso con vergogna e senso di colpa. L’eros umano può invece essere considerato un prodigio naturale, un fenomeno enormemente complesso, multiforme, sorprendentemente tendente alla creatività ed all’armonia artistica, ed è questo che dovrebbe riflettersi nell’arte erotica: un’espressione culminante della vita di cui sarebbe opportuno, oltre che utile, riscoprire il senso di meraviglia che merita, unitamente al relativo dovuto rispetto.

Tirocinante: Luciano Meoni

Tutor: Fabiana Salucci

Bibliografia: ­

Boccaccio, G., Decameron, 1349-’53.

Sitografia: ­

I primi film erotici della storia: https://www.tpi.it/2018/03/12/primo-film-porno- della-storia/


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