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A seguito del caso Weinstein è stato finalmente aperto il sipario su una tematica spinosa e non facile da trattare: la triste realtà delle molestie sul lavoro. Son bastate poco più di un’intervista e qualche azione legale da parte di varie attrici Hollywoodiane a mettere in luce una serie di comportamenti che sin da sempre, sotto un velo cupo di vergogna e paura, si nascondevano dietro la facciata di quella che sembra ‘una vita professionale serena e soddisfacente’. Dopo tutto con un po’ di notorietà ed una giusta dose di soldi in banca molte cose sembrano semplici, ma per molte lavoratrici che non possono contare su notorietà e ricchezza per essere credibili, la realtà delle cose è molto diversa.

Per scardinare abusi e violenze negli ospedali, a scuola, in ufficio e in un qualsiasi altro luogo di lavoro è importante dare spazio anche a tutti coloro che subiscono ricatti sessuali e sentono di avere tutto da perdere e poche alternative.

Le statistiche Istat del 2017-18 stimano che siano 8 milioni 816mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale e si stima che siano 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni. Inoltre per la prima volta sono state rilevate le molestie a sfondo sessuale anche ai danni degli uomini: si stima che 3 milioni 754mila uomini le abbiano subite nel corso della loro vita (18,8%), 1 milione 274 mila negli ultimi tre anni (6,4%).

Ma in cosa consistono le molestie sessuali? In generale si considera molestia sessuale ogni atto o comportamento a connotazione sessuale che risulta indesiderato dalla persona che lo subisce.

Per molestia sessuale sul posto di lavoro si intende “qualsiasi comportamento di carattere sessuale o fondato sull’appartenenza di genere che, per una delle parti, risulta indesiderato offendendo la persona nella sua dignità. La molestia può verificarsi durante il lavoro oppure nel contesto di eventi aziendali”
(DFI-Dipartimento federale dell’interno;2008) e crea un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante e offensivo. Il più delle volte la vittima ricopre una posizione inferiore rispetto al molestatore che abusa del proprio potere e della sua posizione di rilievo per coercizzare e sottomettere.

Tuttavia, un recente studio danese pubblicato su BMC Public Health, ha evidenziato un dato da non sottovalutare: le molestie sul lavoro possono essere perpetrate anche da persone diverse dai colleghi con cui si viene a contatto nell’ambiente lavorativo, ad esempio i professionisti che sono a contatto con il pubblico possono subire molestie dai clienti. I dati dello studio hanno però evidenziato che le molestie provenienti dai colleghi di lavoro (indipendentemente dal ruolo ricoperto) hanno un impatto emotivo due volte più forte da sostenere per le vittime, rispetto a quelle provenienti dai clienti. Tanto che le vittime vanno incontro a maggiori problematiche depressive.

Risulta importante, inoltre, fare una distinzione tra flirt e molestia. Riconoscerne le differenze può aiutare le persone a fare chiarezza su eventuali comportamenti agiti o subiti nei contesti relazionali. Il flirt sottende una forma di corteggiamento e l’intrattenimento di un rapporto di simpatia e collaborazione in cui il sentimento è reciproco, desiderato e consensuale da entrambe le parti. Diversamente, la molestia implica un comportamento indesiderato da una delle due parti, generando nel mal capitato/a uno stato di malessere e frustrazione, difatti quando si protraggono nel tempo possono causare disagi psicologici anche gravi.

Quali possono essere le conseguenze delle molestie sul lavoro?

Successivamente alla percezione di un pericolo il nostro sistema nervoso si attiva determinando una reazione di “lotta, fuga o freezing” necessaria a contrastare la situazione. E’ importante tenere presente che l’abuso sessuale deve essere innanzitutto considerato come un trauma, difatti spesso viene accompagnato da intensa paura, orrore e da un senso d’impotenza, che può portare allo sviluppo del disturbo post-traumatico da stress (PTSD) (Kring, Davison, Neale & Johnson, 2008). Molti studi mostrano come la risposta ad un pericolo sia soggettiva e condizionata da alcuni importanti fattori come: l’età al momento dell’abuso, la durata, l’uso esplicito di violenza, caratteristiche di personalità, la possibilità di condividere l’accaduto con qualcuno ed il sostegno emotivo ricevuto in seguito.

Spesso, inoltre, la vittima di un abuso è impreparata a difendersi e questo può comportare l’attivazione a cascata di una serie di fattori psichici a cui è difficile far fronte: la persona perde la tranquillità sentendosi sempre più insicura e agitata, anche la sua salute fisica subisce ripercussioni quali cefalee, insonnia, mal di schiena ecc..

Un altro fattore da non sottovalutare è la paura, che induce nella vittima comportamenti di obbedienza e sottomissione spesso sofferti in silenzio e senza alcun supporto da parte dei colleghi che, di frequente, scelgono di non intromettersi per il timore di ripercussioni sulla loro carriera.

Cosa può fare la vittima?

Le strategie da poter adottare sono tante: in primo luogo è importante manifestare sempre e chiaramente che le attenzioni ricevute non sono gradite; successivamente costruire una parentesi di dialogo e di sfogo risulterà fondamentale (questo può avvenire con i colleghi, con lo psicologo/psicoterapeuta, ecc) al fine di non far sentire sola la vittima. Inoltre ci si può rivolgere al Consigliere/a di fiducia per le molestie sessuali (all’interno delle aziende) oppure al Comitato Unico di Garanzia – CUG o al sindacato.

In particolare il Consigliere di fiducia, nominato dall’azienda in modo preventivo, funge da interlocutore confidenziale ed è in grado di dare aiuto a coloro che lo richiedono. Egli deve garantire che la testimonianza della vittima rimanga confidenziale e che qualsiasi ulteriore passo sarà intrapreso solo con il consenso di quest’ultima. Le azioni che il Consigliere di fiducia può intraprendere possono essere di due tipologie: informali o formali. Nel primo caso, quando non si vuole procedere con una denuncia ma solo mediante l’assistenza del consigliere, l’intervento deve essere avviato entro 15 giorni dalla conoscenza del fatto e concludersi entro 60 giorni. Nel caso di un’azione formale bisogna invece effettuare una denuncia formale al dirigente responsabile dell’ufficio per la segnalazione preliminare all’avvio dell’azione disciplinare.

Quali sono le misure preventive da adottare nel contesto aziendale?

Al fine di ottimizzare i risultati aziendali è importante garantire un clima sereno e positivo, libero da molestie e intervenendo nel caso in cui queste situazioni si verifichino. Tra le azioni più concrete che un’azienda possa fare troviamo: nominare il consigliere di fiducia per le molestie sessuali e adottare un codice di condotta contro quest’ultime.

 

Tirocinante: Alessia Iusi

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

Friborg, M. K., Hansen, J. V., Aldrich, P. T., Folker, A. P., Kjær, S., Nielsen, M. B. D., … & Madsen, I. E. (2017). Workplace sexual harassment and depressive symptoms: a cross-sectional multilevel analysis comparing harassment from clients or customers to harassment from other employees amongst 7603 Danish employees from 1041 organizations. BMC public health, 17(1), 675.

Kring, A. M., Johnson, S. L., Davison, G. C., & Neale, J. M. (2013). Abnormal psychology. Singapore: Wiley.

 

Linkografia:

https://www.ebg.admin.ch/dam/ebg/it/dokumente/sexuelle_belaestigung/themen/definition_sexuellebelaestigung.pdf.download.pdf/definizione_molestiesessuali.pdf

http://www.istat.it/it/files/2018/02/statistica-report-MOLESTIE-SESSUALI-13-02-2018.pdf?title=Molestie+sessuali+sul+lavoro+-+13/feb/2018+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf

http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_AssessoratoRegionaleAutonomieLocaliFunzionePubblica/PIR_PersonaleAffariGenerali/PIR_Lottamolestiesessuali/Opuscolo%20Le%20molestie%20sessuali%20nei%20luoghi%20di%20lavoro.pdf

http://27esimaora.corriere.it/18_marzo_06/lavoratrici-ricattate-0a351022-218d-11e8-a661-74ccbd41f00f.shtml?refresh_ce-cp

http://nuvola.corriere.it/2018/02/13/molestie-sul-lavoro-oltre-1-milione-di-donne-vittime/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/23/molestie-sul-lavoro-per-il-diritto-conta-il-punto-di-vista-della-vittima-ecco-a-chi-rivolgersi-per-denunciare/3919142/

http://www.stateofmind.it/2017/12/molestie-sessuali-lavoro/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/04/molestie-sessuali-sul-lavoro-quali-tutele-per-le-vittime/2692717/

http://www.laterapiaemdr.it/violenza-sessuale.html

http://www.psicotraumatologia.com/abuso_sessuale.htm

http://www.dire.it/20-11-2017/155578-dalla-molestia-alla-violenza-si-esercita-la-commette-perche-non-si-denuncia/

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