L’innamoramento secondo la psicologia Junghiana

L’innamoramento è un forte sentimento caratterizzato da pulsioni e comportamenti molto intensi. Dal punto di vista psicologico esso implica una componente proiettiva: ci innamoriamo dei contenuti e delle nostre immagini inconsce proiettate sull’altra persona. Secondo Jung la proiezione consiste infatti nel trasferimento di un contenuto interno su un soggetto.

Il contenuto proiettato, in quanto inconscio, non è controllabile dall’individuo: non è gestito dall’Io, ma dall’inconscio. La proiezione non è qualcosa che noi decidiamo di mettere in atto, ma si attiva in maniera autonoma. È, inoltre, un meccanismo inevitabile, in quanto non possiamo venire a contatto con il nostro inconscio se non proiettando.

Secondo la psicologia junghiana questo non è un meccanismo di difesa, ma un processo costruttivo. Il contenuto inconscio, infatti, inizia ad emergere e passa da uno stato indifferenziato ad uno distinto e differenziato.

Nel processo proiettivo, l’altro viene completamente trasfigurato e viene investito di contenuti propri altamente profondi e significativi.

Nell’innamoramento, questo avviene in maniera intensa, in quanto proiettiamo sull’altra persona contenuti che ci appartengono; siamo contemporaneamente noi stessi e l’opposto di noi stessi ma, il questo opposto, è relegato nell’inconscio ed è per questo che viene percepito come alterità. Quest’ultima, secondo Jung, è rappresentata in maniera eccellente dagli archetipi dell’Anima e Animus.

L’Anima è la parte femminile inconscia presente nell’uomo e viceversa l’Animus, rappresenta l’aspetto maschile inconscio presente nella donna. Questi due archetipi sono da sempre presenti nell’inconscio collettivo e possiamo trovarli, ad esempio, nei sogni e nelle rappresentazioni artistiche, spesso sotto forma di metafora.

Per la coscienza l’Anima rappresenta unione, protezione, affettività, cura, mantenimento; l’Animus rappresenta riflessività, controllo, analisi, ponderazione, razionalità, calcolo, decisione, programmazione, distinzione.

Ogni archetipo, contiene un aspetto della vita e, contemporaneamente, il suo opposto. Generalmente, l’opposto tende ad essere negato ma, in realtà, entrambi gli aspetti hanno la stessa importanza, infatti, per il pensiero junghiano la psiche è duale, in quanto ogni atteggiamento o sentimento contiene il suo opposto, ed è così che la sottomissione convive con la sopraffazione, l’odio con l’amore e il conscio con l’inconscio. Questa dualità è valida quindi anche per i generi biologici, infatti, la psiche è caratterizzata sia da energia femminile che maschile, dunque, ogni uomo possiede un lato femminile e ogni donna porta in sé un lato maschile.

L’individuo si esprime tramite un’energia dominante cosciente ma possiede anche il lato opposto che vuole essere soddisfatto ed espresso, per cui, affinché l’individuo possegga una personalità ben integrata, le polarità della psiche devono essere complementari. Questa concezione può aiutarci ad assumere un punto di vista differente e a considerare l’innamoramento come un momento per incontrare l’altro, per poi rendersi conto che l’altro è parte di noi stessi e poter, quindi, integrare quei contenuti alla nostra coscienza.

Quando si riesce a mettere in atto questo passaggio, si compie un enorme processo trasformativo: ci si può rendere conto che l’altro non esiste soltanto al di fuori di se stessi, ma anche e soprattutto dentro di sè.

 

Tirocinante: Laura Massaro

Tutor: Fabiana Salucci

 

Sitografia

https://www.studiobumbaca.it/2012/12/31/gli-archetipi-anima-e-animus/.

https://www.temenosjunghiano.com/linnamoramento-vicenda-proiettiva/.

 

 

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