Mille modi per legarsi

Il Bondage assume nella sua definizione il concetto fisico di costrizione e legatura del corpo con strumenti che vanno al di là del loro significato simbolico. Le persone che utilizzano queste pratiche non usano solo quello che socialmente è conosciuto come l’utilizzo della corda, ma  praticano infiniti modi e possibilità di procurarsi piacere con diverse pratiche ed oggetti del desiderio. Questi vengono scelti in base al contesto, all’estetica, alle fantasie del partner e alle sensazioni sensoriali che provocano sul sottomesso. Ad esempio, i foulard sono pratici proprio perché occupano poco spazio, sono leggeri, eleganti e sono facilmente trovabili. I diversi tessuti da cui sono formati generano diverse sensazioni sulla pelle e soprattutto donano eleganza alla dominatrice spogliandola dalla volgarità. Una raccomandazione è quella di fare attenzione nella scelta dei foulard e delle scarpe in base al tessuto che si utilizza, alcuni per esempio sono difficili da snodare ed altri si sfilacciano facilmente. Il nylon ad esempio è sconsigliato perché tende a tagliare la pelle e per scioglierlo bisogna tagliarlo.

Per chi non è pratico con i nodi, il nastro adesivo è un’ottima soluzione. Quello utilizzato per il Bondage è largo circa 4-5 centimetri e non ha una colla troppo tenace per evitare di strappare la pelle del sub (sottomesso). Per quanto riguarda le corde, ce ne sono di diverse lunghezze, forme e fatte con diversi materiali a seconda della sensazione e della parte che si intende stimolare.

Per avere un ulteriore approfondimento si consiglia di consultare l’articolo “Quando “legarsi” diventa un piacere”.

In un’ottica più tradizionale ed estremista troviamo le catene, su cui si basa una delle fantasie più frequenti da usare sullo Slave. Questo è quello che si immagina solitamente quando si pensa ad un classico rapporto di dominazione-sottomissione, ma in realtà poche persone le utilizzano.

Il motivo è che le catene sono pesanti ed ingombranti, ma soprattutto rumorose. Ciò può trasformare un eccitante rapporto sessuale in uno scompenso nervoso. Inoltre, le catene pizzicano sulla pelle e premono sulle ossa recando fastidio e un dolore che diventa tutto tranne che piacevole. In questo caso possono recare diversi danni, dai lividi alle fratture, per questo è consigliabile inserire ogni tot di metri dei moschettoni antipanico ad apertura rapida per evitare questi danni.

Per chi ama il contrasto tra il metallo e la carne vi è l’utilizzo di strumenti appositi, i più comuni sono le manette, capisaldi del BDSM. Ci sono diversi modelli, ma quello più resistente è il classico modello dato in dotazione alle forze dell’ordine in quanto agevolate dall’ottimo odore di lubrificazione per le armi e da una semplice forma delle chiavi con un piolino che sporge dall’impugnatura. Questo permette un ottimo sistema di sicurezza che serve a fare in modo che la stessa non si chiuda più del previsto attorno al polso arrivando quasi a schiacciarlo. Le manette vengono vendute nei sexy shop e nei negozi alternativi post-punk. Negli stessi posti vengono venduti anche i fermapollici, oggetti in metallo per cui vale lo stesso principio delle manette ma l’unica differenza è che stringono solo la base dei pollici.

Il sistema più comodo e funzionale per immobilizzare qualcuno è quello di usare delle cinghie di cuoio. Quelle più conosciute sono le polsiere e le cavigliere, solitamente dotate di imbottitura e di anelli esterni che permettono di concatenarle tra loro e, nei casi di un bondage più sofisticato, permettono tra loro il passaggio di una corda.

C’è da dire che tra i sottomessi di sesso maschile, gli Harness (finimenti) sono i più diffusi. Si parla di imbracature che avvolgono tutto il torso, riunendosi su uno o più anelli metallici. Questi ultimi hanno innanzitutto un forte valore estetico ma sono anche confortevoli. Esistono gli Harness dedicati anche ad un pubblico femminile ma sono molto meno diffusi. Da ricordare che tra gli strumenti in cuoio più privilegiati troviamo: il collare con il guinzaglio, le cavigliere e lo polsiere da sospensione.

Ciò che rende affascinante il primo strumento è l’effetto simbolico: avere il pieno controllo su un sub tramite il collo, ed essere tenuti al guinzaglio rafforzando l’idea di succubanza e sottomissione. Per quanto riguarda le cavigliere e le polsiere da sospensione il loro intento è quello di immobilizzare le rispettive parti del corpo quali caviglie e piedi per le prime e i polsi per le seconde. Per quanto riguarda le prime, il loro utilizzo è proposto per appendere i sub a testa in giù senza rischiare che scivolino a terra. Le seconde, invece, oltre che avvolgere il polso consentono di attaccare una corda o un gancio su cui si appende il sub ad una fascia che passa sotto al palmo della mano per afferrare e tirare i polsi senza che subiscano il peso del corpo.

Ultimo strumento riservato agli uomini è il Cockring, una semplice cinghietta che viene stretta alla base del pene e dei testicoli e limita di poco il deflusso del sangue, il tutto per ottenere un’erezione vigorosa e più duratura.

Mille modi per legarsi a quanto pare non è da prendere in considerazione solo in senso figurato, limitare il piacere è di per sé un dispiacere, aumentarlo diventa un’esperienza sublime.

Bibliografia:

Ayzard, (2009). BDSM guida agli esploratori del piacere estremo. Roma: Alberto Castelvecchi Editore

 

Tutor: Francesca Mamo

 

Tirocinanti:

Alessandro Petroni

Francesca Picardi

Giuseppe Massaro

Laetitia Bollinger

Valentina Arachi

Veronica Fiore

Sara Sellaro

Bibiana Calì

Silvia Budello

 

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