Mindfulness e sessualità: quali benefici?

Stress, pensieri negativi, insicurezze, false credenze, ognuno di questi elementi, da solo o combinato con gli altri, è in grado di intaccare profondamente la vita di un individuo sotto ogni aspetto, compreso quello della sessualità. Le tecniche di meditazione mindfulness[1] che hanno preso sempre più piede all’interno di percorsi terapeutici come quelli di tipo cognitivo comportamentale ben potrebbero combinarsi a percorsi atti a migliorare la vita sessuale degli individui (Brotto et al.,2010). Vediamo infatti che la sfera sessuale è tra quelle aree che rischiano maggiormente di essere compromesse dallo stile di vita caotico e dall’insieme di sovrastrutture che spingono l’individuo a non accettarsi per quello che è e a soffrirne enormemente.
Come scritto da Gunaratana (1995) “Il momento presente cambia così rapidamente che spesso non ci accorgiamo nemmeno della sua esistenza. Ogni momento mentale è come un’immagine d’una serie che passa attraverso un proiettore: alcune immagini vengono dalle impressioni sensoriali, altre vengono dalla memoria delle esperienze precedenti o dalle fantasie sul futuro. La presenza mentale è una specie di fermo-immagine che ci mette in condizione di diventare coscienti delle sensazioni ed esperienze così come sono”.

Ai più focalizzare un singolo fotogramma sembra praticamente impossibile e spesso si tende a rimanere paralizzati nel flusso caotico della quotidianità circostante. Tale caos, spesso, invade l’individuo anche all’interno delle mura domestiche, permeandone i pensieri e rendendogli impossibile godere del momento presente e dell’esperienza del qui ed ora.
Immaginiamo come ciò possa avvenire anche durante il rapporto sessuale.
L’essere umano è un organismo complesso, che non basa la propria esistenza semplicemente sugli istinti biologici, né tantomeno si lascia guidare da essi così facilmente.
Il pensiero e le credenze guidano l’azione dell’individuo condizionandolo costantemente.
Essi intaccano anche il desiderio, motore primo dell’essere umano ed elemento capace di determinarne l’agentività.

Lo stesso accade anche per il desiderio sessuale. Soprattutto se facciamo riferimento al mondo femminile.

Dal punto di vista sessuologico, esso è sicuramente la più affascinante ed enigmatica delle quattro fasi della risposta sessuale umana[2], nonché la più sfuggente da inquadrare e quantificare (Simonelli, 2006). Il desiderio viene attivato da stimoli sia interni che esterni e presenta delle differenze in base al genere. Vediamo, infatti, che il sesso si manifesta come pressoché continuo nell’uomo e discontinuo nella donna (ibidem, 2006).
Nella donna il desiderio viene costantemente alimentato dai feedback positivi o negativi che provengono dalla fase di risoluzione. Tali feedback possono spingere la donna a ricercare o meno il rapporto sessuale (Basson, 2005).

Questa, soprattutto, risulta maggiormente influenzata dagli stimoli esterni, dal contesto e dalla relazione che si innesca col proprio partner sessuale. Per non parlare dei vissuti e della percezione che quest’ultima ha di sé stessa (Fabrizi et al., 2007).

La sessualità femminile e la spinta motivazionale a ricercare l’atto sessuale nella donna, dunque, sono strettamente legate al contesto e alla costruzione di significati oltre che alla biologia.

Il calo del desiderio, o desiderio sessuale ipoattivo, è uno tra problemi maggiormente riscontrati nelle donne.

Gli studi e le ricerche condotte oltreoceano, ci hanno riportato più tentativi di sopperire a tale problema in modo similare a quanto fatto con l’uomo proponendo il così detto “Pink Viagra”, che però ha avuto scarsissimo successo tra il pubblico femminile (Brotto, 2008).

Soprattutto in campo cognitivo comportamentale più studi hanno confermato successi considerevoli associando terapie “classiche” a tecniche di Mindfulness anche nel campo dei disturbi del desiderio. Tale combinazione ha avuto risultati soddisfacenti soprattutto tra il genere femminile (ibidem, 2008).

Le tecniche di Mindfulness hanno degli effetti molto positivi sulla salute e sul benessere generale dell’individuo. È ormai noto, infatti, che tali tecniche si siano dimostrate utili nella gestione dei pensieri automatici o negativi.

Durante il rapporto sessuale, dove l’esperienza sensoriale fa da padrone, una certa presenza mentale risulta fondamentale per poter godere appieno di tale esperienza. Ritrovarsi con la mente altrove, peggio ancora se attanagliato da pensieri negativi e insicurezze, può portare a risultati disastrosi (Brotto et al, 2010).

Tramite le tecniche di Mindfulness le persone potrebbero imparare ad essere pienamente presenti nell’atto sessuale, godendo dell’esperienza in modo completo (ibidem, 2010).

Uno studio condotto da Lazaridou e colleghi nel 2013, ha riportato, ad esempio, come le tecniche di mindfulness correlassero positivamente con la motivazione a compiere l’atto sessuale e con la consapevolezza stessa della sessualità.

Tali tecniche si sono rivelate molto utili anche nel trattamento del desiderio ipoattivo femminile, dove, come già detto, modalità di pensiero automatiche e disfunzionali hanno un grande peso sul godimento sessuale. Brotto e Colleghi, nel 2008, hanno dimostrato come la mindfulness migliori sensibilmente più aspetti della risposta sessuale femminile, agendo sui vissuti di distress avvertiti dalle donne del campione.

Anche Silverstein e colleghi (2011) hanno registrato gli effetti positivi della Mindfulness. Le donne intervistate riportavano, infatti, vissuti di sicurezza maggiori durante il rapporto sessuale dopo le pratiche meditative di tipo mindfulness.

Tali tecniche inoltre hanno anche effetti positivi sulla percezione che l’individuo ha di se stesso. Una percezione di sé distorta può, infatti, portare a insicurezze anche in ambito sessuale. E’ stato dimostrato che la mindfulness ha effetti positivi nel mitigare tali insicurezze in entrambi i generi (Dunkley et al. 2015).

Allenare l’individuo alla consapevolezza favorisce, dunque, un miglioramento generale della persona ad ampio raggio indirizzandola verso una modalità di funzionamento sana e un pieno godimento della vita.

Bibliografia:

  • Basson R., Brotto L., Laan E., Redmond G., Utian W.H. (2005): Assessment and Management of Women’s Sexual Dysfunc- tions: Problematic Desire and Arousal. Journal of Sexual Medi- cine, 2, 291-300.
  • Brotto, L. A., & Woo, J. (2010). Cognitive-behavioral and mindfulness-based therapy for low sexual desire. Treating sexual desire disorders: A clinical casebook, 149-164.
  • Brotto, L. A., Krychman, M., & Jacobson, P. (2008). Eastern approaches for enhancing women’s sexuality: Mindfulness, acupuncture, and yoga (CME). The journal of sexual medicine, 5(12), 2741-2748.
  • Dunkley, C. R., Goldsmith, K. M., & Gorzalka, B. B. (2015). The potential role of mindfulness in protecting against sexual insecurities. The Canadian Journal of Human Sexuality, 24(2), 92-103.
  • Fabrizi, A., & Cosmi, V. (2007). Le disfunzioni sessuali femminili in un’ottica multidisciplinare. Giornale italiano di ostetricia e ginecologia, 29(10/11), 331-338.
  • Gunaratana, H. (1995). La pratica della consapevolezza: in parole semplici. Ubaldini.
  • Kabat-Zinn J (2003). Mindfulness-based interventions in context: past, present and future. Clinical Psychology: Science and Practice 10, 144-156.
  • Lazaridou, A., Kalogianni, C. (2013). Mindfulness and sexuality. Sexual and Relationship Therapy28(1-2), 29-38.
  • Silverstein, R. G., Brown, A. C. H., Roth, H. D., & Britton, W. B. (2011). “Effects of mindfulness training on body awareness to sexual stimuli: implications for female sexual dysfunction”. Psychosomatic medicine, 73(9), 817.
  • Simonelli, C. (2006). L’approccio integrato in sessuologia clinica. Milano: Franco Angeli.

Sitografia:

https://www.istitutobeck.com/beck-news/la-mindfulness-desiderio-sessuale

https://www.mindful.org/what-is-mindfulness/

https://www.psychologytoday.com/us/blog/talking-apes/201804/mindfulness-in-the-bedroom

Tirocinante: Claudia Isaia

Tutor: Fabiana Salucci

 

[1] Con il termine “Mindfulness” si intende la capacità dell’individuo di rimanere consapevole, prestando attenzione al momento presente in modo non giudicante. La persona si pone, dunque, in modo accogliente e aperto nei confronti dell’esperienza (Kabat-Zinn, 2003).

[2] La risposta sessuale umana può essere suddivisa schematicamente in quattro fasi: desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione. Nella donna la fase di risoluzione è strettamente correlata alla fase del desiderio, sulla base del modello circolare di Basson (2005).

 

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