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Il termine cyberbullismo, ossia “bullismo online”, è stato coniato dall’insegnante canadese Bill Belsey e indica un tipo di attacco continuo, offensivo e sistematico attuato mediante la rete. Secondo lo studioso Peter Smith, per cyberbullismo si intende “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un mezzo elettronico, rivolta contro un singolo o un gruppo con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi”. Pertanto le azioni aggressive e intenzionali, eseguite persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, mms, foto, video clip, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, chiamate telefoniche), da una persona singola o da un gruppo, hanno il deliberato obiettivo di danneggiare un soggetto che non può facilmente difendersi. I cyberbulli, sfruttando la tecnologia, non più vincolati da limiti temporali (la durata della giornata scolastica, lavorativa ecc..) e geografici (la presenza fisica del soggetto in un determinato luogo), possono “infiltrarsi” nelle case delle vittime, perseguitandole, 24 ore su 24, con messaggi, immagini, video offensivi e tanto altro.

Nancy Willard, Direttore del centro americano per l’utilizzo sicuro e responsabile di Internet (Center for safe and responsible internet use), ha individuato differenti tipologie di cyberbullismo:

  1. Flaming: spedizione di messaggi online offensivi e volgari indirizzati ad un singolo o ad un gruppo di persone. Il caso tipico è rappresentato da insulti verbali all’interno di forum di discussione on-line.
  2. Molestie (Harassment): spedizione ossessiva di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.
  3. Denigrazione (Put-downs): spedizione di mail, sms, post su blog a diversi soggetti con lo scopo di danneggiare gratuitamente la reputazione di un singolo.
  4. Sostituzione di persona (Masquerade): farsi passare per un’altra persona per spedire messaggi o per pubblicare contenuti volgari e reprensibili.
  5. Rivelazioni (Exposure): rendere pubbliche informazioni riguardanti la vita privata e intima di una persona.
  6. Inganno (Trickery): ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno per ottenere confidenze, racconti privati, spesso imbarazzanti, al fine di renderli pubblici o condividerli con un gruppo di persone.
  7. Esclusione (Exclusion): esclusione intenzionale di un soggetto da un gruppo online (“lista di amici”), da una chat, da un game interattivo o da altri ambienti protetti da password.
  8. Cyber-persecuzione(cyberstalking): molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura che spesso sfocia in vero e proprio terrore per la propria incolumità fisica.
  9. Cyberbashing: comportamento criminale che ha inizio nella vita reale e che poi continua, con caratteristiche diverse, on line: le immagini, pubblicate su internet e visualizzate da utenti ai quali la rete offre, pur non avendo direttamente partecipato al fatto, occasione di condivisione, possono essere, commentate e votate.

Spesso il cyberbullismo viene tenuto nascosto anche dalla vittima a coloro che potrebbero aiutarla (es. genitori, educatori, amici, parenti). Un modo per tentare di prevenire simili fenomeni è sicuramente quello di incrementare l’attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione all’interno delle scuole e in ambito familiare. Fondamentale è il ruolo dei genitori, che hanno il dovere morale di vigilare non solo sulla vita reale dei propri figli, ma anche su quella virtuale, che spesso occupa più tempo della precedente, in quanto i ragazzi passano moltissime ore davanti al computer. Chi naviga invece abitualmente su internet deve poter imparare a difendere la propria privacy, questo significa fare molta più attenzione a ciò che si è disposti a condividere della propria vita all’interno del cyberspazio. Pertanto l’azione più significativa per prevenire il fenomeno è quella definita “network education”, dove si dovrebbe educare il soggetto ad un corretto uso del web ma soprattutto ad un uso più consapevole.

 

A cura dei tirocinanti IISS:

Laetitia Bollinger

Valentina Arachi

Veronica Fiore

Besarta Taci

Sara Sellaro

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Formella, A. Ricci (2010), Il disagio adolescenziale. Tra aggressività, bullismo e cyberbullismo, Edizione LAS (Rm);
  2. L. Genta, A. Brighi, A. Guarini (2009), Bullismo elettronico, Edizione Carocci (RM);
  3. Iannaccone a cura di. (2009), Stop al Cyberbullismo, Edizioni La meridiana, Molfetta (BA).

 

SITOGRAFIA

http://www.cyberbullismo.com

BullismoOnline.it – Il portale dedicato al Cyberbullismo

 

 

TUTOR: Francesca Mamo

 

TIROCINANTI::

Giuseppe Massaro

Alessandro Petroni

Francesca Picardi

 

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