#NNN: un novembre all’insegna della castità?

I più religiosi si preparano all’avvento delle festività natalizie sottoponendosi a digiuni e fioretti di varia natura, ad esempio alcuni si privano di determinati cibi fino al giorno che anticipa i lunghi ed interminabili pranzi con i parenti… ma cosa dire, invece, riguardo tutte le persone che in un certo senso anticipano queste restrizioni in ambito sessuale?
Si tratta di un “digiuno” anticipato al mese di novembre che si discosta largamente da ogni tipo di fioretto e promessa pre natalizia, tant’è vero che prende il nome di “Challenge”, una sfida contro se stessi e contro le proprie pulsioni sessuali che vengono volontariamente represse.
Ad intraprendere questo percorso all’insegna della “castità” momentanea possono essere sia individui di sesso maschile che femminile, single, in coppia aperta, sposati, in una relazione poliamorosa e appartenenti a qualsiasi fascia d’età.

Ma cerchiamo di capire nello specifico di cosa si tratta: la sfida, abbreviata con il modernissimo hashtag “#NNN” è l’acronimo di “No Nut November” e fa riferimento all’astinenza per ben trenta giorni ( dall’ 1 al 30 novembre) dalle pratiche masturbatorie e dall’avere rapporti sessuali con il proprio/a partner.
A tal proposito qualcuno potrebbe esclamare: “che sfida all’avanguardia e moderna!”, in realtà pare abbia origini lontanissime, infatti già dai tempi degli antichi greci e romani astenersi dalle attività sessuali era quasi d’obbligo prima di affrontare una battaglia importante e scendere in campo!

La domanda a questo punto è più che lecita e sorge spontanea: cosa spinge quasi mezzo milione di individui a reprimere volontariamente i propri impulsi sessuali per un tempo così prolungato? Alcuni sondaggi sostengono che probabilmente la causa sia da ricercare nella volontà dell’essere umano di voler migliorare la propria energia, la propria forza fisica e psicologica e anche di incrementare la concentrazione.

Tuttavia le motivazioni appena citate non sono avvalorate dalla letteratura presente nel panorama scientifico. L’astinenza dal sesso non è poi così vantaggiosa come viene presentata, in quanto è ormai noto che avere rapporti sessuali può solo che apportare benefici alla coppia e al singolo; benefici da un punto di vista fisico, psicologico ed emotivo. È evidente l’importanza del sesso in una coppia in quanto portatore di piacere, complicità, stabilità, fiducia e avvicinamento tra i partner.

Cosa dire, invece, riguardo l’astinenza dalle pratiche dell’autoerotismo? Se da una parte la letteratura scientifica riporta che non vi è correlazione tra la non masturbazione e il miglioramento della salute, dall’altra vi sono prove di come l’autoerotismo sia in grado di apportare benefici psicofisici.A tal proposito è stato condotto uno studio finalizzato a comprendere se le pratiche masturbatorie siano dannose per soggetti con il cancro alla prostata (PCa); lo studio ha dimostrato che praticare autoerotismo riduce del 44% la probabilità di sviluppare una delle neoplasie più diagnosticate al mondo (PCa).

Dunque vi è un approccio all’autoerotismo più giusto di un altro? Forse sarebbe il caso di affidarsi ad un vecchio e saggio aforisma aristotelico che non passa mai di moda: “In medio stat virtus” in quanto la verità è da ricercare nel giusto equilibrio.

A tal merito è giusto riconoscere i benefici che le pratiche dell’autoerotismo apportano sia da un punto di vista psicologico che fisico con la consapevolezza che ogni comportamento vissuto in egodistonia potrebbe causare dei risvolti negativi.

 

Tirocinante: Letizia De Panfilis

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:
Habul- Einen, BH., Bernstein, J., Ross, MW. Evidence for Masturbation and Prostate Cancer Risk: Do We Have a Verdict? Sexual and Medicine Review (2016), 229-234.

Sitografia:

https://www.lehmiller.com/blog/2019/11/4/why-you-shouldnt-buy-into-no-nut-november

 

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