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Siamo cresciuti in una società che ci ha abituati a pensare che l’atto penetrativo rappresenti il massimo del piacere sessuale. E se così non fosse?
Quando parliamo di stimolazione non possiamo prescindere dal fatto che ci sono molteplici e differenti zone erogene in ognuno di noi. Sarebbe quindi troppo riduttivo trascurare gli innumerevoli punti sensibili che suscitano piacere e ricondurre il tutto allo step penetrativo. A lungo andare si potrebbe incorrere nella monotonia e nella perdita dell’eccitazione fino ad arrivare a fare i conti con il calo reciproco del desiderio sessuale.

Oggigiorno si afferma sempre più la nuova tendenza dell’“outercourse”, che predilige variegate forme di intimità erotica a discapito della penetrazione. Rientrano in questa pratica la masturbazione manuale maschile o femminile, il massaggio perineale, il frottage, il cunnilingus, la fellatio ed anche la stimolazione del capezzolo.
Ma è davvero possibile raggiungere l’orgasmo con la sola stimolazione dei capezzoli?

Ebbene si. Questo fenomeno prende il nome di “nipplegasm” da nipple cioè “capezzolo”. Il seno, rappresenta infatti, una delle zone erogene più reattive e sensibili del corpo, data l’alta concentrazione di recettori sensitivi e terminazione nervose situati nella profondità di tessuti muscolari e connettivali. Non c’è dunque da meravigliarsi all’idea che un’adeguata stimolazione dei capezzoli possa aumentare lo stato di eccitazione e di lubrificazione vaginale, consentendo il raggiungimento dell’orgasmo con più facilità e rapidità.

La donna, inoltre, durante la stimolazione dei capezzoli, andrebbe a contrarre i muscoli del pavimento pelvico facilitando il raggiungimento del picco del piacere. La scienza ed in particolare gli studi sull’attivazione celebrale ci vengono ancora una volta in soccorso. Dalla letteratura scientifica emerge che la stimolazione dei capezzoli vada ad attivare le stesse aree che si attiverebbero con la stimolazione dei genitali, in particolare la corteccia somatosensoriale primaria. I neuroni di quest’area cerebrale rilascerebbero ossitocina, nota anche come “l’ormone dell’amore” la cui funzione è proprio quella di procurare piacere e rilassamento.

Anche per quanto riguarda gli uomini è stata scoperta una correlazione diretta tra gli stimoli nervosi che afferiscono dai capezzoli e le sensazioni provenienti dal pene. Oltre a contribuire all’orgasmo, la stimolazione dei capezzoli maschili pare contribuisca al mantenimento dell’erezione. Tuttavia, non bisogna trascurare il fatto che ciascuno di noi è diverso, quindi, la pratica del nipplegasm ad alcune donne potrebbe anche procurare fastidio o diminuire l’eccitazione. La migliore soluzione è sempre quella di parlare con il proprio partner e di chiedere cosa le/gli piace.

Svelare cosa ci piace può solo aumentare la complicità sessuale. Qualora la stimolazione dei capezzoli dovesse piacere al partner, non bisogna dimenticare che il seno non è un antistress ma va toccato con la giusta dose di delicatezza e passione. Consigliabile è, quindi, procedere in modo graduale partendo da movimenti circolari, sia con le mani, che con la lingua, procedendo con più passione, per chi piace che i capezzoli vengano stretti, succhiati o morsicati.

 

Tirocinante: Veronica Faggiano
Tutor: Criatiana Sardellitti

 

Bibliografia

-Levin, R. & Meston, C. (2006), Nipple/Breast Stimulation and Sexual Arousal in Young Men and Women. The Journal of Sexual Medicine, 3, 450-454.

 

Sitografia

Nipplegasm: l’orgasmo del capezzolo esiste


https://www.my-personaltrainer.it/salute/orgasmo-dei-capezzoli.html

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