Parliamo di feticismo

Le perversioni sessuali stanno suscitando sempre più interesse da parte di numerose discipline. Questo non perché prima non esistessero, ma perché il sesso e tutte le sue sfaccettature non sono più un tabù come negli anni passati. In ambito clinico, le deviazioni sessuali sono chiamate parafilie, un termine che indica una deviazione (para) che dipende dall oggetto fonte di attrazione (filia).
Vogliamo concentrare la nostra attenzione sul disturbo feticistico perché, ancor più delle altre parafilie, si origina precocemente nell’infanzia ma si manifesta in età adolescenziale, quando la sessualità inizia ad essere vissuta, per poi consolidarsi in età adulta.
Il termine feticismo è legato fortemente alla parola feticcio e deriva dal portoghese “fetisio” che vuol dire artificiale. In sessuologia, indica il desiderio sessuale verso un oggetto, una parte del corpo (parzialismo) o una situazione, per poter arrivare al piacere sessuale e all’orgasmo. In altre parole, il feticismo è caratterizzato dallo spostamento della meta sessuale dalla persona nella sua interezza verso un sostituto (il feticcio). Ne esistono tre forme: quella attiva in cui l’individuo utilizza il feticcio per eccitarsi; la forma passiva, quando il feticcio viene usato sul soggetto da un’ altra persona e la forma contemplativa, quando l’eccitamento deriva dal contemplare i feticci collezionati. La presenza del feticcio diviene indispensabile per il raggiungimento dell’orgasmo, impedendo una libera vita sessuale. Per questo motivo, in sessuologia è ritenuto un disturbo in quanto il soggetto diviene dipendente dall’oggetto. I feticci più comuni sono capi di abbigliamento (53,8%), oggetti in gomma (22,9), calzature (14,6), parti del corpo (14,6), materiali in pelle (10,4), vestiti di materiale soffice (8,3), capi in seta (6,3), e oggetti morbidi come i fazzoletti (14,6) (CHALKLEY e Powell, 1983). In uno studio di Emmanuele Jannini (professore di endocrinologia e sessuologia medica), su 5000 soggetti selezionati da gruppi fetish in rete, si è evidenziato come nella maggioranza dei casi le preferenze sessuali siano legate a parti o caratteristiche del corpo e oggetti associati ad esso e che in nessun caso la preferenza dei feticci coinvolge solo oggetti inanimati.I dati epidemiologici sono assenti, probabilmente a causa della natura riservata del comportamento feticista, ma possiamo dire che la popolazione maschile è in netta maggioranza. Per quanto riguarda il sesso femminile, il feticismo è prevalente nelle donne con tendenze omosessuali in cui l’oggetto feticistico è il seno.

Al contrario di quanto saremmo portati a credere, la linea di demarcazione tra patologia e normalità non è così netta. Con la teoria freudiana del “perverso polimorfo”, si è introdotta la visione secondo cui nei bambini può riconoscersi una ricerca di piacere sessuale tramite diverse zone erogene, che nello sviluppo normale verranno integrate nella sessualità adulta ma, in caso contrario, possono sfociare in comportamenti devianti perversi. Quindi il feticismo non si esprime solo come agito patologico ma anche come comportamento trasgressivo da introdurre nella vita sessuale senza che diventi l’unica fonte di eccitazione e piacere.

Tutor: Francesca Mamo

A cura dei tirocinanti IISS:

Valentina Negri

Besarta Taci

Maria Gloria Luciani

Francesca Picardi

Fabiana Maria Barbini

Claudio Contrada

Susanna Spaccatini

 

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