in Sexlog, Devianza e Parafilie

La pedofilia femminile, ossia gli atti sessuali su bambini commessi da donne, è un fenomeno poco trattato e per lo più celato da stereotipi legati all’immagine della femminilità. Anche se non è facile parlarne, in realtà gli abusi e i maltrattamenti commessi da donne su minori sono sempre più in crescita. Basta pensare che il 78% dei maschi abusanti riferisce di avere alle spalle storie di abuso agite da figure femminili ed in particolare dalle madri (Petrone, Troiano, 2005).

Nell’immaginario collettivo, il termine “pedofilia” viene associato al sesso maschile forse perchè ci sono “miti” che la cultura tramanda di generazione in generazione che rendono impensabile un abuso perpetrato da una donna. L’uomo è da sempre stato visto come esempio di forza, virilità, attività, aggressività, mentre l’immagine della donna è protettiva, tenera, passiva, accudente, empatica e soprattutto materna.

Sono stati evidenziati dalla Dott.ssa Frezza, Psicologa e Sessuologa Specializzanda  in Psicoanalisi della Relazione, una serie di falsi miti sugli abusi agiti dalle donne che tendono a negare la realtà di tale possibilità.

  • La donna è nata predisposta per essere madre: l’istinto materno;
  • I reati commessi da una donna sono molto rari;
  • Le donne agiscono abusi solo se costrette da un uomo;
  • Gli abusi sessuali perpetrati da donne recano pochi o inesistenti danni;
  • La donna non può penetrare, non può quindi essere violenta;
  • Le vittime di donne abusanti sono solo maschi
  • Il sesso con una donna adulta ha riscontri positivi;

In effetti, analizzando ogni singolo punto esposto poco sopra, non è semplice immaginare che una donna possa avere degli istinti così brutali e diametralmente opposti all’istinto materno.

Purtroppo, però, poiché la madre si occupa molto della cura “fisica” del bambino, instaurando con lui una relazione intima e fraintendibile, la pedofilia trova molteplici “mascheramenti” per potersi esprimere. La madre, infatti, può agire atti sessuali nei confronti del/la proprio/a bambino/a attraverso per esempio “bidet prolungati”, “bagnetti” frequenti dove le mani materne esitano più a lungo del dovuto sui genitali del bambino, dormire insieme nel letto matrimoniale o fare insieme il bagno nudi approfittando di quella “sana” situazione contestuale per farsi toccare nelle zone intime procurandosi solitamente eccitazione sessuale.

E’ necessaria, ancor di più in questo contesto, una sensibilizzazione, attraverso campagne informative, al fine di strutturare una prevenzione primaria in difesa delle piccole vittime. L’utilizzo di canali come come la scuola, i media, convegni e corsi di formazione, potrebbe far in modo di mettere in luce una realtà fino ad ora negata.

Fonti

Petrone L., Troiano M., 2005, E se l’orco fosse lei?. Milano:Franco Angeli.

http://www.igorvitale.org/2014/08/07/pedofilia-femminile-le-caratteristiche-psicologiche-delle-donne-pedofile/

Elliott M., 1993 Female sexual abuse of children. New York: the Guilford Press

Hrdy B. S., 2001. Istinto Materno. Milano: Sperling & Kupfer Editori

http://www.ailf.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=228:se-lorco-e-donna&catid=25:materiale-interessante-dall-associazione&Itemid=37

Tutor: Francesca Mamo

A cura dei tirocinanti IISS:

Maria Gloria Luciani

Claudio Contrada

Valentina Negri

Susanna Spaccatini

Francesca Picardi

Fabiana Maria Barbini

 

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