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Un anno fa il governo polacco si è espresso in modo contrario all’aborto emanando una legge ( legge del 22 ottobre 2020) che lo vieta oltre a quello terapeutico o quello collegato a gravi malformazioni fetali e morte fetale. Il 22 ottobre 2020 la Corte Costituzionale della Polonia ha dichiarato incostituzionale la legge che consente l’interruzione volontaria di gravidanza nel caso in cui dagli accertamenti medici emerga una elevata probabilità di malattia incurabile, grave e irreversibile menomazione fetale.

Un grande passo indietro! Secondo la Corte Costituzionale Polacca questa presa di posizione dettata dalla tutela del diritto alla vita del nascituro, sostiene la tesi che solamente la previsione probabilistica della presenza di patologie gravi o malformazioni, non sia sufficiente per praticare una interruzione di gravidanza volontaria e pertanto lede la dignità umana e il diritto alla vita del nascituro, dati gli articoli 30 e 38 della Costituzione Polacca.

Questa sentenza crea un blocco de facto delle interruzioni di gravidanza poiché queste avvengono proprio grazie a tali diagnosi. Di fatto l’impossibilità per le donne di accedere a questo tipo di trattamento medico determina una spinta a procedere verso forme di interruzione di gravidanza non sicure, che mettono a rischio la vita delle stesse. Anche portare avanti una gravidanza a rischio mette in pericolo la vita delle donne, non solamente le forme di aborto non sicure.

Sappiamo da fonti parlamentari europee di un caso di decesso di una giovane donna di trent’anni per shock setticemico , poiché a causa della legge in vigore, è stato impossibile ricorrere alla IVG e i medici hanno atteso che il feto morisse. Notizie del genere dovrebbero appartenere ad un passato ormai superato, invece sono incredibilmente attuali.

Il parlamento europeo invita le donne ad essere supportate anche dagli altri paesi della comunità presso i quali saranno costrette a rivolgersi. Anche se le proteste sono attive nel paese contro questa sentenza, sembra che il governo tenda a reprimerle. Le manifestazioni sono appoggiate in maniera trasversale da molti settori della società che chiedono le dimissioni del governo. Le azioni di controllo delle proteste mettono in evidenza un collasso dello stato di diritto in un paese che dovrebbe essere laico e democratico.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Antonella Viotti

 

Fonti:
– https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20211108IPR16844/polonia-non-una-donna-di-piu-deve-morire-a-causa-della-legge-sull-aborto
– https://www.biodiritto.org/Biolaw-pedia/Giurisprudenza/Polonia-Corte-costituzionale-sentenza-22-ottobre-2020-incostituzionale-l-aborto-in-caso-di-malformazioni-o-malattie-incurabili-del-feto

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