Pregiudizi e Stereotipi del mondo Bisessuale

Per Bisessualità si intende l’orientamento sessuale di un soggetto che prova attrazione romantica, affettiva, erotica e sessuale nei confronti sia dello stesso sesso che del sesso opposto. Il termine bisessuale è stato coniato nel 1809 per descrivere le piante provviste di organi riproduttivi sia maschili sia femminili, nel mondo della botanica. È stato trasposto al mondo umano e animale molto tempo dopo. I primi studi sulla bisessualità sono da attribuire al biologo e sessuologo statunitense Alfred Charles Kinsey che, all’interno di un’inchiesta statistica relativa ai comportamenti sessuali umani, arrivò alla stesura de “Il comportamento sessuale dell’uomo” e “Il comportamento sessuale della donna”, rispettivamente del 1948 e del 1953, meglio conosciuti come il Primo e il Secondo Rapporto Kinsey. Qui l’autore propone una classificazione a sei punti circa l’orientamento sessuale, la famosa Scala Kinsey, così organizzata:

0          Esclusivamente eterosessuali.

1          Prevalentemente eterosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze omosessuali.

2          Prevalentemente eterosessuali, ma con una forte componente omosessuale.

3          Le tendenze eterosessuali e omosessuali si equivalgono (bisessualità).

4          Prevalentemente omosessuali, ma con una forte componente eterosessuale.

5          Prevalentemente omosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze eterosessuali.

6          Esclusivamente omosessuali.

Naturalmente non tutti condividono la classificazione di Kinsey.

Ad oggi in molti si oppongono ad una visione così poco rigida e settoriale dell’orientamento sessuale e in molti mostrano una vera e propria avversione in particolare nei confronti della bisessualità. Stiamo parlando della cosiddetta “bifobia” (appartenente alla famiglia dei termini riferiti all’intolleranza e alla discriminazione dirette contro il mondo LGBT), vera e propria repulsione, cioè, verso gli individui bisessuali. Alla base della bifobia vi sono tutta una serie di pregiudizi e di stereotipi legati al mondo bisessuale. Li esamineremo uno per volta:

  • La bisessualità non esiste: a dispetto di tutto ciò che Kinsey meditò, studiò e verificò, sono ancora in molti oggi a pensare che in fondo la bisessualità non esista affatto e che tutti coloro i quali si professano bisessuali abbiano in realtà una preferenza netta per l’uno o l’altro sesso.
  • O sei gay o sei etero o menti: sulla stessa linea troviamo i sostenitori dell’idea incontrovertibile che esista solo ed esclusivamente una possibilità binaria e che in assenza di questa dicotomia ci si trovi davanti ad una chiara menzogna.
  • I bisessuali sono dei codardi: in maniera consequenziale si può avere questa cinica certezza che ogni bisessuale stia facendo una scelta di comodo. Soprattutto quando si parla di un uomo, la tendenza a pensare che si tratti di un omosessuale che ha paura di ammetterlo è dilagante. Questo perché, come si sa bene, esiste ancora oggi una sorta di clichè sociale per cui una donna omosessuale può essere “accettata” molto più di un uomo omosessuale. Allo stesso modo, sembra che sia molto più ammissibile una bisessualità da parte della donna, perché “l’uomo bisessuale sotto sotto è gay”.

 

  • Le donne bisessuali sono facili: esiste, soprattutto tra una certa tipologia di genere maschile la fantasia frequente di due donne insieme. Quando si parla di bisessualità femminile, quindi, l’errore più comune che si fa è proprio quello di proiettare queste fantasie personali all’interno della coppia bisessuale femminile o comunque della bisessualità femminile in genere. Si tratta di non prendere sul serio l’orientamento sessuale di qualcuno o comunque di ridicolizzarlo, riducendolo alle più banali e immature fantasie. Questo aspetto, infatti, infastidisce molto le persone bisessuali poiché intendere la bisessualità femminile come un’arma di seduzione, si potrebbe finire col considerarla una moda e una tendenza sociale (bisexual chic), che ha fatto spesso percepire l’orientamento bisessuale femminile come un “gioco esotico e peccaminoso” per compiacere gli uomini etero.
  • È solo una fase: pensare che ci sia una sorta di confusione circa l’orientamento sessuale, e che prima o poi si arriverà ad una scelta dicotomica etero/omo, è probabilmente la tendenza che contribuisce maggiormente a screditare la bisessualità. Si pensa che in un modo o nell’altro, quando si incontrerà la persona giusta, finalmente si avranno le idee chiare circa l’orientamento sessuale. In realtà la bisessualità può essere l’orientamento costante di una persona, anche se alcuni si trovano effettivamente a spostare la loro preferenza lungo il continuum dell’orientamento sessuale, dalla bisessualità ad una sessualità più “eterocentrata”. I bisessuali non “diventano” etero o gay a seconda del sesso del loro partner, ma continuano a essere attratti da entrambi i generi. Ed è questa l’unica, semplice, caratteristica della bisessualità.
  • I bisessuali non sono fedeli: sembra che il fatto di essere attratti da entrambi i generi sia una condizione determinante per la completa infedeltà. Come per un uomo etero il fatto di essere attratto sia dalle donne more che da quelle bionde non significa essere incapace di rimanere fedele, per una persona bisessuale il fatto di essere attratto da entrambi i generi non apre di certo la porta ad ogni sorta di scambismo o poligamia! Non sono attratti da chiunque e non inneggiano alla promiscuità sessuale come comunemente spesso si pensa.

 

  • I bisessuali diffondono malattie sessualmente trasmissibili: purtroppo molto spesso i bisessuali, alla pari degli omosessuali, si sentono considerati il ponte, il veicolo di malattie sessuali come l’AIDS. Naturalmente ciò si lega all’idea che i bisessuali siano assolutamente incapaci di monogamia e che abbiano dei costumi sessuali a dir poco discutibili. Tutti questi pregiudizi si basano su una sfilza di pseudo argomentazioni che li rendono assolutamente infondati. Di tutti questi pregiudizi, quest’ultimo è sicuramente quello che offende il mondo bisessuale in misura maggiore.

Ricordando le parole di Kinsey:

«Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso» (Alfred Charles Kinsey, Il comportamento sessuale dell’uomo, 1948).

A cura della tirocinante IISS: Elisa Grano

Tutor: Davide Silvestri

BIBLIOGRAFIA

Kinsey A.C. (1948), “Il comportamento sessuale dell’uomo”, Bompiani.

Kinsey A.C. (1953), “Il comportamento sessuale della donna”, Bompiani.

SITOGRAFIA

https://www.istitutobeck.com/beck-news/atteggiamenti-stereotipi-pregiudizi-sulla-bisessualita-la-bifobia

https://www.bproud.it/wordpress/pregiudizi/

https://www.gaypost.it/bisessuali-gay-nascosti-gli-stereotipi-dentro-la-comunita

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