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L’Operatore all’Emotività, all’Affettività e alla Sessualità (O.E.A.S.) è definito come «un operatore professionale (uomo o donna) con orientamento bisessuale, eterosessuale o omosessuale che deve avere delle caratteristiche psicofisiche e sessuali “sane”», necessarie affinché, con la sua professionalità, possa supportare le persone con disabilità a sperimentare l’erotismo e la sessualità. La formazione, da un punto di vista teorico e psico-corporeo, sui temi della sessualità, permette all’operatore di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico-cognitiva a sperimentare erotismo, sensualità e sessualità.

L’O.E.A.S. riceve, dunque, una preparazione adeguata affinché non concentri l’attenzione erotico-sessuale esclusivamente sul mero processo meccanico della sessualità e della risposta sessuale, ma per orientarsi su dimensioni e dinamiche legate al mondo dell’educazione e dello sviluppo. In questo modo promuove attentamente un’educazione affettivo-sessuale, indirizzando al meglio tutte quelle energie intrappolate all’interno del corpo della persona con disabilità che rischierebbero, altrimenti, di creare un disagio attraverso improvvise scariche energetiche di tipo disfunzionale come rabbia e aggressività.

L’attività dell’O.E.A.S. promuove in questo modo il benessere, il rilassamento e il piacere, favorendo la costruzione di un’identità erotico-sessuale di grande importanza per una persona che, altrimenti, continuerebbe a vedere la propria sessualità negata, nascosta o comunque allontanata rispetto a quello che potrebbe effettivamente essere.
Gli incontri tra operatore e persona con disabilità si orientano in un continuum che va dal semplice massaggio o contatto fisico al “corpo a corpo”, sperimentando l’esperienza sensoriale, fornendo suggerimenti fondamentali sull’attività auto-erotica, fino a stimolare e a fare sperimentare l’esperienza orgasmica. Obiettivo principale è abbattere lo stereotipo secondo cui le persone con disabilità siano considerate “asessuali” o comunque non capaci di vivere e sperimentare la sessualità.

Sulla base della propria formazione, sensibilità e disponibilità, l’O.E.A.S., è in grado di contribuire a far riscoprire alle persone con disabilità una dimensione dell’educazione sessuale ludica, facendo scoprire il valore della corporeità e il proprio corpo e quello dell’altro, una dimensione relazionale e una dimensione etica. Al tempo stesso, può aiutare il soggetto disabile a rendersi maggiormente responsabile delle proprie relazioni sia sentimentali che sessuali, attraverso una maggiore conoscenza e consapevolezza di sé e attraverso una più adeguata capacità di prendersi cura della propria persona e del proprio corpo: la mancanza di autostima, infatti, è uno dei freni a un naturale approccio verso l’altro sesso e l’operatore può aiutare ad accogliere e non reprimere le diverse istanze del corpo, dei sensi e delle emozioni.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Filomena Giordano

 

Riferimenti
– https://www.lovegiver.it/il-progetto/
– Bocci, F., Isidori, M. V., & Guerini, I. (2019). Sessualità e disabilità. Una esperienza di formazione-ricerca intorno alla figura e alla funzione dell’Assistente sessuale. Italian Journal of Special Education for Inclusion. DOI: 10.7346/sipes-01-2019-17
– Quattrini, F., Ulivieri, M. (2014). Cosa è (e cosa non è) l’assistenza sessuale. In Ulivieri, M. (a cura di), LoveAbility. L’assistenza sessuale per le persone con disabilità. Trento: Erickson.

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