Quando è lei a darle piacere

La capacità di una donna di provare l’orgasmo sembra essere influenzata da una serie di fattori, come ad esempio quelli di carattere neuroanatomico, fisiologico, psicologico, socioculturale e di interazione. Tuttavia, nessuna di queste influenze sull’orgasmo hanno dimostrato di essere primarie o assolute. Le difficoltà che insorgono sullo studio dell’orgasmo sono spesso dovute alla mancanza:

  1. Di un parametro oggettivo, per chi studia aspetti neurofisiologici dell’orgasmo, per documentare quando l’orgasmo si sta verificando;
  2. Di una definizione soggettiva unanime sull’orgasmo.

È molto importante che un terapeuta tenga in mente quest’ultimo punto. Se si ascoltano attentamente le pazienti affette da problemi sessuali, alcuni di loro riferiranno di provare l’orgasmo, anche se in seguito emerge che non è vero; vi sono altre donne, invece, che non sono in grado di identificare l’orgasmo quando lo stanno effettivamente vivendo.

Per l’esperienza dell’orgasmo sono importanti molte zone anatomiche; quelle che vengono menzionate più di frequente sono il clitoride e la vagina. La stimolazione sessuale determina una vasocongestione pelvica, una lubrificazione vaginale, un allungamento vaginale e contrazioni toniche, un aumento delle dimensioni delle labbra, una elevazione uterina, e una retroazione del clitoride.

La complessità dell’orgasmo femminile è evidenziata da alcune ricerche che confermano una certa diversità tra orgasmo nei rapporti omosessuali e quelli eterosessuali. Secondo un’indagine di Cosmopolitan, fatta su un campione di 2300 donne, dai 18 ai 40 anni, solo il 57% raggiunge l’orgasmo in compagnia del proprio partner maschile. A differenza, il 95% delle donne intervistate hanno si è detta convinta che il proprio partner non ha nessun problema nel raggiungere l’orgasmo. A quanto pare il problema è nella “meccanica” e nella poca conoscenza degli uomini della sessualità femminile. Il 33% delle donne infatti sostiene di non aver ottenuto abbastanza stimolazione clitoridea, mentre il 38% di non averla ricevuta in maniera giusta. Numeri come questi possono trovano riscontro in un uno studio, fatto nel 2005 in America su 833 studenti, secondo il quale la maggior parte di questi – sia uomini che donne – non erano in grado di indicare il clitoride. In compenso, secondo una ricerca condotta nel 2014 dal Journal of Sexual Medicine, il 75% delle lesbiche raggiungono l’orgasmo con la loro partner. Ma non è solo la scarsa conoscenza anatomica a giocare un ruolo negativo. Mentre il 78% delle donne, secondo l’indagine di Cosmopolitan, ritiene che il proprio partner si sia preoccupato del loro orgasmo, il 72% ha avuto esperienze negative in tal senso: il loro compagno una volta “soddisfatto” non si è preoccupato di aiutarle a raggiungere l’orgasmo. Ci sono anche delle tempistiche differenti: in media una donna ha bisogno di più tempo per raggiungere l’orgasmo – dai 20 ai 40 minuti, secondo alcuni esperti, secondo altri la media per una donna è di 14 minuti, per un uomo è di 3 minuti.

Ecco perché tra lesbiche l’orgasmo è più frequente. Infatti, da un recente studio condotto da Cohen e Byers (2013) risulta che i rapporti sessuali tra donne abbiano una durata media di 57 minuti. Questo potrebbe fornire alla donna l’apporto necessario di preliminari che manca o non è sufficiente in molte relazioni eterosessuali e dà alla donna la possibilità di essere completamente eccitata aumentando la possibilità di raggiungere l’orgasmo. Anche un altro fattore ne è responsabile: nei rapporti omosessuali si ricorre molto di più al sesso orale rispetto ai rapporti eterosessuali, i quali dipendono maggiormente dal sesso penetrativo per raggiungere l’orgasmo.

Probabilmente anche le aspettative potrebbero giocare un ruolo significativo. Infatti le donne eterosessuali non si aspetterebbero necessariamente di provare orgasmi mentre nelle relazioni lesbiche questi si danno per scontati in quanto dedicano più tempo ed impegno nei preliminari ed il sesso orale.

Questa è una buona lezione per le coppie etero: bisognerebbe modificare il pensiero di base errato che un rapporto penetrativo breve e frequente equivalga alla vera soddisfazione sessuale. Le donne non vogliono solo il sesso ma vogliono un buon sesso!

Tutor: Francesca Mamo

A cura dei tirocinanti IISS:

Francesca Picardi

Valentina Negri

Claudio Contrada

Besarta Taci

Fabiana Maria Barbini

Maria Gloria Luciani

Susanna Spaccatini

 

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