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Questa è un’epoca in cui il porno sembra stia vivendo la sua fase più florida, soprattutto grazie alle piattaforme dedicate che offrono quantità sterminate di materiale.

Il giornalista Maureen O’Connor, per celebrare i dieci anni di Pornhub afferma che “Siamo all’apice della creatività sessuale, persino il grande pubblico conosce il porno, è circondato dal porno ed è pratico di porno. Oggi bastano pochi minuti per vedere più erezioni di quante ne avrebbe potute vedere in tutta una vita il più orgiastico dei membri della corte di Caligola”.

In occasione del lockdown di marzo per il Covid-19, Pornhub per “tenere compagnia” agli utenti forzatamente in casa, ha reso gratuito l’accesso alla sezione Premium per consentire la visione libera in streaming di contenuti fino a quel momento a pagamento. I grandi siti web hanno sempre più bisogno di filmati porno da divulgare e dai contenuti sempre più “forti”. La realizzazione, negli ultimi anni, è passata dalle case di produzione tradizionali di cinema per adulti ai grandi siti, con conseguenze profonde sul potere contrattuale degli attori e sulle tutele loro garantite. I film di oggi sono spesso brevi, quasi sempre hard-core e mostrano sesso penetrativo estremo.

Gran parte del porno presente sui siti è amatoriale ed in quanto tale non regolamentato; secondo le statistiche Pornhub 2019 la categoria più ricercata è proprio Amateurs cioè, amatoriali. Il fatto che i filmati siano realmente amatoriali, o in stile amatoriale, ha determinato un abbassamento del livello qualitativo: i registi e gli attori non sono veri professionisti e questo ha provocato una forte flessione della retribuzione per scena. Le prestazioni più estreme, invece, sono ben pagate e le attrici che entrano nel porno oggi saltano le tappe rispetto alle colleghe di alcuni anni fa: ad esempio si dedicano sin dall’inizio della carriera al sesso anale, doppie penetrazioni, bondage, pratiche che in passato non si improvvisavano ma arrivavano solo dopo aver acquisito la necessaria esperienza.

Attualmente la durata media della carriera di un’attrice hard non famosa è fra i 4 e i 6 mesi, un arco temporale molto breve che viene sfruttato dalle attrici il più possibile dal punto di vista economico, portandole ad accettare di lavorare molto intensamente, senza limiti e senza tutele.

Parallelamente a questo cambio di produzione del porno, si è verificato un aumento di morti per malattie e  suicidi fra le attrici hard. Solo nel 2018, nel giro di tre mesi, si sono tolte la vita ben cinque pornostar che avevano un’età tra i 20 e i 35 anni. Le cause dei suicidi vanno in primo luogo ricercate nelle storie personali delle giovani donne, ma l’essere accomunate da un difficile settore lavorativo di provenienza è sicuramente un elemento significativo.

Molte attrici hard raccontano di un ambiente tossico, spietato e competitivo, dove si è indotte ad accettare ruoli e pratiche particolarmente degradanti e violente per paura di essere escluse dal circuito di produzione e rimpiazzate da attrici sempre più giovani e disposte a tutto. Nell’articolo  di Isabelle Sorente tratto dal  documentario  svedese “Shocking Truth” si parla di sesso estremo: ad esempio della gang bang di Annabel Gong con 251 uomini durata dieci ore, di quella di Angela Houston con 622 uomini in sette ore. Attualmente il record della più grande gang bang conosciuta è quella che ha avuto come protagonista Lisa Sparxxx nel 2004 con 919 uomini all’Eroticon di Varsavia…

La maggioranza delle donne coinvolte in rapporti sessuali con animali, emerge sempre dall’articolo di Sorente, si suicidano.

Naturalmente i produttori e registi respingono questa visione e affermano che i set hard sono luoghi sicuri, dove c’è molta attenzione per la tutela della salute fisica e psicologica degli attori i quali sono assolutamente liberi di decidere i termini e la tipologia delle loro prestazioni, senza alcuna pressione. Ma in set dove si disincentiva in ogni modo l’utilizzo del preservativo, come si può pensare che gli attori abbiano potere per negoziare liberamente le loro prestazioni?  A rendere più semplice per i produttori e registi hard l’imposizione di condizioni degradanti e pericolose c’è l’elevatissimo abuso di alcol, sostanze psicotrope e droghe da parte delle attrici ridotte in condizioni in cui sono incapaci di autodeterminazione.

L’attrice Jersey Jaxin attribuisce l’abuso di droghe, di benzodiazepine e alcol “all’esigenza delle performers di sopportare, senza impazzire, il lavoro che riduce le persone a meri oggetti sessuali”. Da un sondaggio svolto fra 177 attrici hard è emerso che il 26 % abusa di tranquillanti e il 10% di eroina. (Covenant Eyes, Pornography Statistics, 2013).

L’ex attrice porno e scrittrice francese Raffaela Anderson nel suo libro “Hard” parla di ragazze dell’Europa orientale che conoscono solo il sesso tradizionale, o a malapena quello orale, che arrivano sul set senza parlare la lingua e magari per la prima volta lontane da casa, che dormono in una camera d’albergo o addirittura sul set, a cui vengono fatti un fisting vaginale ed uno anale e che alla fine della scena (che non hanno diritto di interrompere), hanno emorragie  e perdite fecali perché nessuno le aveva avvisate di farsi un clistere. Le lasciano riposare due ore, per poi continuare con le riprese. (Anderson, 2003).

In un articolo,  viene detto da una ex attrice porno all’intervistatore  “Non saresti in grado di rendertene conto guardando i miei film, ma in quattro di essi sono stata stuprata” (Could you be a virtual abuser, 2013).

Il giornalista Chris Hedges già nel 2010 parlava nel libro “Empire of illusion. The end of literacy and the triumph of spectacle”dei traumi fisici e psicologici che subivano le attrici hard.  Il giornalista dimostra che quando una attrice porno smette di lavorare, manifesta gli stessi problemi che presentano i reduci del Vietnam. Hedges è giunto a tale considerazione dopo aver intervistato ex attrici hard e reduci, e ipotizza che in entrambe le categorie risulti particolarmente incidente il “Disturbo Post Traumatico da Stress”.  Il giornalista racconta di pratiche sui set assimilabili a vere e proprie torture, realizzate per rispondere alla domanda di una pornografia sempre più estrema. Le gravi emorragie, lacerazioni degli organi genitali, sterilità, incontinenza urinaria e fecale, sono i segni che rimarranno sul corpo, una sorta di memento perenne. Lo stesso Rocco Siffredi ha riconosciuto che alcune attrici porno di produzioni di livello medio-basso (che sono la maggioranza), finiscono la carriera con vagina e ano distrutti.

Dal documentario “Shocking Truth”  nella trascrizione di Sorente “Che sia in Francia, negli Stati Uniti o in Svezia, l’osservazione delle associazioni dopo aver raccolto tante testimonianze è la stessa: i contesti svantaggiati forniscono un terreno fertile per la prostituzione e la pornografia. Ragazze molto spesso vittime di incesto o stupro, tossicodipendenti che non vengono sostenute dalla società per beneficiare di cure o assistenza, vengono gestite direttamente da protettori o  registi per produzioni di basso livello”.

Bisognerebbe riflettere su questo aspetto ogni volta che ci si pone come spettatore di pornografia estrema, non per mero moralismo, ma per quello che dovrebbe essere un naturale moto di umanità.

Tirocinante: Roberta Botondini

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

Anderson R., (2003 ), Hard, trad. it. Clerici C., Guanda Editore, Parma.

– Hedges C., (2010), Empire of illusion. The end of literacy and the triumph of spectacle. Nation Books.

 

Sitografia

 -https://www.wcbi.com/adult-film-star-mental-health-in-the-industry-needs-attention/

-https://www.newyorker.com/magazine/2016/09/26/making-sense-of-modern-pornography

-https://therapy-space.org/2013/09/11/could-you-be-a-virtual-abuser/

-https://www.covenanteyes.com/2013/02/19/pornography-statistics/

-https://www.italiastarmagazine.it/cronaca/le-misteriose-morti-di-quattro-porno-star-1587

-https://www.caffeinamagazine.it/il-film/482702-zoe-parker-morta-pornostar/

-https://www.ilsussidiario.net/news/amber-lynn-nel-porno-tanti-suicidi-riley-reyes-ho-sofferto-di-depressione/1958530/

-https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/14/porno-lattrice-hard-leigh-raven-denuncia-brutalita-oltre-la-mia-volonta-io-chiedevo-aiuto-ma-regista-e-attore-non-si-sono-fermati/4225779/

-https://www.ilpost.it/2019/12/13/pornhub-2019/

-http://www.orroz.net/LenversduX.htm

 

 

  

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