Quando l’ansia blocca l’orgasmo

 

Si parla di disturbo dell’orgasmo femminile quando vi è un persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase normale di eccitazione sessuale.

 

Viene classificato in:

-Permanente: la donna non ha mai raggiunto l’orgasmo da sola o con il/la partner con qualsiasi tecnica di stimolazione.

-Acquisito: la donna ha sviluppato il disturbo dopo avere provato in passato l’orgasmo.

-Generalizzato: lo scarso desiderio sessuale è presente costantemente e al variare dei partner.

-Situazionale: lo scarso desiderio sessuale è presente con un/a solo/a partner o solo in determinate circostanze (https://www.istitutobeck.com/disturbo-dell-orgasmo-femminile-disturbi-sessuali).

Ma la donna che vive questa situazione dirà più semplicemente : “Non ho l’orgasmo”.

Questa assenza può rappresentare per la donna una “ferita” per la sua identità sessuale e il timore che possa risentirne anche l’intimità di coppia, portandola a vacillare.

L’orgasmo ha due funzionalità :

Individuale: consente di scaricare l’eccitazione e aumentare la sensazione di benessere che ne deriva.

Relazionale: in quanto può essere un buon indicatore della qualità del rapporto di coppia.

Ma cos’è l’orgasmo?

In una intervista su TPINEWS, il prof. F. Quattrini afferma “L’orgasmo femminile è legato a delle contrazioni involontarie del terzo esterno della vagina, che oscillano tra gli 8 e i 12 secondi, come fase finale della risposta sessuale.

La nostra società ha frainteso alcune cose sul tema dell’orgasmo.

La risposta fisiologica al piacere è una, ma nella donna le sensazioni e i vissuti orgasmici sono molteplici. Si può tracciare una differenza legata alle vie di accesso all’orgasmo (clitoride, vagina, ano, stimolazione parti non erogene). Nel tempo le donne si sono incastrate dicendo ‘io sono clitoridea’ , ‘io non sono vaginale’, come se gli mancassero dei pezzi, ma non è così: l’orgasmo è sempre raggiunto, quello che manca forse è un lasciarsi andare a diversi livelli e vie d’accesso che permetta di amplificare la risposta orgasmica. Se c’è una stimolazione diretta del clitoride è chiaro che si avrà un orgasmo legato a quella via di accesso, se invece si ha un rapporto penetrativo si avrà un’altra sensazione, ma l’orgasmo è sempre quello“.(https://www.tpi.it/2017/11/03/squirting-orgasmo-femminile-cose-da-sapere/)

Per contro, l’assenza, parziale o totale, dell’orgasmo rappresenta uno dei più frequenti disturbi sessuali nella donna. La difficoltà orgasmica è riportata genericamente nel 15-20% delle donne sessualmente attive (Laumann et al., 1999) (https://www.istitutobeck.com/disturbo-dell-orgasmo-femminile-disturbi-sessuali).

Tra le possibili cause dell’anorgasmia è possibile annoverare: traumi e abusi sessuali pregressi, educazione familiare e religiosa sessuofobica, timore di perdere il controllo (perchè raggiungere l’orgasmo equivale ad abbassare le difese aprendosi totalmente all’altro), scarsa conoscenza del proprio corpo, inadeguato rapporto con il partner, depressione e ansia da prestazione che riguarda anche le donne, nello specifico l’11% della popolazione femminile sessualmente attiva rispetto al 18% di quella maschile (https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php?EW_FATHER=2477&ART_TYPE=AOGGI&ANNO=2007&ew_articolipageNo=).

L’ansia da prestazione può inficiare la risposta sessuale in diversi modi: può compromettere “solo” l’orgasmo oppure può interferire con l’eccitazione fisica genitale (causando secchezza vaginale e dolore durante la penetrazione) fino ad inibire totalmente il desiderio sessuale creando così un circolo vizioso che blocca l’intera risposta sessuale.

L’ansia danneggia la funzione sessuale perché trasforma la donna in una spettatrice severa, in un giudice della propria prestazione sessuale.

A livello fisiologico, questo vissuto emotivo crea un picco di ansia e una scarica di adrenalina che interferisce con la naturalezza della risposta sessuale, riducendo e/o inibendo del tutto l’eccitazione genitale. L’adrenalina essendo un potente vasocostrittore, impedisce la vasodilatazione da cui dipendono la congestione dei vasi perivaginali e dei corpi cavernosi, la lubrificazione vaginale durante l’eccitazione e la formazione della cosiddetta “piattaforma orgasmica”

(https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php?EW_FATHER=2477&ART_TYPE=AOGGI&ANNO=2007&ew_articolipageNo=).

In secondo luogo, lo stato di tensione emotiva scatena un ipertono muscolare generale, che riduce la percezione delle sensazioni di piacere e induce tutto l’organismo in uno stato d’allarme generale.

Come intervenire?

Si potrà optare tra tre percorsi differenti:

-Terapia sessuologica comportamentale:

Seguire un percorso di psicoeducazione per apprendere l’anatomia sessuale e il ciclo di risposta sessuale, esaminando anche le false credenze e i miti comuni riguardanti il sesso. Tecniche di focalizzazione sensoriale, per educare o rieducare la coppia, o il singolo, all’uso di tutti i sensi al fine di migliorare il contatto corporeo e psichico con il partner.

Tecniche di rilassamento come il training autogeno e lo yoga per migliorare il controllo delle emozioni, modulando l’eccitazione attraverso il respiro e migliorando la capacità di ascolto delle sensazioni corporee.

L’obiettivo è riuscire ad abbandonare l’atteggiamento da “spettatore”, ridurre l’ipertono e la rigidità muscolare e aumentare l’autostima e la fiducia nella propria capacità di recupero.

Anche la terapia di coppia focalizzata sulla comunicazione può essere utilizzata, specie nei casi in cui c’è la necessità di eliminare rabbia, rancori, conflitti o altre problematiche che non permettono una buona vicinanza fisica e/o emotiva. Anche l’atteggiamento del partner è di cruciale importanza e sarà di grande sostegno e aiuto se saprà trasmettere sicurezza e appoggio invece di incrementare lo stato d’ansia con giudizi, critiche o paragoni inopportuni.

-Terapia farmacologica: Attraverso la somministrazione di ansiolitici, a basse dosi e su prescrizione medica, si cercherà di ridurre l’ansia favorendo un atteggiamento più sereno durante il rapporto. Al momento, non sono presenti agenti farmacologici che direttamente vanno a “curare” il disturbo e l’approccio multidisciplinare ricopre un ruolo molto importante in quanto rende possibile la gestione da più fronti.

-Psicoterapia : Indicata quando la storia clinica evidenzia cause psicologiche più profonde, non legate alla semplice ansia di prestazione ma che necessitano di un intervento più mirato.

Tirocinante: Annalisa De Angelis

Tutor: Fabiana Salucci

Sitografia

http://www.sessuologia.com/anorgasmia/

https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php?EW_FATHER=2477&ART_TYPE=AOGGI&ANNO=2007&ew_articolipageNo=

https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Disturbi-dell-orgasmo-i-sintomi?ID=1342

https://www.alessandragraziottin.it/it/div_audio.php?ID=6384

https://www.tpi.it/2017/11/03/squirting-orgasmo-femminile-cose-da-sapere/

https://www.istitutobeck.com/disturbo-dell-orgasmo-femminile-disturbi-sessuali

https://art.torvergata.it/retrieve/handle/2108/58732/113547/fisiopatologia%20dell%27orgasmo.pdf

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