Quando strusciarsi diventa un’ossessione: il Frotteurismo

Il termine “Frotteurismo” deriva dal francese “frotter” che letteralmente significa strofinare, sfregare o premere le parti del corpo su qualcosa o qualcuno.

Nel DSM-5 viene denominato come Disturbo frotteuristico ed è così definito: “per un periodo di almeno sei mesi, ricorrente e intensa eccitazione sessuale nel toccare o sfregarsi contro persone consenzienti, come manifestato da fantasie, impulsi, o comportamenti. La persona ha disagio clinicamente significativo o compromissione in aree importanti del funzionamento, o ha cercato di ottenere una stimolazione sessuale attraverso sfregamento contro tre o più persone non consenzienti in occasioni diverse” (APA, 2013).

Sono sette gli aspetti utili identificati da Lussier e Piché (2008) al fine di spiegare il comportamento frotteuristico:

  • Quando è associato a vittimizzazione sessuale infantile (abuso sessuale);
  • Le attività associate al frotteurismo coesistono in altri comportamenti durante l’infanzia;
  • I giovani che hanno un’eccitazione sessuale associata ad attività di tipo frotteuristico sono eccitati anche da altri comportamenti parafilici;
  • Si presume che differenti parafilie associate al frotteurismo (come il feticismo) accadono in media nella prima età adulta;
  • Sembra che la comparsa di comportamenti frotteuristici sia osservata in soggetti con danno cerebrale;
  • In età adulta gli atti frotteuristici coesistono con altri comportamenti parafilici;
  • Sono molti gli individui che commettono atti di frotteurismo (Quattrini, 2015).

Il disturbo è presente prevalentemente nella popolazione maschile e gli impulsi vengono messi in atto nei confronti di donne sconosciute. Il frotteur tende a mettere in atto questo comportamento in situazioni affollate (mezzi pubblici, concerti, etc.) e il contatto con la vittima avviene principalmente di spalle al fine di evitare il contatto face to face. Il frotteur è generalmente una persona innocua e in risposta ad un’eventuale reazione della vittima reagisce per lo più scappando, in rari casi però la resistenza della vittima può provocare una risposta aggressiva. La parafilia insorge in genere durante l’adolescenza e può persistere e coesistere con altri disturbi della personalità.

Il frotteur concepisce la propria parafilia come un rapporto privilegiato e di grande complicità con il partner casuale (https://www.psicologi-italiani.it).

L’elemento più importante è la percezione tattile che gli offre la possibilità di sentire direttamente sul suo corpo il movimento di un corpo sconosciuto.

Secondo un’ottica psicoanalitica, questi soggetti avrebbero assistito ripetutamente a rapporti sessuali tra i genitori; questa esperienza vissuta in modo traumatico aumenterebbe nel soggetto la rabbia nei confronti della donna dalla quale si difende mettendo in atto questo comportamento. Gli atti sessuali assumerebbero una caratteristica onirica (che riguarda il sogno) che richiama il rapporto sessuale tra i genitori alla quale il soggetto ha assistito da bambino (https://www.studiobumbaca.it).

Per quanto riguarda il trattamento, vengono generalmente utilizzate la terapia di gruppo, la psicoterapia individuale e la terapia cognitivo comportamentale. Come sottolineato da Krueger & Kaplan (2008) il confrontarsi con il gruppo dei pari è molto efficace considerando l’interazione del gruppo stesso verso i rifiuti e i distanziamenti. Per quanto riguarda gli altri due tipi di terapia si lavora al fine di modificare i comportamenti e i pensieri sessuali disfunzionali con l’obiettivo di aiutare il paziente a mantenere il controllo dei propri impulsi sessuali (Quattrini, 2015).

 

Tirocinante: Carmen Belluscio

Tutor: Fabiana Salucci

 

BIBLIOGRAFIA

  • APA- American Psychiatric Association, (2013), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5), APA, Washington.
  • Cafaro D. D., (1989), Il grande manuale di sessuologia in 2701 parole, Rizzoli.
  • Lussier P., Piché L. (2008), Frotteurism. Psychopathology and theory. In D.R. Laws, W.T. O’Donohue (Eds.), Sexual deviance: Theory, assessment, and treatment, Guilford Press, New York, pp. 131-149.
  • Maldonato M., (2008), Dizionario di Scienze Psicologiche, Edizione Simone.
  • Quattrini F., (2015), Parafilie e Devianza. Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale atipico, Edizione Giunti.

 

SITOGRAFIA

 

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare