Questo (piccolo) GRANDE amore

“Ti mangio, Ti mangio”… No, non è la vocina dello sdentato e obeso Majin Bu, un personaggio giapponese del cartone animato Dragon Ball, ma sono le possibili parole che un macrofilo desidera sentirsi dire dal proprio partner.

È tale un individuo avente una parafilia denominata “macrofilia”, ma al fine di una completa e soddisfacente comprensione dell’argomento in questione, è necessario fare un passo indietro e chiedersi: cos’è esattamente una parafilia? Il DSM 5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, dedica un capitolo a parte alle parafilie e ai disturbi parafilici; pertanto entrambi vengono definiti separatamente ed è bene far chiarezza a riguardo.

Per definizione una parafilia è “ un comportamento che prevede un intenso e persistente interesse sessuale che differisce dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani, fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti” (APA, 2013); di contro è possibile definire un disturbo parafilico come una “parafilia che nel momento presente causa disagio o compromissione nell’individuo o una parafilia la cui soddisfazione arreca o ha rischiato di arrecare danno a se stessi o agli altri (APA, 2013)”.

Risalendo all’etimologia del termine di origine greca, dove “μακρός” significa “grande” e” ϕιλία” letteralmente “amore, affinità”, è importante non lasciarsi ingannare dall’aggettivo macro!

La parafilia in oggetto non riguarda semplicemente l’attrazione per qualcosa di grandi dimensioni oppure nei confronti di femmine o maschi in sovrappeso o più in là con l’età; ma come suggerisce la parola stessa, per macrofilia si intende l’attrazione ed eccitazione erotico-sessuale da parte di un individuo verso individui giganti, comprese anche le fantasie erotiche relative al coinvolgimento dei giganti stessi, indipendentemente dal sesso di appartenenza.

Risulta quindi intuibile che avere fantasie occasionali e sporadiche di questo tipo non è indicazione di tratti patologici; contrariamente, qualora arrecasse disagio e distress emotivo per un periodo prolungato di almeno sei mesi, e risulti essere l’unico stimolo in grado di generare un’eccitazione sessuale, fino al punto da limitare lo stile di vita dell’individuo, apparterrebbe alla sfera dei disturbi parafilici per i quali è previsto un trattamento psicologico.

Tendenzialmente un soggetto con gigantofilia (altro modo per definire la macrofilia) può esprimere le proprie fantasie in due modi: il primo riguarda l’idea che lui stesso si possa rimpicciolire e restringersi dinanzi ad individui di altezza e dimensioni standard; alternativamente, invece, mentre la loro dimensione resta invariata, il focus è sul partner di grandezza e dimensioni atipiche, per l’appunto gigantesche.

Non è raro che la macrofilia possa trovarsi in comorbilità con altri tipi di parafilie e tra le più frequenti si riscontrano:

  • Vorarefilia, abbreviata talvolta in “vore”: ciò che provoca l’eccitazione sessuale è collegato all’atto di essere ingeriti o di ingerire l’altro, a seconda del modo in cui si palesa la macrofilia.
  • Zoofilia: l’eccitazione sessuale è strettamente collegata ad impulsi e fantasie sessuali con animali. All’interno del contesto della macrofilia è connessa con animali di dimensioni giganti che assumono caratteristiche antropomorfe.
  • Crush Fetish: a scaturire un’eccitazione erotico-sessuale è l’idea di esser calpestati da un individuo gigante oppure che quest’ultimo si segga sull’altro, come se intendesse sovrastarlo.

Oggigiorno dare una risposta certa alla domanda: “Quali sono le cause della macrofilia?” non è semplice, ma è possibile risalire ad alcune ipotesi sostenute nel corso del tempo da vari esperti. Una tra le più accreditate riguarda la connessione tra macrofilia e sadomasochismo e i giochi di sottomissione e dominazione, laddove il gigante è considerato una vera e propria forza della natura che è in grado di sottomettere chiunque. Si può di conseguenza ipotizzare che probabilmente alla base di questo comportamento ci sia la volontà e il desiderio di esser dominati e di perdere ogni forma di controllo legato alla situazione e al contesto che si sta vivendo in quel momento.

Un’altra teoria, sempre su base ipotetica, connette la parafilia con i possibili traumi infantili che derivano da un abuso sessuale subìto durante l’infanzia oppure dalla presenza di genitori rigidi, restrittivi e con tratti sadici che hanno creato terreno fertile su cui la macrofilia è cresciuta. Il soggetto “normalizza” questi atteggiamenti a cui è stato da sempre esposto già dall’infanzia e adolescenza al punto che alla sua vita sessuale tende ad associare comportamenti macrofili, in quanto abituato all’idea che ci sia sempre qualcuno (in questo caso di dimensioni giganti) che lo sovrasti e domini.

Sembra probabile che la macrofilia si sviluppi già dalla prima infanzia e che vi siano manifestazioni sessuali durante la prima fase della pubertà.

Sebbene le fantasie correlate alla parafilia siano tutte diverse tra loro, alcuni studi hanno dimostrato che la maggior parte dei macrofili siano di sesso maschile ed eterosessuali e che questi ultimi siano prevalentemente attratti da soggetti giganteschi di sesso femminile. Non solo, ma si tratta di individui particolarmente timidi, introversi, poco inclini a confidare ed esprimere le proprie emozioni agli altri, e che tendono all’isolamento.

L’aspetto singolare della macrofilia è che l’oggetto del desiderio sessuale di un individuo è completamente inesistente e che tutto ruota attorno alla pura fantasia nei confronti del proprio partner o verso se stessi; anche per questo motivo negli ultimi anni è accresciuto l’interesse nei confronti della macrofilia. Forum, siti web, chat private, libri e film appaiono ormai obsoleti, come fossero un ricordo lontano e sfumato nel tempo, poiché, con l’intenzione di rendere quanto più realistico possibile l’incontro con un gigante o una gigantessa, ad oggi è possibile soddisfare le fantasie sessuali di un macrofilo grazie al supporto della tecnologia, di un editing avanzato e di photoshop.

Attualmente è in cantiere la progettazione di cuffie correlate all’uso di un Visore per Realtà (VR) in grado di trasportare in un mondo parallelo ogni macrofilo, assecondando al meglio i desideri di quest’ultimo. Trattandosi di una parafilia estremamente eterogenea e soggettiva, in quanto legata esclusivamente al mondo fantasioso e irreale di ogni soggetto, non sarà di certo semplice accontentare le volontà di ogni individuo.

Sarà quindi possibile avere fantasie sessuali prossime alla realtà e quasi tangibili con individui di dimensioni gigantesche come Gulliver o King Kong? È auspicabile rispondere: “…To be continued”!

 

Tirocinante: Letizia De Panfilis

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.).Washington, D.C.

Sitografia:

https://www.independent.co.uk/life-style/love-sex/macrophilia-sex-giants-fetish-men-who-use-virtual-reality-to-make-it-happen-a7382661.html

https://it.yestherapyhelps.com/macrophilia-symptoms-causes-and-treatment-15031

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/in-excess/201504/big-love

 

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