in Sexlog, Informazione ed educazione

Sin dal primo momento in cui si entra in contatto con quello che viene identificato come “Mondo Sordo” ci si immerge in una nuova, affascinante e inaspettata realtà, ricca di significati nascosti, usi, regole e specifiche modalità relazionali. Tutti questi elementi sono prerogativa di una cultura ben definita e condivisa denominata “Cultura Sorda”.

L’impatto iniziale, è emotivamente molto forte e totalmente inebriante.

Ad una persona non abituata a frequentare persone sorde, sembra di essere catapultata in un mondo sorprendente di cui non conosceva nemmeno l’esistenza, soprattutto nel vedere mani che quasi danzano nell’aria e che incantano per l’armonia e la bellezza dei loro movimenti, tipici della loro lingua “la Lingua dei Segni”.

In una visione meno poetica la sordità, conosciuta in medicina con il termine “ipoacusia”, è l’impossibilità o la difficoltà ad usare il senso dell’udito: è dovuta ad una perdita totale o parziale della capacità uditiva che può essere causata da un fattore ereditario o dalle conseguenze di una malattia, di un trauma, di un’esposizione ripetuta al rumore o a trattamenti aggressivi sul nervo uditivo (Maragna 2000).

Nel mondo ci sono circa 70 milioni di persone con deficit uditivo (stime del WFD – World Federation of the Deaf) una percentuale non determinata di queste utilizza la lingua dei segni come principale mezzo di comunicazione.

Il linguaggio di certo è lo strumento per eccellenza che permette l’accesso ad un’educazione, all’informazione e, più in generale, a tutte le forme della socialità.

La sordità solo in rarissimi casi coincide con problemi dell’apparato fono-articolatorio e quindi alla conseguente compromissione dell’emissione della voce, per questo motivo l’uso che solitamente si fa del termine “sordomuto” non è adeguato; infatti, la Legge n. 95 del 2006 ha determinato un importante cambiamento, stabilendo che: “in tutte le disposizioni legislative vigenti il termine sordomuto è sostituito con l’espressione sordo(S. Maragna, Marziale 2008).

Tra le diverse disabilità la sordità sembra essere a prima vista quella meno invalidante, poiché lascia alla persona la possibilità di mantenere un’ampia autonomia personale, in realtà quello che comporta una disabilità come questa è l’emarginazione sociale. Come afferma Helen Kellen in “Anna dei miracoli” (The Miracle Worker 1957), “la sordità divide dalle altre persone, mentre la cecità divide dalle cose”. La comunicazione, infatti, risulta essere un aspetto determinante nella vita di chiunque (Maragna, Marziale 2008).

La percezione della sordità si concretizza, in qualche modo, in contrapposizione a un modello udente dominante (Zuccalà, 1997). Se questa contrapposizione tra mondo sordo e mondo udente non si verificasse, le limitazioni sociali associate al deficit non esisterebbero e la sordità non sarebbe più percepita come un handicap (Fabbretti, Tomasuolo 2006).

Oggi nel nostro paese i sordi hanno un accesso ridotto ai livelli “alti” d’istruzione e quindi anche ai livelli professionali più qualificati, anche se, molto lentamente, negli ultimi anni i giovani sordi iniziano a farsi strada anche nel mondo universitario. Ancora troppo spesso una scarsa attenzione alle esigenze comunicative e conoscitive delle persone sorde porta alla mancanza, totale o quasi, di molti servizi indispensabili. Tutto ciò porta inevitabilmente ad un isolamento culturale nonché ad equivoci e pregiudizi sulle potenzialità cognitive, sociali e professionali delle persone sorde (Fabbretti 2006). In Italia, infatti, è ancora scarso e discontinuo il supporto alle persone sorde e alle loro famiglie: basti pensare che la LIS (Lingua dei Segni Italiana) è una delle poche lingue dei segni in tutto il mondo ancora non riconosciuta.

Esiste, per molte persone con deficit uditivo, l’incapacità o la grande difficoltà di riconoscere il parlato attraverso il labiale, e di conseguenza la notevole difficoltà a reperire informazioni in generale, ma in particolar modo sull’educazione alla sessualità. Ultimamente sono emersi tentativi di colmare questa lacuna attraverso un progetto di educazione sessuale come quello de “il Cerchio di LISistrata” che affronta argomenti di interesse sessuologico con la produzione di brochure e video in LIS (http://www.lovelifelust.com/2017/03/16/educazione-sessuale-per-le-donne-sorde-il-cerchio-di-lisistrata/).

In linea generale le disabilità sensoriali non suscitano gli stessi timori, legati al pensiero di possibili relazioni sessuali, che emergono invece quando si tratta di disabilità di tipo fisico. In questi casi il corpo non è percepito come un ostacolo estetico o un impedimento al raggiungimento di una propria autonomia: quello che però emerge è comunque una condizione di fragilità. Anche persone sorde lamentano un’esclusione dal mondo delle relazioni sentimentali e sessuali, attribuendone la causa alla loro disabilità (Berardi et al. 2007).

In un articolo scritto da Giovanni Dall’Orto per Babilonia (1993), una rivista mensile italiana rivolta al pubblico LGBT, vengono segnalate le esigenze e il pensiero di fondo degli esponenti del gruppo di Triangolo Silenzioso, il gruppo LGBT sordi d’Italia.

Ciò che risulta da “quella” realtà, dice Dall’Orto, è il “bisogno rabbioso di comunicare” il desiderio di far conoscere agli altri il proprio messaggio, ma allo stesso tempo il bisogno di capire e decifrare i messaggi altrui. I fondatori di Triangolo Silenzioso in quella sede hanno esposto tutte le difficoltà delle persone sorde nel campo dell’informazione.

Emerge il fatto che normalmente le persone comunicano parlando, dando per scontato che tutti sentano. Inoltre ciò che viene sottolineato è che non udire non significa “essere stupidi” ma purtroppo il pregiudizio legato all’incapacità di capire è difficile da eliminare. Ciò è legato sicuramente al fatto che i sordi fino a pochi anni fa sono stati vittime di una mentalità che vedeva in loro degli “handicappati” nel senso più spregiativo del termine. “Aiutateci ad informarci” è la richiesta precisa che i sordi hanno fatto. Questo chiarisce dunque che si tratta di un mondo che fatica ad ottenere le informazioni che tutti gli altri riescono ad avere con molta più facilità (Dall’Orto 1993).

Dagli anni ‘90 ad oggi la situazione è di certo in netto miglioramento, anche grazie alla nascita dei Social Network e ai nuovi sistemi informatici, che hanno dato la possibilità alle persone sorde di avere una maggiore fruizione delle informazioni ed una migliore comunicazione con il mondo circostante ma, nonostante ciò, la strada da percorrere in questo senso sembra ancora lunga.

Anche uno studio Americano del 2015 (Heiman E., Haynes S., McKee M. “Sexual Health Behaviors of Deaf American Sign Language (ASL) Users”) volto ad indagare i comportamenti sessuali auto-riferiti delle persone sorde che utilizzano la Lingua dei Segni Americana (ASL), ha sottolineato il fatto che i membri della comunità Sorda lottano con la marginalizzazione sanitaria a causa di barriere culturali e comunicative: significativa emarginazione, forte disparità in fatto di salute e lacune legate alla conoscenza, sono risultate per questa popolazione rispetto a quella udente, legate a svariati argomenti riguardanti la salute generale e quella sessuale in particolare.

Lo studio denuncia inoltre la mancanza di informazioni accessibili sulla salute sessuale in ASL (American Sign Language), aumentando il rischio di disinformazione tra i membri della comunità dei sordi. È emerso ancora un maggiore rischio, per le persone sorde, di abuso sessuale infantile e di violenza rispetto a quanto avviene nella popolazione generale (Heiman, Haynes, McKee, 2015).

Da sempre il problema della sordità è stato relegato alla sfera patologica e al processo di medicalizzazione destinato purtroppo a risultati spesso non soddisfacenti, derivanti dal tentativo di rendere udenti le persone sorde. Questo ha portato alla conseguente stigmatizzazione e alla non inclusione dei sordi nella società maggioritaria udente, e quindi alla creazione di una comunità Sorda, costituita da una minoranza emarginata, ma che ha una propria cultura e soprattutto una propria lingua. In Italia sono ancora rari studi e ricerche riguardanti la sessualità nel mondo Sordo: un mondo ancora troppo emarginato e ai più sconosciuto, spesso vittima di poca considerazione e di una scarsa accessibilità alle informazioni in generale e nello specifico rispetto a quelle inerenti la sessualità.

 

Tirocinante: Emanuela D’Alessio

Tutor: Fabiana Salucci

 

Riferimenti bibliografici

Berardi P., Chiari C., Grasso, I. Lelleri, R. (2007), “Report di ricerca Abili di cuore – Omo-disabilità: quale rapporto tra omosessualità e disabilità?”

Dall’Orto G. (1993) “Intervista a Triangolo silenzioso” [Da “Babilonia” n. 112, giugno 1993].

Fabbretti D., Tomasuolo E. (a cura di) (2006) “Scrittura e sordità”. Carocci editore S.p.A., Roma.

Fabbretti D., (2006) “La sordità: aspetti clinici, sociali, culturali e comunicativi” in Fabbretti D., Tomasuolo E. (a cura di) (2006) “Scrittura e sordità”. Carocci editore S.p.A., Roma.

Heiman E., Haynes S., McKee M. (2015) “Sexual Health Behaviors of Deaf American Sign Language (ASL) Users”. Disabil Health J. Author manuscript.

Maragna S. (2000). “La sordità. Educazione, scuola, lavoro e integrazione sociale”. Hoepli, Milano.

Maragna S., Marziale B. (2008) “I diritti dei sordi. Uno strumento di orientamento per la famiglia e gli operatori: educazione, integrazione e servizi”. Franco Angeli s.r.l. Milano.

Zuccalà A. (1997). “La cultura dei sordi e il dibattito contemporaneo in antropologia”, in Id. (a cura di) “Cultura del gesto e cultura della parola. Viaggio antropologico nel mondo dei sordi”, in Fabbretti D., Tomasuolo E. (a cura di) (2006) “Scrittura e sordità”. Carocci editore S.p.A., Roma.

 

 Sitografia

http://www.lovelifelust.com/2017/03/16/educazione-sessuale-per-le-donne-sorde-il-cerchio-di-lisistrata/

Educazione sessuale per le persone sorde bilingui

http://www.grupposilis.it/index.php/chi-siamo/la-sordita

www.lelleri.it/report/abilidicuore.pdf

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