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Il turismo occidentale, accessibile a chiunque, ha avuto inizio con la rivoluzione industriale, la diffusione dei treni e dei primi mezzi di trasporto. Precedentemente viaggiare aveva un significato diverso, rappresentava per lo più pellegrinaggi verso città religiose oppure viaggi di studio e analisi di culture e civiltà diverse.

Storicamente il viaggio era di difficile accesso alle donne a causa della loro condizione sociale e allo stato di inferiorità alla quale venivano relegate. Esistono comunque casi di alcune coraggiose viaggiatrici che hanno intrapreso da sole viaggi memorabili. Il primo viaggio, storicamente ricordato per portata simbolica e suggestione, è stato quello di Jeanne Baré, un’esploratrice francese che nel 1700 ha partecipato alla spedizione Bouganville. Barè, travestita da uomo, ha circumnavigato il mondo fino al momento in cui è stata scoperta e cacciata dalla nave sulla quale si trovava.

Esistono storie affascinanti di donne viaggiatrici che metaforicamente rappresentano la nascita del grande percorso di emancipazione del genere femminile.

Sono molte le donne che hanno dovuto affrontare difficoltà, pregiudizi, ostacoli e solitudine, ma la forza del desiderio di libertà e di scoperta ha fatto in modo che vincesse il timore di viaggiar da sole.

Le donne viaggiatrici sono sempre state considerate ribelli, poiché lo spostarsi senza accompagnatori era ritenuto contrario ad ogni codice morale tipico delle epoche passate. Queste infatti erano costrette a dipendere dagli uomini e dunque il turismo femminile non poteva essere accettato.

Quella delle viaggiatrici solitarie alla scoperta del mondo non è oggi una categoria del tutto scomparsa, infatti, esistono ancora nella nostra epoca donne desiderose di partire da sole. Quello che è cambiato è il motivo che le porta in terre lontane, infatti in molti casi non si tratta di esploratrici o antropologhe in cerca di posti da scoprire, ma piuttosto di turiste che partono verso nuovi luoghi dove trascorrere il tempo in autonomia e libertà (Tonelli 2013) e sempre più spesso cercando la compagnia non disinteressata di bellissimi uomini abitanti di queste terre.

Negli ultimi tempi si è sviluppato infatti un fenomeno sempre più crescente, quello conosciuto come il “Romance tourism”, ovvero il Turismo Sessuale femminile.

Molte donne si trovano oggi a ricercare vere e proprie relazioni romantiche con uomini di posti esotici. Secondo uno studio condotto dalla sociologa Jacqueline Sanchez Taylor (Taylor 2001) raramente le donne che praticano questo tipo di turismo, lo considerano una forma di prostituzione.

Taylor ha intervistato molte turiste sulle spiagge della Giamaica e della Repubblica Dominicana. E’ risultato che un terzo di queste aveva avuto rapporti sessuali con uomini del posto, durante il soggiorno e il 60% ha riconosciuto che influivano nella relazione interessi di tipo economico. Nonostante questo, non si sentivano “turiste sessuali”. Solo il 3% delle donne intervistate ha ammesso di aver avuto relazioni di tipo esclusivamente sessuale, mentre oltre il 50% le ha definite di tipo romantico (Taylor 2001).

Il turismo delle donne in cerca di compagnia ha iniziato a svilupparsi nei Paesi anglosassoni, dove sembra che siano raddoppiate nell’arco di sei anni. In Italia sono circa 1 milione e 400 mila. Pare però che il fenomeno tra le donne italiane sia meno evidente e marcato in relazione ad altri Paesi del mondo; questo sembra essere attribuito alla tipicità del soggetto italiano tendenzialmente pigro e poco incline all’adattamento, nonché la minore conoscenza delle lingue che renderebbe il popolo italiano più restio all’approccio con gli stranieri (Di Pietro, 2013).

Non esistono dati ufficiali sul turismo sessuale femminile, anche se sono stati condotti in proposito diversi studi. Ad esempio, uno di questi condotto dall’Università di Santo Domingo, ha riportato una serie di interviste ai “beach boys” della Repubblica Dominicana (Herold, Garcia, DeMoya 2001). La realtà riportata in questo studio racconta che questi ragazzi, quando sono in cerca di soldi, avvicinano sulla spiaggia le donne più mature, tendenzialmente dai 40 anni in su oppure donne in sovrappeso. Vengono scelte in particolare le turiste che risultano a prima vista meno abbronzate, perché sta ad indicare che hanno appena iniziato la vacanza e resteranno più a lungo. Inizialmente si offrono come guide turistiche, istruttori di ballo, o proponendo di fare esperienze di vita tipiche del posto. Secondo gli intervistati le “prede” più facili sono quelle canadesi-francesi, seguite dalle canadesi-inglesi, per finire al terzo posto quelle italiane.

La donna dal canto suo, a differenza dell’uomo in cerca di avventure, trova il suo toy boy per frequentarlo per l’intera vacanza, adotta un approccio tendenzialmente più romantico e sentimentale.

I paesi che più frequentemente vengono scelti per questo tipo di “vacanza” sono il Sudamerica, la Giamaica e Capo Verde. Negli ultimi anni si è incrementata l’attenzione anche verso l’Africa in particolare il Kenya. Non vi sono in questo elenco i Paesi del Sudest asiatico, dove sono invece gli uomini a recarsi, scelta come meta di turismo sessuale con minorenni (https://www.tpi.it/2018/07/28/turismo-sessuale-femminile/).

Tirocinante: Emanuela D’Alessio

Tutor: Fabiana Salucci

 

Riferimenti bibliografici

Di Pietro F., (2013). “Perché gli italiani non viaggiano da soli”, www.viaggiaredasoli.net/perche-gli-italiani-non-viaggiano-da-soli/

Herold, E., Garcia, R., & DeMoya, T. (2001). Female tourists and beach boys: romance or sex tourism?. Annals of tourism Research, 28(4), 978-997.

Taylor, J. S. (2001). Dollars are a girl’s best friend? Female tourists’ sexual behaviour in the Caribbean. Sociology, 35(3), 749-764.

Tonelli L. (2013/2014). “Un approccio di genere al turismo. Viaggiatrici, turiste, imprenditrici” Tesi di laurea Relatore Prof. Federica Letizia Cavallo Università Ca’ Foscari di Venezia

https://www.tpi.it/2018/07/28/turismo-sessuale-femminile/

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