Scusi, può farsi più in là?!

I comportamenti parafilici sono caratterizzati da fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti che portano ad eccitazione sessuale, che possono riguardare oggetti inanimati, comportare sofferenza per se stessi e/o nell’altro e spesso ai danni di persone non consenzienti;  hanno un carattere rituale, spesso coatto e compulsivo indispensabile per raggiungere l’eccitazione.

Tra i comportamenti parafilici troviamo il Frotteurismo, termine che deriva dal francese frotteur ossia colui che si sfrega e consiste nell’approfittare di luoghi affollati come bus, metropolitane e concerti per attuare comportamenti di sfregamento dei proprio genitali o zone erogene contro persone ignare e, quindi, non consenzienti.

Questo atto, spesso, è accompagnato da fantasie come, ad esempio, avere una relazione di intimità esclusiva con la vittima che è complice in un luogo pubblico di determinate esibizioni a forte carattere sessuale.

Il Frotteurismo esordisce in età adolescenziale soprattutto negli uomini, sia eterosessuali che omosessuali e si pensa, dal punto di vista prettamente psicoanalitico, sia dovuto ad un arresto dello sviluppo sessuale allo stadio infantile, periodo nel quale i bambini sfregano i propri genitali contro peluche o altri oggetti perché si accorgono di provare piacere.

Ciò che lo distingue dal feticista, che ha bisogno di un oggetto inanimato, il feticcio appunto, per alimentare le proprie fantasie, il frotteur ha bisogno di un corpo, di un partner sessuale vivo necessitando di sentire il calore del corpo.

Per fare diagnosi di Frotteurismo occorre che la persona compia questi atti da oltre sei mesi e che il comportamento sia conseguenza di un disagio significativo che intacchi la sfera familiare, sociale e lavorativa della persona.

Prendiamo in considerazione le fasi del corteggiamento:

  • Fase di attenzione in cui uno dei due partner attira l’attenzione dell’altro e vi è una fase di studio preliminare;
  • Fase d’identificazione in cui uno dei due partner, spesso la donna, dimostra di accettare o declinare il corteggiamento;
  • Fase d’interazione in cui attraverso la comunicazione verbale si verifica il grado di compatibilità:
  • Fase di eccitamento in cui iniziano i primi scambi fisici e di cure, si passa quindi ad un contatto relazionale più intimo;
  • Fase di risoluzione che sfocia, dopo un meccanismo seduttivo, nell’atto sessuale.

Il Frotteurismo, sembra essere una distorsione patologica delle fasi del corteggiamento, cioè gli uomini tenderebbero a sfregarsi con le persone verso le quali hanno interesse per esprimerlo attraverso il contatto corporeo. Si immagina una sorta di relazione con la persona scelta nella massa, saltando le fasi 1,2,3 e si rimane nella fase 4 in cui però non vi è uno scambio reciproco di attenzione a valenza sessuale.

Nella visione psicoanalitica si pensa sia dovuto al fatto che da infanti, questi soggetti siano stati esposti molto spesso alla visione di atti sessuali dei propri genitori. Gli adulti interiorizzerebbero questa scena come traumatica e deciderebbero di riviverla attraverso questo comportamento. Rappresenterebbe, quindi, il classico meccanismo di passaggio da vittima ad aggressore.

Nell’atto dello sfregarsi contro altre persone, il frotteur ha una consapevolezza che questo rappresenti un comportamento sbagliato. Di fatto, egli sceglie luoghi affollati proprio perché, in caso venisse scoperto, può sempre utilizzare l’alibi della calca, dello stare stretti e quindi dell’aver compiuto un atto non volontario ma puramente accidentale.

Il contatto fisico attraverso lo sfregamento di zone erogene, l’abbraccio, il toccarsi le mani, rientrano in meccanismi eccitatori comuni e hanno un forte impatto erotico, ma non solo, rappresentano anche degli atteggiamenti attraverso i quali veicolare il messaggio di desiderio di avere un rapporto sessuale che porta, ad esempio, alla fase 5 del corteggiamento sopracitato. Ciò che rende diverso il frotteur è il fatto che egli è in grado di raggiungere l’eccitazione solo o quasi esclusivamente attraverso questa pratica.

Tutto ciò fa riflettere: il fatto che la compulsione a mettere in atto questi comportamenti sia talmente forte da continuare a perpetrarla nonostante spesso si venga scoperti, scherniti ed emarginati; il fatto che questo comportamento che esprime un disagio sia legato alla sfera sessuale, già carica di pregiudizi e di tabù, porta a considerare queste persone come pervertiti e non come portatori di un disagio interno grave. Ma dove la società condanna, ci sono persone pronte ad ascoltare e a fornire quel sostegno ed aiuto che può portare questi individui a rinascere e a vivere una sessualità nella maniera che più si preferisce in cui, però, entrambi o più partner siano consapevoli di sperimentarla reciprocamente.

Autore: Lamberto Simone

Tutor:    Silvestri Davide

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Givens D., Segnali d’amore: Quello che conta è ciò che l’altro non dice – Guida pratica al linguaggio del corteggiamento, Edizioni Il Punto di Incontro, 2009;

SITOGRAFIA:

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