Tra sesso e potere: il rapporto tra potere e molestie sul luogo di lavoro

 

Il potere, nella nostra società, può essere esercitato in diversi modi: attraverso il possesso di conoscenze e risorse superiori e necessarie agli altri, tali da permettere all’individuo di imporre la propria volontà; può fondarsi sulla coercizione, ovvero sulla possibilità di danneggiare gli altri; e sulla manipolazione ed il controllo dell’ambiente, minacciando di modificarlo nel caso gli altri non agiscano nel modo voluto (Pollo, 2008). Secondo il professor Pollo (2008), chi detiene il potere rischia di sognare ad occhi aperti così a lungo da essere disposto ad usare la violenza pur di riuscire a plasmare la realtà ad immagine del proprio sogno. La storia, i romanzi ed i film ci insegnano che il potere è molto pericoloso, e soprattutto che cambia le persone con il tempo, in effetti potrebbe essere così. Per entrare nel vivo dell’articolo si potrebbe immaginare il tipo di personalità interessata. Un ottimo esempio può essere il ruolo di Meryl Streep ne “Il Diavolo veste Prada”, con l’aggiunta di alcune caratteristiche peculiari. Il personaggio potrebbe pretendere, oltre agli innumerevoli sacrifici lavorativi, prestazioni sessuali in cambio della carriera professionale. Inoltre, considerandosi di grande fascino, il datore di lavoro può credere che sia impossibile ricevere un rifiuto ed in maniera impulsiva pretendere ciò che vuole. Entrando nel merito degli studi scientifici è stato osservato che gli uomini messi in condizione di ricevere molto potere diventavano ostili in seguito ad un’opportunità relazionale negata verso una donna. Inoltre, gli uomini privati del potere, erano maggiormente disposti ad utilizzare l’aggressione sessuale pur di ottenerlo (Williams, et al. 2016). Un famoso studio neuroscientifico, utilizzando la stimolazione magnetica transcranica (TMS), ha dimostrato che un aumento dei livelli di potere in un individuo si collega ad un decremento nel funzionamento dei sistemi di risonanza motoria dei neuroni specchio (Hogeveen et al. 2013). I neuroni specchio, sono fondamentali per comprendere le azioni orientate ad uno scopo, quindi per il significato che queste hanno. Questi neuroni sono indicati come la base dell’empatia e della risonanza emotiva, poichè ad esempio ci aiutano a comprendere la sofferenza altrui (Allen et al.2008). Secondo Hogeveen e collaboratori (2013) questo deficit porta le persone che detengono una posizione di potere, ad imporre giudizi sugli altri basati su stereotipi e ad agire in base a pregiudizi. La diminuzione della sensibilità nei rapporti con gli altri sarebbe dovuta, secondo gli autori, ad un’azione automatica del cervello per migliorare i risultati nella performance, escludendo le informazioni di periferia inutili per il successo, che in questo caso sono le relazioni con gli altri. In psicologia è stata teorizzata la sindrome di Hubris, ovvero una condizione acquisita esclusivamente in seguito ad un periodo passato in una posizione di potere. Questi soggetti possono vedere il mondo come un posto per la glorificazione di sé attraverso l’uso del potere, essere orientati ad agire per migliorare la propria immagine e modo di presentarsi, esaltarsi nel modo di parlare, confondere se stesso con la nazione o l’organizzazione usando anche il “noi”, avere troppa fiducia in loro stessi, disprezzare gli altri, perdere contatto con la realtà, ricorrere ad irrequietezza, incoscienza e impulsività (Owen et al. 2009). L’impulsività può essere definita come una predisposizione a reazioni rapide, non pianificate nei confronti di stimoli interni o esterni senza una considerazione per le conseguenze negative di queste reazioni, caratterizzata da una maggiore attivazione motoria ed una diminuita capacità di attenzione e pianificazione (Barratt, 1993; Moeller et al. 2001). Altri tratti tipici del molestatore possono essere l’incoscienza sociale, la manipolazione, l’immaturità, l’irresponsabilità e lo sfruttamento (Quick et al. 2017). I dati appena riportati, possono portarci a due conclusioni principali: la prima è che effettivamente il potere può essere in grado di cambiare chi lo detiene, la seconda, che alcuni tratti come l’impulsività, la mancanza di comprensione delle emozioni altrui, la manipolazione possano essere decisive nel comportamento molesto del datore di lavoro che abbiamo immaginato all’inizio.

 

Potere e reati sessuali: come riconoscere il pericolo.

Le persone che detengono il potere, oltre che acquisire un cambiamento, possono presentare delle personalità patologiche, di per sé inclini alla molestia sessuale sul luogo di lavoro. In effetti alcuni studi hanno osservato che il 52% di soggetti che avevano commesso dei reati sessuali, ricevevano anche la diagnosi di almeno un disturbo della personalità (Craissati & Bundell, 2013). Allo stesso modo un altro studio ha riportato una percentuale del 47%, in particolare con diagnosi di disturbo antisociale, borderline, istrionico o narcisistico di personalità, molti dei quali presentavano anche una parafilia (Borchard et al. 2003). Esistono anche altri studi a conferma di questi dati, in particolare uno di questi afferma la presenza frequente di presenza di tratti di sadismo nella personalità di questi individui ( Berger et al. 1999). La personalità sadica è improntata, infatti, al dominio e alla sofferenza degli altri. Il disturbo borderline di personalità è risultato quello maggiormente collegato ai reati sessuali, effettivamente tra i sintomi cardine vi è l’incapacità di regolare le proprie emozioni (Linehan, 1993), l’impulsività e la mancanza di progettazione (Zanarini, 2008). Al contrario, queste caratteristiche potrebbero presentare aspetti della cosiddetta “Triade Oscura” (Paulhus e Williams, 2002) formata da tratti della personalità di tipo narcisistico, machiavellico e psicopatico. Per riconoscere il narcisista i sintomi più visibili sul posto di lavoro potrebbero essere, tra quelli descritti da DiMaggio (2016), la forte irritabilità e disprezzo verso gli altri che sono visti come intralcio verso i loro grandi piani, il forte senso di superiorità e la percezione di appartenere ad una comunità degli eletti irreale. Lo psicopatico si caratterizza invece da impulsività, continuo bisogno di eccitazione, mancanza di percezione di responsabilità (guidare ubriachi, trasmettere malattie sessualmente trasmissibili, promiscuità sessuale), disonestà e assenza di rimorso (Hare, 1999). Jones e collaboratori (2013) sostengono che il machiavellico nonostante condivida molte caratteristiche dello psicopatico come la mancanza di empatia e la manipolazione, non sia incline al reato sessuale, poiché maggiormente interessato al denaro e poco impulsivo. Gli autori sostengono che il narcisista può credere che il sesso sia un atto dovuto, per questo può diventare aggressivo nel caso in cui venga rifiutato. Inoltre lo studio ha concluso che la psicopatia e la percezione di dominanza sociale siano i tratti maggiormente orientati ad imporre agli altri la propria volontà, soprattutto se associati all’aggressività. I soggetti che percepiscono dominanza sociale e superiorità gerarchica, (come il capo di una società ad esempio) oltre che un senso di proprietà sulla donna che lavora per loro, possono pretendere il rapporto sessuale ad ogni costo. Infine, un’altra caratteristica di questi individui la si riconosce nella mancanza di onestà ed umiltà che li rendono manipolatori e disonesti pur di arrivare ai soldi, al sesso ed al potere, credendo di avere il diritto di ricevere il piacere che vogliono (Lee et al. 2013). Gli individui della “ Triade Oscura” sono disposti a guadagnare a spese degli altri e se messi in condizione di potere possono risultare pericolosi nella loro posizione sociale, soprattutto per il benessere psicofisico di chi lavora in una posizione gerarchicamente inferiore.

TIROCINANTE: MANUEL LUCIANI

TUTOR: DAVIDE SILVESTRI

BIBLIOGRAFIA:

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  • Barratt, E. S. (1993). Impulsivity: Integrating cognitive, behavioral, biological, and environmental data. In W. G. McCown, J. L. Johnson, & M. B. Shure (Eds.), The impulsive client: Theory, research, and treatment (pp. 39-56).
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  • Zanarini,M.C.,Frankenburg,F.R.,Reich,D.B.,Fitzmaurice,G.,Weinberg,I.,Gunderson,J.G.(2008). The 10 years course of physically self-destructive acts reported by borderline patients and axis ii comparison subjects. Acta Psychiatr.Scand. 117(3):177-184

 

 

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