Sessualità: anche al sud se ne può parlare

Stando ad un’indagine ISTAT condotta nel 2016, riguardo alla contraccezione, nel 2014 in Italia hanno partorito 7.819 ragazze con meno di 18 anni. Di queste, circa il 50% proviene da regioni del sud d’Italia e dalla Sicilia. L’utilizzo della contraccezione ormonale, infatti, è tra i più bassi in Europa. Allo stesso modo, nel 2017, vi è stato un aumento dei casi di aids e sifilide in Sicilia. Non solo tra gli adulti ma anche tra i più giovani, abbracciando una fetta di popolazione molto vasta. Se la maggior parte dei casi è stata rilevata in popolazioni giovani tra i 20 e i 35 anni, non mancano anche casi riscontrati in soggetti tra i 40 e i 60 anni. Per quanto riguarda la sifilide, invece, ad essere maggiormente colpiti sono i giovani uomini con un’età media di 37 anni.

Volendo offrire una spiegazione sui dati qui riportati si potrebbe supporre che a mancare sia un’adeguata informazione in materia di educazione sessuale, soprattutto al sud Italia tra gli eterosessuali per i quali l’unica preoccupazione sarebbe legata alle gravidanze indesiderate, sottovalutando il pericolo di malattie sessualmente trasmissibili (MTS).

Se già in Italia, l’educazione sessuale fatica ad integrarsi all’interno delle offerte formative dei programmi scolastici, immaginiamo quanto ci siano maggiori resistenze nel Sud Italia, dove, in alcune realtà è ancora un tabù. Sebbene il matrimonio riparatore o la prova di verginità, con l’esposizione delle lenzuola dopo la prima notte di nozze non siano più pratiche attuali, è comune una considerevole ritrosia nei confronti della sessualità.

Giovani, e non solo, si ritrovano ancora troppo spesso ad affidarsi al passaparola, al “sentito dire” e alle false credenze sulla sessualità; in questo senso il contesto di riferimento andrebbe a bloccare un sano sviluppo psicologico, emotivo e sessuale (Quattrini, 2017).

Le ricerche in merito alla sessualità nel sud Italia e su come venga vissuta, sembrano scarseggiare, anche in letteratura.

Ci sarebbe da chiedersi: a cosa è dovuta questa empasse? All’impossibilità di reperire un campione disponibile o ad un’assenza del problema stesso? Forse la prima delle due opzioni potrebbe essere quella più plausibile.

Se da un lato molti giovani non si pongono neanche il problema, altri non trovano adeguate risposte rispetto ad alcuni quesiti quali ad esempio: l’adeguatezza di soddisfare o meno certe fantasie, chiedere al proprio/a partner di soddisfare i propri desideri sessuali, la possibilità o meno di vivere serenamente l’autoerotismo e la flessibilità all’interno della coppia nell’affrontare la quotidianità.

A conferma di questo, i dati scaturiti da un sondaggio condotto da LELO, un brand di design di prodotti per la vita intima, sui sex toy mostrano che al Nord l’81% degli intervistati ha affermato di possedere o voler acquistare un sex toy, mentre al Sud solo il 58%. Nonostante queste percentuali sembra però che al Nord si faccia meno sesso che al Sud, dove la gente si ritiene più “passionale” e intraprendente. Questi dati rispecchiano una realtà effettiva o sono il risultato di un’erronea autopercezione, dettata da uno stereotipo frutto di un’educazione sbagliata?

L’educazione implicita, infatti, influisce sullo sviluppo dell’individuo sin dall’infanzia, tanto da diventare un vero e proprio dogma o verità assoluta (Giannini Belotti, 1973). Uno strumento per poter acquisire una capacità critica tale da poter mettere in discussione questo dogma, potrebbe essere un’educazione sesso-affettiva che, promuovendo una maggiore consapevolezza e conoscenza, indurrebbe lo sviluppo di una maggiore sensibilità e del rispetto dell’altro da sé.

Per verificare quanto effettivamente nelle scuole sia presente o meno la possibilità di accedere a corsi di educazione sessuale, si è pensato di eseguire un breve sondaggio esplorativo, ancora in corso, sui social. Dai primi risultati sembra che la maggior parte delle persone non abbia fatto un corso di educazione sessuale.

È però importante tenere presente, che al di là della formazione nelle scuole, ogni individuo potrebbe fare qualcosa nel suo piccolo, superando l’imbarazzo spesso frutto della cultura di riferimento a favore di un costruttivo confronto transgenerazionale.

 

A cura delle tirocinanti IISS: Claudia Isaia, Alessia Iusi e Federica Ribezzo

Tutor: Davide Silvestri

 

Sitografia:

https://www.ilsicilia.it/sesso-insicuro-in-sicilia-nel-2017-aumentano-i-casi-di-aids-e-sifilide/

http://www.sanita24.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANO_SANITA/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/2016/09/27/sessualit_e_contraccezione_SIGO.pdf?uuid=ADkt38QB

http://truecompany.it/2016/02/25/non-solo-dialetti-tra-nord-e-sud-italia-le-differenze-sono-anche-a-letto/

Bibliografia

Giannini Belotti E., (1973), Dalla parte delle bambine, Milano, Feltrinelli.

Quattrini F., (2017), Il piacere maschile#sessosenzatabù, Firenze, Giunti Psychometric.

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