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La sessualità vissuta nell’ottica di un Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è una tematica ancora troppo poco approfondita. Le ossessioni, il controllo sulle emozioni e la rigidità dei soggetti con Disturbo Ossessivo Compulsivo rendono il vissuto relativo alla sessualità molto complicato.
Nel DSM-5 il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) viene descritto come caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni: le prime riguardano pensieri, immagini o impulsi ripetitivi e persistenti, vissuti come spiacevoli, involontari, e intrusivi, tanto da provocare disagio e ansia elevati; le seconde si riferiscono a dei rituali, comportamenti ripetitivi o azioni mentali a cui l’individuo sente di non poter sottrarsi per soddisfare un’ossessione o regole che devono essere applicate rigidamente (APA, 2013).

Le ossessioni possono riguardare contenuti differenti e nel presente articolo approfondiremo i vissuti sessuali tipici di chi soffre di DOC.
La sessualità rappresenta un aspetto fondamentale del benessere psico-fisico dell’individuo, poiché attraverso essa, è possibile entrare maggiormente in relazione con se stessi, ampliare i propri orizzonti personali e favorire una maggiore accettazione di sé. Sviluppare un’autoconsapevolezza rispetto alla propria sessualità consentirà poi di sperimentarla con l’altro, per favorire un maggior senso di intimità. La vita sessuale di chi presenta un DOC può apparire scarsamente soddisfatta poiché l’eccessiva ossessione, il controllo sulle emozioni e la rigidità non consentono a questi individui di vivere appieno la loro sessualità, sentendosi limitati in tante situazioni.

Tra gli aspetti del DOC che potrebbero condizionare negativamente la sfera sessuale possiamo indicare: l’ipercontrollo emotivo e la rigidità mentale; inoltre, le ossessioni possono essere rivolte a contenuti che riguardano prettamente il comportamento sessuale e che possano rivestire motivo di grande disagio.
Nel corso del tempo sono state svolte alcune ricerche con lo scopo di approfondire tale tematica. Grant e collaboratori (2006) hanno stimato che nei soggetti con DOC, i pensieri ossessivi a tema sessuale abbiano una prevalenza tra il 6% e il 24% e possano assumere la forma di dubbi circa il proprio orientamento sessuale, ma anche rispetto alla possibilità di avere impulsi sessuali devianti (per es. essere attratti sessualmente da bambini), sulla propria fedeltà verso il partner e sulla possibilità di esperire desideri sessuali verso un familiare o una figura religiosa. Questa tipologia di ossessioni è oggetto di giudizio da parte di chi le sperimenta e genera a sua volta una serie di emozioni conseguenziali come ad esempio: disgusto, ansia, colpa, paura e vergogna. E per poter tollerare tali emozioni, il soggetto è portato ad attuare comportamenti compulsivi, come il ricercare rassicurazione negli altri o monitorare mentalmente se gli stimoli temuti possano generare eccitamento sessuale.

In uno studio di Siev e colleghi (2011) sono state esaminate le caratteristiche cognitive e cliniche associate alle ossessioni sessuali ed è emersa la loro correlazione con le credenze riguardo l’importanza e il controllo dei pensieri e valutazioni subito dopo specifiche intrusioni mentali indesiderate. Tali risultati hanno messo in luce come gli individui con pensieri ossessivi di tipo sessuale siano angosciati dalla presenza e dal significato dei pensieri in sé.
Ulteriori studi hanno messo in evidenza problematiche collegate alla sfera sessuale. Le ricerche condotte da Thakurta et al. (2016) hanno riscontrato la presenza di disfunzione sessuale nel 53,33% di un campione di donne affette da DOC. Nello specifico, la disfunzione orgasmica era la più frequente, interessando il 20,51% delle donne, seguita da problematiche riguardanti il desiderio nel 15,38% del campione.
Parlando più nello specifico dell’associazione tra l’incapacità di lasciarsi andare e l’orgasmo, possiamo affermare come quest’ultimo possa essere inibito dal bisogno stesso di controllo e come i pensieri intrusivi vissuti durante il rapporto interferiscono con il raggiungimento del piacere. Inoltre, nei casi di DOC da contaminazione è possibile riscontrare disgusto anche in relazione a specifiche pratiche sessuali. La paura di non raggiungere l’orgasmo può, pertanto, allontanare sia il raggiungimento dell’orgasmo che il desiderio di avere un rapporto sessuale.

Quale strada sarà possibile intraprendere, dunque? Quella della pazienza, della costanza, dell’accettazione e della psicoterapia. In terapia è, infatti, fondamentale intervenire sulle credenze metacognitive relative alle intrusioni e alle credenze inerenti rituali e ai segnali di arresto (Wells, 2018). Andando ad agire su tali credenze e rinforzando nuovi piani metacognitivi di elaborazione, l’individuo non percepirebbe più come pericolosi ed inaccettabili i pensieri intrusivi e ciò, di conseguenza, potrebbe migliorare notevolmente i vissuti in relazione alla propria sessualità.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Valeria Della Sabina

Bibliografia:

Quanto i pensieri influiscono nella sfera sessuale del Disturbo Ossessivo Compulsivo?

Ossessioni sessuali nel DOC


https://www.istitutobeck.com/beck-news/ossessioni-sessuali-nel-disturbo-ossessivo-compulsivo
https://www.istitutobeck.com/beck-news/disturbo-ossessivo-compulsivo

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