Sessualità e scienza

La sessualità è cambiata ed evoluta nel tempo, in stretta relazione con il modificarsi del contesto sociale e culturale, in uno sviluppo inarrestabile. In una sintesi cronologica, ripercorreremo le conquiste più significative che hanno contribuito all’evoluzione dei costumi sessuali.

Durante l’epoca medievale, la repressione ed il controllo esercitati dalla religione sulla sfera sessuale trovavano sostegno nella scienza medica, ancorata alla tradizione di Aristotele. Il filosofo non riconosceva la diversità sessuale della donna, ma sosteneva che gli organi genitali femminili sono analoghi a quelli maschili, seppure capovolti e rivoltati all’interno del corpo.

La femmina, a causa della sua anatomia, è dunque un maschio incompleto, un essere inferiore vicino all’animale (Fulgosi, Di Sabatino, 2003). Alla fine del XIII secolo, la descrizione dell’apparato genitale femminile, prima sconosciuto, diventa man mano più precisa. Le tavole anatomiche disegnate da Leonardo Da Vinci alla fine del Quattrocento, rappresentano la rottura laica del tabù religioso. Le sue “figure in posizione di coito” o il “feto nell’utero”, riportano alla luce la natura vitale e creativa della sessualità umana.

Nel 1584 il trattato sulle malattie femminili del medico francese Lièbault contribuisce a sfatare l’idea aristotelica della donna come imperfezione della natura e “brutta copia” dell’uomo. Sono pochi i medici che, opponendosi ad Aristotele, sostengono che anche la donna partecipa attivamente alla fecondazione con il suo sangue mestruale o con un ipotetico seme, come aveva già affermato Ippocrate nel IV secolo a.C. Nel 1625, il medico francese Louys de Serres trae dai suoi studi la convinzione che la sterilità è anche un problema maschile e non soltanto femminile, come si era sempre creduto (ibidem).

Nel 1672, l’olandese De Graaf scopre il processo dell’ovulazione, aprendo un nuovo capitolo nella ricerca biologica. Tre anni dopo, la scoperta degli spermatozoi, effettuata dall’olandese Leeuwenhoek, restituisce all’uomo il suo prestigio creatore e si riaccende il dibattito tra “ovisti” e “spermisti”.

Nel 1854 avviene la scoperta che l’origine della vita proviene dalla fusione tra lo spermatozoo e l’ovulo, prova scientifica che la differenza biologica non può giustificare la discriminazione tra i sessi. Il medico viennese Semmelweis scoprì, nel 1847, che le migliaia di donne che morivano durante il parto nella sua clinica, venivano infettate dagli ostetrici che, prima di assisterle avevano sezionato i cadaveri in sala anatomica. Intuì che bastava un semplice gesto, quello di lavarsi le mani, per prevenire infezioni e decessi.

Nel 1843 fu sperimentato il primo profilattico di gomma e nel 1870 il diaframma uterino. I metodi anticoncezionali si affermano come protezione dalle malattie veneree, ma, sotto la spinta del problema demografico, si diffusero sempre di più per la loro utilità contraccettiva.

Negli anni Sessanta del Novecento, avviene la scoperta del chimico americano Pincus: la pillola anticoncezionale femminile che diviene simbolo di un nuovo modo di concepire la sessualità (ibidem). La scienza ha compiuto passi da gigante da quando, nel 1791 fu sperimentata in Inghilterra la prima inseminazione artificiale tra coniugi; nel 1884 negli Stati Uniti si iniziò a ricorrere alla donazione del seme, nel 1978 è nata in Inghilterra la prima bambina concepita in provetta e nel 1984 si è scoperto in Australia il metodo del congelamento degli embrioni. Il primo studio approfondito sulla fisiologia sessuale umana è stato realizzato da Masters e Johnson (1966) in cui sono stati esaminati, nel corso di 11 anni, oltre diecimila atti sessuali compiuti da circa 700 volontari.

Nel 1971 si è aperta una ricerca scientifica sulla realtà psichica e sull’immagine interna dell’essere umano, segnando una svolta fondamentale nella visione della sessualità, restituendo all’immagine femminile la profondità e ricchezza di potenzialità che la storia le ha sempre negato.

Si capovolge la vecchia concezione della sessualità, che non è più un male, istintualità perversa che la ragione deve tenere sotto controllo, ma esigenza profonda di una conoscenza e trasformazione, scoprendo, con la sensibilità del corpo, una dimensione di libertà e completezza.

 

Tirocinante: Veronica Dan

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

Brown, N. (1979). Sexuality and Feminism in Shelley. Harvard University Press.

Fulgosi, F. C., & Di Sabatino, D. (2003). Amore senza bugie: la sessualità raccontata agli adolescenti. Nuove edizioni romane.

Jordanova, L. J. (1980). Natural facts: a historical perspective on science and sexuality. Nature, culture and gender, 42-69.

Keller, E. F., & Longino, H. E. (1996). Feminism and science.

Kolodny, R. C., Masters, W. H., & Johnson, V. E. (1979). Textbook of sexual medicine.

Masters W.H., Johnson, V.E. (1966). Human Sexual Response. Little, Brown & Co., Boston. (trad. it. L’atto sessuale nell’uomo e nella donna. Indagine sugli aspetti anatomici e fisiologici. Feltrinelli, Milano, 1967).

Masters, W. H., Johnson, V. E., & Levin, R. J. (1975). The pleasure bond: A new look at sexuality and commitment.

Masters, W. H., Johnson, V. E., & Kolodny, R. C. (1986). Masters and Johnson on sex and human loving.

Rivkin-Fish, M. (2005). Sex in development: science, sexuality, and morality in global perspective. Duke University Press.

Weasel, L. H. (2004). Feminist intersections in science: Race, gender and sexuality through the microscope. Hypatia, 19(1), 183-193.

Weston, K. (1998). Long slow burn: Sexuality and social science. Psychology Press.

 

Immagine inserita dal sito: https://fineartamerica.com/featured/sensual-art-gull-g.html

 

 

Condividi

Lascia un commento

Scrivi e poi premi Invio per cercare