Siamo in tre e ora?

Diventare genitori è considerato uno dei marcatori più importanti circa la rinegoziazione del legame di coppia oltre ad una ovvia ridefinizione dell’identità personale.
I ruoli di genere nelle culture occidentali socializzano le donne a investire grandi quantità di tempo nel loro bambino rispetto agli uomini (Hays, 1998). Hays (1998) descrive questo come “maternità intensiva”, una maternità che richiede ampi investimenti emotivi, competenze specialistiche ma anche la creazione di un ambiente domestico centrato sul bambino (Büskens, 2001). Gli uomini tendono ad essere sottoposti a norme meno rigide che consentono di commettere errori ma anche di coltivare interessi al di fuori della casa (Hays, 1998).
Avere un figlio significa per una donna sentirsi amata e accettata in modo incondizionato, unico e insostituibile. Prendendosi cura del bambino, allattandolo o semplicemente standogli vicino vive uno stato di pieno benessere. In questa prospettiva non servono attenzioni di altro genere, nemmeno quelle del partner.
Jay Belsky, professore di psicologia a Londra, aveva individuato, agli inizi degli anni ’80, le tre componenti di una relazione di coppia: romanticismo-erotismo, complicità e solidarietà.
Se questo è vero, d’altro canto il carico psicologico e fisico per l’arrivo di un figlio si ripercuote inevitabilmente sulla vita intima della coppia. Sembra strano ma quando la coppia è esausta e ha bisogno di rilassarsi, il piacere sessuale risulta essere la scelta meno ricercata.
La soddisfazione sessuale dopo il parto spesso si riduce. Il sesso, delle volte, è vissuto da alcune madri come un tradimento o come un’intrusione da parte del marito nella relazione con il bambino. Alcuni uomini, di contro, possono sentirsi esclusi dalla diade madre-figlio e provare sensazioni di gelosia e di perdita.
I partner iniziano a non vedersi più come amanti, si chiamano “mamma” e “papà” tra di loro, non si concedono l’erotismo, non escono da soli e spesso si accorgono di essere più in sintonia con i figli che con il/la partner.
Molte coppie smettono di fare l’amore già a partire dal primo trimestre di gravidanza e questa scelta spesso diventa una consuetudine dopo il parto. Nei casi di episiotomia nonostante l’attività sessuale può essere ripresa in linea di massima dopo circa 6 settimane dal parto, molte donne dichiarano di provare forte dolore anche a distanza di 12-18 mesi dal parto.
L’allattamento al seno certo non aiuta. L’iper-prolattinemia infatti induce secchezza vaginale e la diminuzione della libido per via di un abbassamento dei livelli di estrogeni, progesterone e androgeni.
Ritornare a casa in tre richiede impegno e molta collaborazione e proprio per questo è importante ricordare alle coppie l’importanza dei corsi pre-parto e/o la scelta di professionisti cui poter rivolgere dubbi e domande senza esitazione. In questo modo il rapporto di coppia potrà essere maggiormente tutelato dalle difficoltà, anche di tipo sessuale, cui andrà incontro.
Rispetto a quest’ultima, gli estrogeni vaginali a basse dosi, prescritti dal medico, potrebbero, ad esempio, essere sufficienti a correggere la secchezza vaginale, senza interferire con l’allattamento, così come un buon lubrificante potrebbe aiutare il recupero di un’intimità piacevole.
I massaggi vaginali quotidiani con olio di iperico o con gel di aliamidi, fatti per cinque minuti due o tre volte al giorno, ammorbidirebbero le cicatrici episiotomiche mentre la riabilitazione del pavimento pelvico perineale, faciliterebbe il pieno recupero dell’elasticità e della sensibilità dei muscoli perivaginali. A tal proposito sono consigliati gli esercizi di Kegel che, se eseguiti con continuità e sotto la supervisione di un esperto (ad esempio l’ostetrica), riducono la durata dell’ incontinenza urinaria transitoria e del rilassamento vaginale che si verificano nei tempi immediatamente successivi alla nascita. In alcuni casi il danneggiamento anatomico e funzionale delle fasce muscolari potrebbe essere tale da richiedere un consulto specialistico ed una riabilitazione più intensa e strutturata come accade per le donne che lamentano forti dolori durante la penetrazione anche a distanza di un anno dal parto.
È chiaro come non ci siano anche in questo caso regole fisse e segreti da seguire scrupolosamente. Ogni coppia dovrebbe “semplicemente” non smettere mai di raccontarsi e se è vero che il sesso è l’arte di controllare la mancanza di controllo, questo potrebbe essere il miglior passatempo per “salvarsi” dal caos di pappe e pannolini.

 

A cura della tirocinante IISS: Ribezzo Federica

Tutor: Davide Silvestri

 

SITOGRAFIA

I vissuti psicologici e psicopatologici della maternità


http://www.stefaniadeblasio.it/restare-partner-si-diventa-genitori/

BIBLIOGRAFIA
Büskens P. (2001), The Impossibility of” Natural Parenting” for Modern Mothers: On Social Structure and the Formation of Habit. Journal of the Motherhood Initiative for Research and Community Involvement, 3(1).

Hays S. (1998), The cultural contradictions of motherhood. New Haven, CT: Yale University Press.

Leal I. P., Lourenço S. N., Oliveira R. L. V., Carvalheira A. A. & Maroco J. (2012), The impact of childbirth on female sexuality. Psychology, Community & Health, 1, 127-139.

Leal I., Lourenço S., Oliveira R. V., Carvalheira A. & Maroco J. (2013), The impact of childbirth on sexual functioning in women with episiotomy. Psychology, Community & Health, 2(3), 307-316.

Leavitt C. E., McDaniel B. T., Maas M. K. & Feinberg M. E. (2017), Parenting stress and sexual satisfaction among first-time parents: A dyadic approach. Sex Roles, 76(5-6), 346-355.

Parker R., Hunter C. (2011), Supporting couples across the transition to parenthood. Australian Institute of Family Studies.

Theiss J. A. (2011), Modeling dyadic effects in the associations between relational uncertainty, sexual communication, and sexual satisfaction for husbands and wives. Communication Research, 38(4), 565-584.

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