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Sinforofilia: il piacere attraverso la catastrofe

La Sinforofilia è una parafilia in cui l’eccitazione sessuale deriva dalla messa in scena o dal procurare eventi tragici, come incendi o incidenti stradali; il soggetto sinforofilo può, quindi, fare in modo di essere protagonista attivo dell’incidente, o esserne spettatore.

Il termine fu coniato da John Money nel suo libro del 1984 Paraphilias: Phenomenology and classification, formato dalla radice greca “συμφορά” (“sinfora”, evento, sfortuna).

Come una partita alla roulette russa, può finire con la morte, da solo o con il partner. Tuttavia, flirtare con il disastro, con il suicidio e l’omicidio è l’innesco responsabile dell’eccitazione e dell’eccitazione autoerotica. Essere il protagonista che rischia di vivere un amore-morte continuamente è una parte essenziale di questa parafilia.

Una pratica autoerotica frequentemente messa in atto da individui sinforofilici è il cosiddetto “breath play”, nota anche come asfissia erotica, asfissiofilia o ipossifilia, pratica che rientra negli “Edge play” ovvero giochi al limite: un insieme di attività erotico-sessuali caratterizzate dallo spingersi oltre i limiti. L’asfissia erotica è dunque un insieme di pratiche sessuali consistenti nell’impedire o limitare l’afflusso di ossigeno al cervello al fine di provocare, a chi vi è sottoposto, euforia ed intensificare le sensazioni orgasmiche. Quando l’afflusso di sangue al cervello diminuisce espone il soggetto a grandi rischi, difatti l’occlusione parziale del flusso sanguigno diretto al cervello provoca differenti gradi di euforia ipossica, che comporta sensazioni quali leggerezza, stordimento, vertigini e sensazioni orgasmiche amplificate; proprio questo stato mentale “confusionario” però può condurre alla morte poiché non si è pienamente coscienti e nel pieno possesso delle capacità fisiche. Un’altra fonte di rischio è dovuta al fatto che a lungo andare negli individui praticanti breath play si ha una progressiva assuefazione e dunque per poter raggiungere la soddisfazione e l’orgasmo è necessario prolungare ed intensificare le sensazioni di asfissia.

Le pratiche sono svariate e possono includere impiccagioni e legature al collo, utilizzo di sacchetti di plastica chiusi intorno al volto, strangolamenti e auto-strangolamenti per mezzo di fili, corde o foulard o altro materiale di facile reperimento, soffocamenti mediante gas o solventi volatili, maschere e compressione del petto.

L’attrazione per questa pratica è dovuta principalmente al bisogno di vivere situazioni forti, estreme, al limite, ed al bisogno di ricercare il brivido e la scarica di adrenalina che ne deriva; alcuni vivono il breath play come una “sospensione” tra la coscienza e l’incoscienza, in quella zona definita subspace, che si colloca tra la vita e la morte.

Come una stampa fotografica è il positivo ricavato dal suo negativo, così il parafilico in questione organizza un disastro sull’autostrada, osservando poi la carneficina da un posto scelto in precedenza. Fra il 1930 ed il 1931, l’ingegnere meccanico Ungherese Szilveszter Matuska, fu incriminato come sterminatore di massa per aver fatto deragliare dei treni volontariamente, causando la morte di 22 persone e averne ferite 120. L’uomo raggiungeva l’orgasmo ogni volta che poteva osservare il deragliamento di un treno; lui stesso dichiarò: “Faccio deragliare i treni perché mi eccita vedere morire la gente, mi piace sentirli gridare”.

Possiamo trovare esempi di personaggi sinforofili nella cinematografia e letteratura:

  • I personaggi principali del romanzo del 1973 Crash, di JG Ballard, e nel successivo adattamento cinematografico del 1996 sono i feticisti del crash automobilistico;
  • Nella serie televisiva animata Drawn Togheter, una trama secondaria di un episodio ruotava attorno all’eccitazione sessuale di Clara nel vedere incidenti automobilistici;
  • Nel finale della settima stagione di Criminal Minds, l’UNSUB Lady X e il suo partner sono profilati come “sinforofili classici”. Più tardi nella stagione 9, un killer è un sinforofilo che scappa a guardare la gente morire di rabbia;
  • Il personaggio di Stuntman Mike (interpretato da Kurt Russell ) nel film Death Proof è un sinforofilo.

I sintomi che possono descrivere la sinforofilia sono:

  • eccitazione sessuale ottenuta da disastri;
  • eccessiva quantità di tempo trascorso a pensare ai disastri;
  • ricorrenti fantasie sessuali intense che comportano disastri;
  • ricorrenti impulsi sessuali intensi che comportano disastri.

E’ una parafilia ancora poco conosciuta ed approfondita a livello di studio, molto pericolosa per sé stessi e gli altri.

 

A cura della tirocinante IISS: Noemi Pinna

Tutor: Davide Silvestri

 

Sitografia:

Bibliografia

  • Ayzad (2014), “BdSM guida per gli esploratori dell’erotismo estremo”, Ultra editore, Roma;
  • Burgess A.W., Dietz P.E, Hezelwood R.R. (1984), “ Autoerotic fatalities”, Healt, Toronto.

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