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L’orgasmo femminile è sempre stato argomento di grandi dibattiti, e soggetto di tabù e stereotipi. In merito a questi ultimi infatti, si è sempre più cristallizzata l’idea dell’esistenza di due tipi di orgasmo quello vaginale, e quello clitorideo. Ancora oggi conducendo ricerche in merito è possibile osservare come gran parte dei principali motori di ricerca e siti propongano ancora l’idea di due diversi modi per raggiungere l’orgasmo femminile alimentando falsi miti e contribuendo alla diffusione di notizie false, senza alcuna prova scientifica in merito.

L’idea che esista un orgasmo vaginale e uno clitorideo è FALSA! L’orgasmo femminile è solo uno, ovvero quello clitorideo.
Procedendo per ordine, è possibile definire l’orgasmo come un’intensa sensazione di piacere ottenuta attraverso la stimolazione di zone erogene. L’orgasmo coincide con l’apice del piacere, ed esso deriva dalla stimolazione del clitoride: un piccolo organo erettile situato davanti al vestibolo vulvare, nel punto di unione delle piccole labbra.
Questo è un organo molto ricettivo, infatti presenta 8.000 terminazioni nervose molto sensibili al tatto e alla pressione. Le donne, in particolare, non presentano un periodo refrattario a seguito di un rapporto sessuale, e possono sperimentare anche orgasmi multipli.

Osservando come storicamente si sia insediato il presente tabù, occorre partire da Freud, il quale nei suoi “Tre saggi sulla teoria della sessualità” (1905) differenziò per primo le due diverse tipologie di orgasmi nelle fasi dello sviluppo sessuale del soggetto, dichiarando come la stimolazione clitoridea rappresentasse una fissazione ad uno stadio fallico più infantile dello sviluppo psicosessuale, e dunque per questo considerato “immaturo” e superficiale poiché interamente basato sull’area genitale. Al contrario, gli orgasmi vaginali erano considerati da Freud come più “maturi” in quanto fossero pensati per migliorare la riproduzione, e venivano descritti come più intensi, e “profondi” poiché esperiti su tutto il corpo.
Nonostante ciò non si basasse su ricerche empiriche, questa divisione qualitativa tra i due orgasmi si diffuse sempre di più nella pratica psicologica, psichiatrica e medica.

Successivamente nel 1966 Masters e Johnson osservarono dopo numerose indagini scientifiche, come la maggior parte delle donne raggiungesse l’orgasmo solo attraverso la stimolazione clitoridea, differentemente quella vaginale era raggiunta solo da una minoranza.
Visti questi presupposti, e andando ad indagare quanto appreso, i due sessuologi notarono che le strutture clitoridee si estendevano all’interno della vagina attraverso delle radici allungate. Confutarono, dunque, che quando le donne riuscivano ad ottenere l’orgasmo attraverso la penetrazione, ciò avveniva in quanto il pene andava a stimolare internamente proprio queste radici.

I risultati osservati inoltre, mostravano che solo il 26% delle donne riusciva ad avere orgasmi attraverso la penetrazione, mentre il 74% sperimentava esclusivamente orgasmi attraverso la stimolazione clitoridea.
Questi studi sono stati poi confutati successivamente da numerosi studiosi, andando così a sottolineare come l’orgasmo sia sempre e solo clitorideo.

Osservando quanto descritto, e alla luce dei nuovi studi condotti negli ultimi anni, oggi è possibile affermare che l’orgasmo femminile e il piacere ad esso legato derivi dalle diverse percezioni riportate dalle stimolazioni del clitoride (esterno ed interno).

Occorre, inoltre, ricordare, che l’orgasmo femminile è il frutto, oltre che della stimolazione clitoridea, anche di vari siti genitali ed extragenitali eccitanti ed erotici per la donna, che predicono e portano all’eccitazione massima, ovvero ed esempio labbra, capezzoli, orecchie, collo, e così via. Altra zona che contribuisce al piacere nella donna è il complesso CUV, ovvero un area altamente sensibile alle stimolazioni che comprende il complesso Clitorideo- Uretro- Vaginale, che contribuisce all’intensità dell’orgasmo.

La mappa erotica del corpo di una persona non rimane poi stabile nel tempo, ma può cambiare in base alla crescita e ai partner con i quali si intrattiene un rapporto sessuale, dunque essa è un percorso di continua scoperta ed esperienza.

 

Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Silvia Castellaneta

 

Bibliografia:

Buisson, O. & Jannini, E.A. (2013) Pilot echographic study of the differences in clitoral involvement following clitoral or vaginal sexual stimulation.The Journal of Sexual Medicine,10(11), 2734-2740.

Consolo, I. (2017). “Il piacere femminile: scoprire, sperimentare e vivere la sessualità” Firenze: Giunti.

Freud, S. (1905/1962) “Three essays on the theory of sexuality” New York: Basic Books.

Masters, W.H., & Johnson V. E. (1996) “Human sexual response”. New York: Bantam Books.

Pfaus, J.G., Quintana, G.R., Cionnaith, C.M., & Parada, M. (2016). The whole versus the sum of some of the parts: toward resolving the apparent controversy of clitoral versus vaginal orgasm. Socioaffective Neuroscience & Psychology, 6.

Puppo, V. (2013). Anatomy and physiology of the clitoris, vestibular bulbs, and labia minora with a review of the female orgasm and the prevention of female sexual dysfunction. Clinical Anatomy, 26(1),134-52.

 

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