Tra sesso e follia

Con il termine “psicosi” si intende quell’insieme di disturbi psichiatrici gravi caratterizzati da un distacco dalla realtà, con conseguente difficoltà ad intraprendere attività e a provare sentimenti autentici nei confronti dell’altro. C’è quindi una forte alterazione dell’equilibrio psichico con una distorsione del senso di realtà e una forte compromissione del pensiero. Le psicosi, spesso, insorgono in età adolescenziale e non si conoscono bene le cause scatenanti: si pensa, infatti, che possa esserci una commistione di fattori genetici, ambientali, psicologici e costituzionali che possano garantire una certa vulnerabilità ad eventi di intenso stress che, quindi, potrebbero causare l’innesco di un disturbo psicotico. Il trattamento è basato su un approccio integrato che prevede la somministrazione di farmaci e di un percorso psicoterapeutico che, spesso, possono garantire una stabilizzazione e un ritorno all’acquisizione di un senso di realtà.

Le psicosi rappresentano un quadro clinico assai complesso ed eterogeneo e molto spesso le persone affette da questo disturbo, come la schizofrenia, vengono spesso definite quasi esclusivamente su questo aspetto di patologia rischiando di perdere tutto ciò che caratterizza la vita di una persona “normale” come ad esempio la sessualità.

Di fatto, quest’ultima, rappresenta un importante fattore che definisce la qualità di vita ed è quindi un aspetto che non deve essere assolutamente sottovalutato.

I pazienti psicotici, spesso, rendendosi conto della presenza di una malattia e di un’alterata funzionalità, sono spinti alla chiusura e al ritiro nei confronti dell’altro, anche in termini di approccio affettivo e sessuale.

Essi, in alcuni casi, hanno condotte sessuali improprie come ad esempio frequenti rapporti sessuali non protetti, esponendosi al rischio di contagio di malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV. Sarebbe quindi opportuno offrire un adeguato sostegno psicosessuologico e una rieducazione alla sessualità che li tuteli da eventuali rischi.

In tempi più lontani, oggi  meno, gli operatori dell’ aiuto (ad esempio i medici) tendevano ad assumere un atteggiamento rigido e poco accogliente e questo predisponeva alla repressione del comportamento sessuale manifestato e  considerato inadeguato al fine di stabilire un processo di guarigione. Trascurando il problema si viene a creare una sorta di amplificazione del senso di disagio e una percezione della persona affetta da disturbo psicotico come essere asessuato. Questo può avere come ripercussione, in molti casi, l’aggravamento della patologia psichiatrica.

Risulterebbe limitativo scindere il normale funzionamento psichico della persona dal suo benessere sessuale e questo è altrettanto vero in condizione di disturbo psichico.  La sessualità può essere un elemento molto importante che può essere enfatizzato o represso con la manifestazione di una malattia mentale. È, pertanto, fondamentale non escluderla da una terapia di cura e riabilitazione in cui l’approccio integrato di farmaci e psicoterapia rappresenta la soluzione ottimale.

Spesso i farmaci che arginano alcuni sintomi della malattia sono ritenuti i maggiori responsabili del disagio sessuale dell’individuo. Ma non sempre sono l’unica causa e chiave di lettura da adottare in caso di problematiche legate alla sfera sessuale. Pregiudizio, emarginazione e discriminazione portano le persone con disturbi psicotici a reprimere pulsioni di natura anche sessuale che, in qualche modo, potrebbero esporli a giudizio da parte degli altri.

È fondamentale che venga dato sempre un maggior peso all’aspetto relazionale, intimo ed affettivo delle persone. Tuttavia la sessualità e il suo benessere sono elementi cardine della vita di una persona, caratterizzano una buona parte della nostra individualità e negarla porterebbe queste persone, che hanno già incontrato un ostacolo nella loro vita, a distaccarsi ancora di più dalla realtà che li circonda. Il benessere sessuale dei pazienti psicotici assume, quindi, una rilevante importanza e la sua salvaguardia, qualora sia possibile, non deve essere sottovalutata ai fini di un successo terapeutico.

 

A cura del tirocinante IISS: Simone Lamberto

Tutor: Davide Silvestri

 

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