Trampling: un piacere “estremo”

Nella società contemporanea le esperienze del piacere e del dolore sono viste come espressioni opposte, che non possono coesistere. Nel BDSM, invece, l’esperienza del dolore è centrale, ma attraverso il rispetto e la consensualità e rappresenta per i partner la massima espressione di piacere  e delle opportunità sensoriali (Quattrini, 2015). BDSM – acronimo di Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. In questo “universo del sesso estremo”, ci troviamo di fronte ad una realtà contraria rispetto a quella che molti potrebbero pensare, denso di regole ed etichette, in cui niente è lasciato al caso e ogni improvvisazione va maneggiata con cautela. Dare una definizione di sesso estremo è difficile, anche perché raramente ciò che è considerato un limite da una persona lo è  per un’altra. In genere, si intendono tutte quelle pratiche che vanno dal bondage ai giochi di ruolo e includono un rapporto consensuale di dominazione e sottomissione tra due o più persone. Secondo Ayzad, il primo passo da compiere nel mondo dell’erotismo estremo è un atto di onestà intellettuale, ovvero “ammettere che gli archetipi del sadismo e del masochismo fanno parte dell’animo umano”.

Tra le varie pratiche del “sesso estremo”, vi è il trampling, parola inglese la cui definizione va fatta risalire al verbo inglese “to trample” che in italiano significa “calpestare”. Tale pratica erotica “estrema” è una delle più amate dai cultori dello “schiacciamento”, o comunque delle sensazioni forti, estreme, dolorose (Quattrini, 2015). In tal senso l’individuo si procura una certa eccitazione facendosi calpestare dal partner, spesso a piedi nudi, oppure calzando particolari tipi di scarpe. L’eccitazione è raggiunta dalla combinazione dei fattori umiliazione e dolore in un clima in cui vi sono una partner che funge da dominante, “mistress”, e un partner sottomesso o schiavo, “slave”. Dato che nella maggior parte dei trampler sussiste il desiderio di essere soltanto calpestati, il fatto di sentirsi schiacciare parti del corpo (quelle preferite sono il torace, l’addome e i genitali) è fondamentale per la loro eccitazione. In questo tipo di coppia i ruoli sono già definiti: uno guida e l’altro esegue. Inoltre vi è una componente feticistica: spesso vengono utilizzate delle scarpe particolari, le ballet-shoes, calzature punitive fatte indossare per obbligare la donna a camminare in punta di piedi come una ballerina di danza classica.

Come riporta Ayzad (2014), questo tipo di calzatura rappresenta l’elemento tipico di una cultura fetish, in cui la donna si propone come una “bambolina” che, a causa della costrizione ai piedi, limita il movimento e viene vista “utile” solo per il sesso. Le fasciature strette ai piedi sono un chiaro riferimento alle fasciature utilizzate dalle geishe cinesi. Le ballet-shoes hanno anche il tacco a spillo altissimo, e potrebbero essere usate dalla donna come strumento per punire il partner, premendo su alcune zone del corpo, come capezzoli, genitali ecc., costituendo un’esperienza punitiva eccitante.

Il fatto che la donna dominante indossi stivali o scarpe particolari diventa uno stimolo visivo di grande fascino ed eccitazione. Se il calpestamento a piedi nudi rappresenta un contatto diretto tra i due, la scarpa diviene un primo elemento di distacco e distanza, diventando un ulteriore stadio intermedio tra il sottomesso sdraiato al suolo e la sua dominante che gli cammina sopra (Ayzad, 2014).

Last but not least: la dominatrice guiderà il gioco, scegliendo la modalità dello “schiacciamento”. Potrà decidere se il trampling (nello specifico quello sui genitali) seguirà una stimolazione tesa ad eccitare il trampler nella sua umiliazione, piuttosto che essere uno strumento per imporre sofferenza. In accordo con la finalità prescelta, la “Dom” gestirà il proprio peso e la scelta della caratteristica della scarpa (qualora vi fosse la presenza della scarpa). Un tacco sottile, ad esempio, può essere usato per pungere o procurare lievi ferite, un tacco quadrato e duro può essere usato sino a provocare un dolore intenso (Quattrini, 2015).

Inoltre, dai video reperibili on-line, si ricava che la pratica del trampling è strettamente legata ad uno stadio primitivo di eccitazione. Infatti, nella maggior parte delle immagini mostrate è raro osservare un’evoluzione che, dalla pratica erotica estrema del trampling, giunga all’atto sessuale completo, ovvero al piacere orgasmico. Ciò che si osserva è un piacere tipicamente fisico, un’eccitazione limitata all’azione dello schiacciamento, e a volte la risposta dell’erezione dell’uomo è percepibile soltanto da trasformazioni “volumetriche” degli indumenti intimi che avvolgono i genitali (Quattrini, 2015).

Va ricordato anche che il trampling, essendo una pratica erotica “estrema” che prevede spesso l’utilizzo di tacchi alti, può diventare pericoloso, specie se praticato sulla schiena a causa della fragilità delle ossa. Vi può essere il rischio di fratture e/o incrinature, e la probabilità di lasciare segni indelebili sull’uomo che viene calpestato.

Pertanto è utile ricordare i principi di base del BDSM, per vivere la propria sessualità all’insegna del piacere, sganciati da stereotipi e tabù, ma anche svincolati da controindicazioni e pericoli, immersi nella propria “libertà erotico-sessuale”: Sano, Sicuro e Consensuale (SSC).

 

A cura della tirocinante IISS: Fabiola Soranno

Tutor: Davide Silvestri

 

BIBLIOGRAFIA:

Ayzad (2014), BDSM. Guida per esploratori dell’orientamento estremo. Alberto Castelvecchi Editore, Roma.

Il Mucchio Selvaggio – Master of sex, Intervista ad Ayzad (2015)

Quattrini F. (2013), Non smettere di giocare, TEA S.p.A., Milano.

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