Una forma “sgradevole” di piacere: la Misofilia

Chi di noi non prova deplorazione e ribrezzo davanti alla sporcizia? Quello che la massa etichetta come insalubre o non igienico può, per qualcuno, divenire fonte di estremo piacere. E’ cosi che nella misofilia si trova una forma sui generis di gratificazione sensuale consistente in una particolare forma di feticismo con la quale si prova eccitazione o attrazione sessuale interagendo (con il senso della vista o del tatto) con lo “sporco” e tutto ciò che può, secondo il senso comune, essere considerato tale e che, secondo McCary (1978), negli uomini si concretizza nel toccare o venire a contatto con indumenti sporchi femminili.[1]

In Giappone questa parafilia è saldamente presente, essendo ravvisabile nel fenomeno del <<burusera>> (ovvero gli indumenti intimi delle studentesse giapponesi), che diventano oggetto di commercio per il pubblico di sesso maschile, potendo arrivare a sfiorare addirittura i diecimila yen per il loro acquisto.[2]

In base agli studi di Stekel (1949), uno dei primi a studiare il comportamento feticistico (e la <<mysophilia>> in particolare), il misofilo ricava la sua gratificazione dal sudiciume in cui vive, rientrando appieno con tali dinamiche nei comportamenti di incorporazione ed espulsione tipici del feticista, in cui ad essere feticizzate sono le sostanze o gli oggetti incorporati/espulsi attraverso la bocca, l’ano, i genitali o l’epidermide. Malgrado l’evidente componente feticistica, Stekel include la misofilia negli “infantilismi psicosessuali[3] rilevabili nel disturbo masochistico, inconsciamente generati dal contatto primordiale con la mucosa vaginale al momento del parto, che il misofilo adulto rievoca rimettendolo in atto tramite metodi chimici (l’atto dello sporcare), e culminando infine nell’attività masturbatoria. Da questa prospettiva è lapalissiano che tali comportamenti appresi in età infantile possono persistere anche in età adulta, assumendo tratti patologici, in quanto caratterizzati da una dimensione infantile di amore e piacere nella quale si rimane invischiati qualora non avvenga il superamento del complesso edipico.

Secondo una successiva chiave d’interpretazione psicoanalitica (National Psychological Association for Psychoanalysis, 1963), la sporcizia è apparentemente una conseguenza, e non la causa, della paura di essere sporcati, essendo insita in una forma di desiderio consapevole generatasi nello stadio psicosessuale infantile, mentre per Dailey (1988) deve essere vista solo come una mera variante erotica collegata alla pulizia e all’igiene della persona. Per concludere, la sfera della sessualità deve essere considerata un ambito in cui le reazioni personali all’approccio sessuo-affettivo sono e continueranno ad essere slegate da ogni tipo di paradigma o teorema epistemologico, rimanendo territorio esclusivo di ciascuna individualità umana che non potrà mai trovare un’altra entità identica alla prima: ciascuno rimane l’artefice dei propri desideri e fantasie, compresi quelli legati alla sessualità.

Tirocinante: Andrea Carbone

Tutor: Fabiana Salucci

Bibliografia

Dailey, D. M. (1988) The Sexually Unusual: Guide to Understanding and Helping – Bloomber (U.S.) Ed. Psychology Press.

Holmes, S.T., Holmes, R.M. (2009) Sex Crimes: Patterns and Behavior – (U.S.) Ed. Sage Publications Ltd.

Liggio, F. (2010) Trattato moderno di psicopatologia della sessualità – Ed. Libreriuniversitaria.it

National Psychological Association for Psychoanalysis (U.S., 1963), The Psychoanalytic Review, New York.

Stekel, W. (1967) Compulsion and Doubt – Mass Market Paperback Publisher: Washington Square.

Stekel, W. (2013) Sadism And MasochismThe Psychology Of Hatred And Cruelty – Ed. Read Books Ltd.

 

Sitografia

http://www.isd.olografix.org/faq/faq_feticismo.htm#ancora5

http://www.psicologoinrete.com/sesso-psicologo-enciclopedia-037.html

[1] La misofilia differisce, ma può essere anche in comorbilità con la salirofilia, consistente nel desiderio o eccitazione sessuale derivante dall’atto dello sporcare il partner e dall’essere sporcati, e dalla salofilia derivante dall’attrazione per i fluidi corporei.

[2] Circa settantatré Euro – Cambi di riferimento del 1º febbraio 2018, Banca d’Italia. URL consultato il 22 febbraio 2018 (archiviato il 22 febbraio 2018).

[3] Le altre sono l’urolagnia, la spermofagia e la coprofagia.

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