Unioni civili: facciamo un pò di chiarezza

Anche in Italia, dopo anni di attesa, è stata approvata una legge che regolamenta le unioni civili. Mercoledì 11 Maggio 2016, la Camera dei Deputati ha approvato il ddl Cirinnà con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti. Il testo, atteso a lungo da migliaia di coppie etero ed omosessuali, permette all’Italia di essere al passo con gli altri Paesi europei i quali, già da anni, hanno ratificato le unioni civili o i matrimoni egualitari a livello legislativo. Sicuramente è stato un evento storico per l’Italia, Paese ancora fortemente influenzato dai dettami della Chiesa cattolica, la quale ha osteggiato il provvedimento in difesa della cosiddetta famiglia tradizionale.

La legge permette alle coppie omosessuali di costituire un’unione civile, con diritti e doveri simili a quelli previsti dal matrimonio, presentando una dichiarazione in presenza di un ufficiale di stato civile e di due testimoni. I partner, inoltre, possono decidere di assumere un unico cognome; in tal caso vige “l’obbligo reciproco di assistenza morale, materiale e alla coabitazione” ma non il vincolo di fedeltà (come prevede il matrimonio). Un’altra differenza, rispetto al matrimonio, sta nella conclusione del rapporto che può effettuarsi senza aspettare il periodo di separazione.

Per quanto riguarda il profilo patrimoniale, i partner possono decidere di mettere in atto la comunione o la separazione dei beni e, in caso di morte di uno dei due partner, l’altro avrà diritto alla pensione di reversibilità del defunto. Inoltre, per quanto concerne la successione, al superstite spetterà il 50% del patrimonio del partner defunto, mentre la parte restante verrà suddivisa tra eventuali figli.

Il punto maggiormente criticato del ddl, però, riguarda il capitolo relativo alle adozioni. La legge, infatti, esclude la possibilità di adottare il figlio del partner e lascia inalterato ciò che prevede la legge in materia. Ciò potrebbe consentire ai giudici di valutare caso per caso se concedere o meno la cosiddetta “Stepchild Adoption”, stralciata dal ddl durante la votazione al Senato (nel febbraio 2016).

Il provvedimento, quindi, cancella alcune discriminazioni per le quali l’Italia è stata sanzionata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo ma, nonostante ciò, restano irrisolti alcuni punti, fortemente criticati anche dai sostenitori del provvedimento, come il mancato riconoscimento dei matrimoni omosessuali (previsti in molti altri Paesi europei) e le limitazioni relative all’adozione.

Uno spiraglio, però, si intravede grazie alla Corte di Cassazione che il 22 giugno 2016, infatti, ha dato il via libera all’adozione ad una coppia omosessuale. Questo costituisce un precedente significativo in materia di adozioni, permettendo alle coppie omogenitoriali di avere possibilità, “in casi particolari”, di crearsi una famiglia.

Sitografia:

http://www.repubblica.it/politica/2016/02/25/news/unioni_civili_ecco_la_legge_arcobaleno_scheda-134251509/

http://www.repubblica.it/politica/2016/02/25/news/unioni_civili_fiducia_senato_su_maxiemendamento-134197267/

http://www.nytimes.com/2016/05/12/world/europe/italy-gay-same-sex-unions.html?_r=0

http://www.ibtimes.com/italy-approves-same-sex-civil-unions-after-long-battle-heavily-roman-catholic-country-2367507

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Europa-matrimoni-gay-in-14-paesi-in-5-si-alle-unioni-civili-e-nessun-riconoscimento-in-nove-Paesi-Mappa-dei-riconoscimenti-per-le-coppie-omosessuali-Unione-europea-5b8c66df-805a-4b49-8800-01ae5c10779d.html

http://www.internazionale.it/opinione/claudio-rossi-marcelli/2016/05/10/legge-unioni-civili-camera

Tutor: Francesca Mamo

A cura dei tirocinanti IISS:

Claudio Contrada

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Maria Gloria Luciani

Susanna Spaccatini

Francesca Picardi

Fabiana Maria Barbini

Valentina Negri

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