Vajazzling: “gioielli di famiglia” al femminile

Il vajazzling è una delle ultime frontiere dell’estrosità sessuale femminile e consiste nell’applicazione di Swarovski, glitter, perline e quant’altro sui genitali femminili precedentemente depilati, per la precisione sul pube. Il termine inglese deriva appunto dall’unione delle parole “vagina” e “bedazzle” (quest’ultimo traducibile in italiano con “abbagliare”) e ne rappresenta perfettamente il fine, ossia ammaliare il partner con stravaganti e sfarzosi luccichii intimi sul sensuale “monte di Venere” o anche solo goderne individualmente.

La moda del vajazzling nasce negli Stati Uniti e negli ultimi anni ha incontrato un certo consenso da parte di personaggi famosi mediatici, stimolando così la curiosità e la già affermata tendenza all’emulazione della donna comune moderna; emulazione che, in fatto di depilazione intima, trova le sue origini nella più agognata tra le bambole per l’infanzia, la Barbie dell’azienda Mattel, e assume ulteriore rilevanza nella fase adolescenziale e adulta, con la diffusione del bikini brasiliano e di modelle e attrici pornografiche sempre più glabre.

Per quanto la depilazione totale venga talvolta giustificata con ragioni di tipo igienico o pratico, la continua ricerca di metodi sempre più bizzarri volti a decorare la zona genitale sembra sottendere in realtà la necessità di nascondere la propria naturale fisicità sessuale, come se questa non fosse sufficiente a destare l’interesse del partner o fosse persino controproducente. Danni Miller (2011), ad esempio, riporta la spiacevole esperienza dei produttori del “UK’s 2009 Sex Education Show”, i quali, avendo mostrato ad alcuni adolescenti di entrambi i sessi foto di peni e pubi di diverse forme, dimensioni e soprattutto “al naturale” (cioè non depilati), si trovarono spiazzati dalle reazioni dei ragazzi del tutto inaspettate, per lo più di shock e di disgusto! E dire che Freud riponeva una certa importanza nei peli pubici, etichettandoli nella sua Introduzione alla psicoanalisi (1932) addirittura come la fonte d’ispirazione dell’arte della tessitura:

Si dice che le donne abbiano fornito pochi contributi alle scoperte e alle invenzioni della storia della civiltà, eppure vi è forse una tecnica che esse hanno inventato: quella dell’intrecciare e del tessere. (…) La natura stessa sembra aver offerto il modello da imitare, facendo crescere, con la maturità sessuale, il pelo pubico che ricopre il genitale. Il passo successivo consiste nel far aderire l’una all’altra le fibre che sul corpo erano conficcate nella pelle ed erano soltanto ingarbugliate tra loro. Il progresso che c’era da fare era quello di intrecciare le fibre piantate nella pelle per crearne una specie di feltro”.

Alla luce di questi spunti di riflessione, c’è da chiedersi dunque fino a che punto la moda del vajazzling rappresenti solo un semplice vezzo estetico e non piuttosto un ennesimo espediente dell’uomo moderno volto a rifiutare la propria imperfetta naturalità, una nuova testimonianza della scissione sempre più profonda nell’immaginario collettivo tra ciò che è naturalmente reale e ciò che è solamente ideale; a questo proposito, è obbligatorio sottolineare il ruolo dei citati media nella diffusione di questo fenomeno, in quanto quotidianamente propongono immagini spesso irreali (dato peraltro il largo impiego di Photoshop nell’industria pubblicitaria) che vengono invece puntualmente percepite dalla comunità come “normali”, ossia appunto rappresentative della naturale fisicità umana, riducendo così l’individuo sempre più ad uno stato “psicotico” dell’esistenza, schiavo dell’apparenza e di una vana brama di perfezione che in definitiva non gli apparterrà mai perché in effetti innaturale.

Sitografia

http://www.huffingtonpost.it/giuliana-proietti/peli-pubici-fine-degli-anni-zero_b_4538775.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1219256/Arriva-il-vajazzling—perline-e-swarovski–per-decorare-la-vagina.html

http://www.huffingtonpost.com/2010/01/13/jennifer-love-hewitt-beda_n_421751.html

http://www.washingtoncitypaper.com/columns/the-sexist/blog/13118771/the-problem-with-defending-the-sacred-choice-to-vajazzle

http://enlighteneducation.edublogs.org/tag/vajazzling/

Tutor: Francesca Mamo

A cura dei tirocinanti IISS:

Alessandro Petroni

Francesca Picardi

Giuseppe Massaro

Laetitia Bollinger

Valentina Arachi

Veronica Fiore

Sara Sellaro

Bibiana Calì

Silvia Budello

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