Nel percorso di affermazione di genere dei ragazzi transgender, la terapia ormonale a base di testosterone rappresenta uno snodo fondamentale. Oltre a favorire modificazioni fisiche coerenti con l’identità maschile, tale terapia produce spesso un miglioramento significativo nel benessere psicologico e nella qualità della vita. Tuttavia, è importante sottolineare come non esista un solo tipo di testosterone, né una modalità unica di somministrazione. Comprendere le differenze tra i farmaci disponibili, sapere chi può prescriverli e riconoscere l’importanza di una supervisione medica accurata è essenziale per affrontare questo passaggio in modo consapevole e sicuro.
I farmaci a base di testosterone possono essere somministrati in diverse formulazioni, ognuna delle quali presenta specifiche caratteristiche e modalità d’uso. Tra le più comuni si trovano le iniezioni intramuscolari, come il testosterone enantato o cypionate, che vengono somministrate in genere una ogni mese, anche se la terapia è del tutto personale. Questi farmaci sono molto utilizzati per la loro efficacia e il loro costo relativamente contenuto, e garantiscono un buon livello di stabilità ormonale, sebbene possano causare leggere fluttuazioni nei livelli di testosterone tra un’iniezione e l’altra. Una versione a rilascio più prolungato è il testosterone undecanoato, noto anche con il nome commerciale di Nebid, che consente iniezioni circa ogni sedici settimane. Questo farmaco richiede un attento monitoraggio medico ma è apprezzato da molti per la sua capacità di mantenere livelli ormonali più costanti nel tempo, riducendo così gli effetti collaterali legati alle oscillazioni.
Accanto agli iniettivi, vi sono le formulazioni transdermiche, come il gel al testosterone, che viene applicato quotidianamente sulla pelle. Questa modalità permette un’assunzione graduale e continua dell’ormone, con un minore impatto sulla stabilità emotiva o fisica, ma richiede costanza e attenzione nell’uso quotidiano. Inoltre, non tutti i corpi riescono ad assorbire il principio attivo con la stessa efficacia, motivo per cui alcuni ragazzi possono notare risultati più lenti o meno evidenti rispetto alle iniezioni.
La scelta tra queste opzioni non è mai casuale. Entrano in gioco molteplici fattori: le preferenze personali, la paura degli aghi o la praticità della somministrazione quotidiana; ma anche le risposte individuali del corpo, la presenza di eventuali condizioni cliniche, la disponibilità dei farmaci e, non da ultimo, le considerazioni economiche. Alcune formulazioni, infatti, non sono coperte dal sistema sanitario nazionale, rendendo il percorso più oneroso per chi non ha accesso a strutture specializzate. Tuttavia, è fondamentale ricordare che in Italia, dal 1° ottobre 2020, grazie a un provvedimento dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la terapia ormonale per le persone transgender è stata inclusa nei farmaci di classe H, ovvero quelli erogabili gratuitamente nelle farmacie ospedaliere. Questo significa che il testosterone – nelle sue principali formulazioni – è oggi disponibile senza costi diretti per l’utente, a condizione che venga prescritto da un’équipe sanitaria abilitata all’interno di un percorso diagnostico e terapeutico adeguato.
Per ottenere questa terapia gratuitamente è infatti necessario che la diagnosi di disforia o incongruenza di genere sia formulata da una squadra multidisciplinare esperta, generalmente composta da endocrinologi, psichiatri e psicologi. Solo a seguito di tale valutazione, e della definizione di un piano terapeutico, i farmaci possono essere dispensati presso le strutture ospedaliere. Si tratta di un passaggio fondamentale non solo per tutelare la salute della persona, ma anche per garantire che il percorso sia compreso nella sua complessità, con un supporto medico e psicologico costante. Questo cambiamento normativo ha rappresentato un passo importante verso una maggiore equità nell’accesso alle cure, e ha contribuito a ridurre il ricorso pericoloso all’autosomministrazione di ormoni reperiti illegalmente, una pratica ancora diffusa tra chi non riesce a ottenere una prescrizione formale.
Il testosterone può dunque essere prescritto solo da figure mediche specializzate, e richiede un monitoraggio periodico che include esami del sangue, controlli epatici, valutazione dell’ematocrito e dei livelli lipidici. Queste attenzioni sono fondamentali per adattare la terapia alle esigenze specifiche della persona e prevenire eventuali complicanze. Conoscere questi aspetti non è utile solo per chi affronta direttamente la terapia, ma è cruciale anche per genitori, operatori sanitari, insegnanti ed educatori che desiderano offrire supporto informato e privo di pregiudizi. La terapia ormonale per le persone transgender non è solo una questione clinica, ma rappresenta un diritto legato alla salute, al benessere e alla dignità personale. Proprio per questo, il suo riconoscimento formale e la sua gratuità nel sistema sanitario pubblico italiano costituiscono un segnale culturale potente, che afferma il valore della cura, dell’inclusione e del rispetto delle identità di genere.
BIBLIOGRAFIA
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