in Informazione ed educazione, Sexlog

Creata con IA

La vulvodinia è un disturbo che può colpire le donne di tutte le età. Questa condizione si verifica con senso di bruciore e dolore costante all’ingresso della vagina e nella zona che la circonda, cioè la vulva, senza un apparente segno o lesione che giustifichi queste sensazioni. Si tratta di un dolore persistente che si verifica anche sotto forma di scosse o fitte che si estendono verso ano, glutei e cosce di cui non è ancora stata chiarita la causa e per cui risulta ancora difficile effettuare una diagnosi. Si verifica, infatti, sia in modo spontaneo sia in risposta al contatto con i vestiti o con il rapporto sessuale. Proprio per questi motivi, la vulvodinia spesso non viene diagnosticata e, di conseguenza, non vengono effettuate le cure necessarie alle persone che ne soffrono.

Questo stato condiziona inevitabilmente la vita personale della donna e così anche la sua vita sessuale, causando uno stato di ansia e preoccupazione al pensiero dell’atto sessuale e quindi un inevitabile calo della libido. Questo perché una diagnosi che tarda ad arrivare crea incertezza e ciò di conseguenza  comporta stress, irritabilità e ansia che andranno ad intaccare la qualità della vita e della relazione con sé stesse, creando uno stato di disagio con il proprio corpo e in relazione con il/la partner.

La vulvodinia può diventare un vero e proprio ostacolo psicologico e relazionale in grado di rendere l’esperienza sessuale fonte di ansia e paura che inevitabilmente si ripercuote anche sulla coppia, oltre che sulla persona che ne è affetta, in quanto rischia di creare una sorta di muro invisibile nella comunicazione tra i due partner. Il/la partner può infatti sentirsi rifiutato/a, se non addirittura incolpato/a del dolore dell’altra. L’atto sessuale, o meglio qualsiasi tipo di attività intima, diviene quindi un vero e proprio atto di coraggio in cui la persona affetta e il/la partner si trovano di fronte alla fragilità causata dal dolore e all’incertezza riguardo il modo migliore in cui affrontare questa difficoltà, amplificate e rese maggiormente invalidanti dalla paura di questo dolore provato e provocato.

Fondamentale, nel tentativo di rendere questa condizione meno invalidante e, soprattutto, nel tentativo di non renderla un ostacolo troppo grande nella dinamica di coppia, è che entrambe le parti siano aperte al dialogo, ben predisposte al confronto e pronte nella ricerca di compromessi che riescano a soddisfare ambedue, in modo tale da evitare che questa difficoltà condizioni il benessere della relazione.

Per far questo è particolarmente importante che la persona con vulvodinia, affiancata dal ginecologo e dal medico curante, assuma dei farmaci per la gestione del dolore ove necessari, in aggiunta ad eventuali antidepressivi per alleviare lo stato emotivo dettato dalla condizione. Inoltre potrebbero risultare utili percorsi con fisioterapisti per ridurre la tensione del pavimento pelvico, mirati al rilassamento dei muscoli e alla riduzione della tensione che può esacerbare il dolore. Inoltre l’utilizzo di lubrificanti indicati e posizioni sessuali specifiche possono aiutare nella gestione del dolore.

Oltre a questi interventi, cruciale risulta essere il sostegno psicologico, in modo tale da lavorare sulla percezione del dolore, sull’ansia e sulla paura legata alla sola idea di intraprendere rapporti sessuali, penetrativi e non, anche attraverso tecniche di rilassamento.

La vulvodinia è sicuramente una condizione che arreca disagio alle donne che ne sono affette, ma che può essere gestita e vissuta positivamente attraverso degli accorgimenti e mantenendo sempre una comunicazione efficace con il partner.

Tirocinante: Valentina Filadelfia

Tutor: Maurizio Leuzzi

Bibliografia:

ISSalute, Vulvodinia, 2021

  1. Calcagni, Vulvodinia e Sessualità, 2025

Malaguti&Lamarche, Centro della Pelvi, Dolore nei rapporti sessuali: la Vulvodinia

Condividi

Lascia un commento