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Sono stati molti gli studiosi, di diversi ambiti, che si sono posti il quesito di cosa porti due persone a scegliersi e a stare insieme. Qual è la spinta che porta alcuni ad iniziare una relazione dopo solo il primo incontro e altri ad interromperla?

Vi sono studi che confermano l’importante ruolo dei feromoni nei mammiferi, sia per quanto riguarda il rapporto madre-figlio nel primo periodo di vita del piccolo, sia per la scelta del partner sessuale, che come è noto sembra essere fatta sempre dalla femmina e alla quale contribuiscono fattori quali la bellezza o la posizione nella gerarchia nel gruppo dei maschi (Vandenbergh 1983).

Nel mondo animale, le scelte femminili vengono inquadrate sostanzialmente in due strategie alternative: una scelta  sulla base delle qualità pre-riproduttive come ad esempio le qualità genetiche dell’individuo, il vigore, la resistenza alle malattie; l’altra basata sulla capacità del maschio di contribuire all’investimento post-riproduttivo, ovvero la capacità di provvedere alla prole. Una serie di studi (Draper, Harpending 1982; Schmitt 2003) sembrano dimostrare che questo tipo di scelte femminili avvengano anche nella nostra specie. In particolare hanno mostrato che le donne si dividono in due  grandi categorie: le donne che danno valore, nel partner, alla capacità di acquisire risorse che le inquadrerebbe nel termine DAD (dall’inglese dad, padre); e quelle sensibili alla seduzione dei buoni geni, i quali condurranno al fare figli sani e prestanti, quindi alla bellezza. Le donne di quest’ultima categoria sono definite CAD (dal temine francese camarade, compagno, amico).

Gli uomini, di conseguenza, con lo scopo di aumentare il proprio successo riproduttivo sembrano essersi specializzati nell’aumentare la capacità di acquisire risorse e proporre relazioni a lungo termine quando le caratteristiche fisiche e personali non lo consentono; al contrario si specializzano nella seduzione, nel fascino e nei rapporti a breve termine, quando il proprio fisico glielo permette (Jannini, Lenzi, Maggi 2007).

L’ipotesi dell’esistenza di una capacità di “comunicazione chimica” tramite i feromoni anche nell’essere umano non è stata confermata. Quel che è certo è che i segnali di richiamo passano attraverso le percezioni (visive, uditive, olfattive) capaci di produrre una modificazione ormonale. I meccanismi di scelta di un partner hanno inizio generalmente durante la prima adolescenza, quando gli ormoni sessuali hanno raggiunto la maturità, permettendo al soggetto di provare attrazione sessuale nei confronti di qualcuno; un meccanismo questo, che lo porterà all’innamoramento. Secondo una ricerca del 1984 (Baldaro Verde, Pellanca 1984), ciò che motiva la ricerca di un partner è il bisogno del raggiungimento dell’identità sessuale certa, seguito dal bisogno di attaccamento e infine dai bisogni di autonomia e di autostima.

Il periodo dell’adolescenza, che va dai 16 ai 24 anni,  è considerato il punto d’arrivo della prima fase dell’esistenza. Un momento di forte crisi, che vede la presenza di moltissimi cambiamenti intrapsichici e relazionali nonché il raggiungimento dell’identità sessuale.

E’ da qui che ha origine, secondo Freud, la “possibilità di amare” in senso adulto (Baldaro Verde 2012).

I bisogni primari, che permangono per tutto l’arco della vita, possono in questo periodo particolare, emergere con forte intensità, al pari di quella dei primi periodi di vita, ma ciò che risulta modificato è il modo di soddisfarli. In particolare, nel caso in cui questi bisogni non fossero stati soddisfatti in maniera adeguata nel periodo pregenitale, riemergerebbero con forza nell’adolescenza, condizionando in modo importante la scelta del partner.

Il periodo adolescenziale rappresenta  un secondo momento nella scelta oggettuale, che aprirà le porte alla scelta del partner in futuro.

Come afferma Freud, il primo vero oggetto d’amore di ogni essere umano risulta essere se stesso, poiché il bambino nel primo periodo di vita, in senso narcisistico, considera percezioni e sensazioni come provenienti da sé; la madre è riconosciuta come fonte di piacere quando capisce che è da lei che proviene il nutrimento, rappresentando così il secondo oggetto d’amore.

La coppia nasce a partire da quel particolare momento di incontro definito movimento collettivo a due, ovvero l’innamoramento (Alberoni 1979). Un breve e intenso periodo colmo di forti emozioni, caratterizzato dal desiderio di stare insieme, di toccarsi, di raccontarsi e ascoltarsi, con la convinzione di aver trovato la persona che potrà soddisfare i propri bisogni. Tuttavia nascoste sotto a questa spinta al raggiungimento della felicità vi sono anche altre mete come la reciproca protezione, la procreazione, la sistemazione ecc., centrate su fattori invece di stabilità.

Freud considera l’essere umano come capace di amare in due modi specifici: uno secondo il tipo di investimento narcisistico e uno secondo il tipo di investimento “per appoggio”.

Oggi si considera il fatto che, a partire dall’adolescenza, le coppie possono formarsi secondo tre tipi di investimento del piacere: 1) il piacere investito sull’illusione di soddisfare il bisogno, quando ad incontrarsi sono due persone, una delle quali si trova in uno stato di bisogno emergente e prepotente, che non si incastra nel bisogno dell’altro; 2) il piacere investito sul bisogno, quando si forma una coppia complementare, ovvero entrambi i partner sono spinti dal proprio bisogno, l’uno opposto all’altro, trovando così l’incastro perfetto; 3) il piacere investito sul legame con l’oggetto che caratterizza una coppia simmetrica, una relazione genitale basata sullo scambio di doni in cui i ruoli non sono rigidi, bensì flessibili come anche la modalità comunicativa.

La letteratura è ricca di studi che sembrano dimostrare che la scelta di un partner per la vita segua percorsi ben definiti; in una visione più “romantica”, sarebbe come dire che, in un modo o nell’altro… è tutta una questione di destino?

Tirocinante: Emanuela D’Alessio

Tutor: Davide Silvestri

Riferimenti bibliografici

Alberoni F. (1979), “Innamoramento e amore”. Garzanti, Milano, in Baldaro Verde J. (2012), “Illusioni d’amore. Le motivazioni inconsce nella scelta del partner”.  Raffaello Cortina, Milano.

Baldaro Verde J., Pellanca G.F. (1984), “Illusioni d’amore. Le motivazioni inconsce nella scelta del partner”.  Raffaello Cortina, Milano, in Baldaro Verde J. (2012), “Illusioni d’amore. Le motivazioni inconsce nella scelta del partner”.  Raffaello Cortina, Milano.

Baldaro Verde J. (2012), “Illusioni d’amore. Le motivazioni inconsce nella scelta del partner”.  Raffaello Cortina, Milano.

Draper P., Harpending H. (1982), “Father absence and reproductive strategy: an evolutionaryperspective”. J. Anthropol Res 38: 255-273, Jannini E.A., Lenzi A., Maggi M. (2007), “Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità”. Elsevier, Milano.

Jannini E.A., Lenzi A., Maggi M. (2007), “Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità”. Elsevier, Milano.

Schmitt D.P. (2003), “Universal sex differences in desire for sexual variety. Test from 52 nations, 6 continents, and 13 islands”. J. Pers Soc Psychol 1:38-104, in Jannini E.A., Lenzi A., Maggi M. (2007), “Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità”. Elsevier, Milano.

Vandenbergh J.G. (1983), “Pheromones and Reproduction in Mammals”. Accademic Press, New York, in Baldaro Verde J. (2012), “Illusioni d’amore. Le motivazioni inconsce nella scelta del partner”.  Raffaello Cortina, Milano.

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