Recentemente ha fatto il giro del mondo la notizia di un giapponese (Akihiko Kondo) convolato a nozze con la donna dei suoi sogni: la cantante pop Hatsune Miku, che è stata in tour persino con Lady Gaga! Ma ad incuriosire non è tanto la collaborazione con la nota celebrità, quanto il fatto che la sposa in questione è…un ologramma! Ebbene sì. Chi intraprende relazioni amorose con personaggi di fantasia o ne è fortemente attratto è definito dagli esperti “fictosessuale”, espressione che deriva dalla parola “fiction”, ossia finzione.
Il fenomeno è ormai diffuso tanto che a Tokyo, sono diversi gli hotel che propongono a questa insolita tipologia di neosposi camere speciali per la loro prima notte insieme. Questo ci fa capire come con il progredire della scienza e della società, il confine tra realtà e immaginazione, si fa sempre meno marcato. Specialmente se consideriamo l’esperienza tra persone e bambole/robot sessuali (realdolls e sexbot) con sembianze umane che, rispetto ad un ologramma, offrono un’esperienza ancora più realistica e tangibile.
Anche se può sembrarci un mondo lontano, proprio nel 2018, ha aperto a Torino la prima casa di appuntamenti (Lumidolls) italiana con le bambole del sesso, sia per uomini che per donne, registrando immediatamente un boom di prenotazioni. Tuttavia, per questioni burocratiche, la struttura venne fatta chiudere poco dopo. Ma a seguito di ciò, furono 500 le richieste di apertura in tutta Italia. Ma come sono fatte queste bambole? Le sex dolls attuali, messe a servizio dei clienti (per lo più uomini), sono ben lontane dalle classiche e note bambole gonfiabili. Esse hanno infatti sembianze e conformità prettamente realistiche (umanoidi): sono realizzate con materiali di qualità che mimano la cute e il calore umano, sono resistenti all’acqua, snodabili e per questo possono assumere svariate posizioni, muovendo anche gli occhi come una persona in carne ed ossa.
Con i sexbot – robot umanoidi – invece, il realismo va oltre il semplice aspetto o tocco. Sono ancora più sofisticati, in quanto dotati di intelligenza artificiale e di sensori corporei che fanno sì che possano rispondere adeguatamente a chi ne usufruisce. Sono completamente personalizzabili e programmati per stabilire una connessione emotiva con l’uomo: da una parte, l’acquirente può scegliere in toto l’aspetto che più preferisce, anche la forma dei capezzoli o la tipologia di peli pubici; dall’altra, può addirittura selezionare il tipo di personalità (es. timida, gelosa, intellettuale, insicura). Alcuni modelli sono persino in grado di “provare” piacere sessuale e di sincronizzarsi al piacere del proprio “partner” umano. Tutti questi dettagli ci fanno capire, almeno in parte, il motivo di tanto successo e richieste anche nel nostro paese.
Nonostante il fenomeno descritto possa sembrare frutto dell’era moderna, le prime bambole sessuali sembrano risalire al 1600, all’epoca conosciute con il nome di “dames de voyage” (signore di viaggio): realizzate in stoffa e cotone, venivano usate dai marinai francesi e spagnoli come dame di compagnia durante i lunghi viaggi in mare. L’utilizzo di queste bambole è considerato un comportamento patologico? Se la bambola è vissuta con serenità e curiosità come un sex toy in grado di dare piacere in momenti di autoerotismo o di ravvivare il rapporto di coppia, non possiamo parlare di disturbo.
Viene fatta una distinzione importante tra Parafilia e Disturbo Parafilico. Si definisce Parafilia un comportamento che prevede un intenso e persistente interesse sessuale “diverso dall’interesse per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti” (APA, 2013; trad. it. 2014, p 686). Ad esempio, il fenomeno esaminato può collocarsi nel tema della parafilia, ovvero: una forma di sessualità atipica, non convenzionale che, se pur discostandosi dalla comune esperienza, non reca disagio o danno a sé o agli altri.
Semplicemente, contribuisce in modo piacevole all’esperienza vissuta. Inoltre, in alcuni casi le bambole mostrano anche una loro utilità nell’agevolare chi è emotivamente e socialmente isolato o nel ridurre la violenza da parte di chi commette reati sessuali (Zara, 2018a,b). Si parla invece di Disturbo Parafilico quando queste bambole divengono un oggetto di dipendenza (come una droga) e recano disagio e sofferenza, compromettendo la vita della persona e/o di chi le sta intorno. Diventano così surrogati in toto, cioè sostituti esclusivi di un partner umano (Danaher & McArthur, 2017) – come nel caso di Lilly, una donna francese che, dopo svariate delusioni amorose con gli uomini, afferma di essere attratta solo dai robot e di volerne sposare uno.
Da un punto di vista clinico, la più grande preoccupazione è che l’utilizzo di questi surrogati artificiali possa impoverire o far perdere la capacità di entrare in relazione con l’altro (umano) e far abituare le persone ad avere un partner (umanoide) sottomesso e sempre a disposizione. Con la conseguenza di non essere più in grado di accettare un rifiuto e di mettersi in gioco con i propri simili. Inoltre, considerando il massiccio consumo da parte di clienti uomini, non è da trascurare il rischio che le sex dolls promuovano indirettamente (ma sufficientemente) un’immagine svalutata della donna, come oggetto assoluto e passivo all’uomo e pertanto possano alimentare la violenza (reale) su di essa.
Bibliografia
Danaher, J., &McArthur, N. (2017). Robot Sex: Social and Ethical Implications. Cambridge, Massachusetts: The MIT Press.
Freilone, F., Dotta, M., Zara, G., (2018). La psicologia delle relazioni sintetiche: affettività e sessualità ‘alternative’ con i sexbot. Vol. (3), pp 55-67, NEU
Quattrini, F. (2015). Parafilie e devianza: Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale atipico. Giunti Psychometrics.
Zara, G. (2018a). Il diniego nei sex offender: dalla valutazione al trattamento. Milano: Raffaello Cortina. ISBN: 978-88-3285-003-1
Zara, G. (2018b). La psicologia dei sexbot nel trattamento dei sex offenders. In M. Balistreri (Eds.). Sex Robot. L’amore al tempo delle macchine (pp. 201–254). Roma: Fandango Libri.
Tutor: Fabiana Salucci
Tirocinante: Mercy Ponziani
Sitografia
https://www.rainews.it/articoli/2022/04/in-giappone-un-uomo-si–sposato-con-lologramma-dei-suoi-sogni-sono-fictoessuale-2ea6dffb-87f5-4178-87a3-b527d1bee73c.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Bambola_sessuale
https://www.torinotoday.it/video/lumidolls-bordello-bambole-chiusura.html
https://www.uroblog.it/2018/08/11/amore-e-sessualita-artificiali-lera-dei-sex-robot/



