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La bulimia nervosa è un disturbo alimentare le cui caratteristiche essenziali sono rappresentate da episodi ricorrenti di abbuffate e da inappropriate condotte compensatorie volte a prevenire l’aumento di peso, come ad esempio vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo. Un episodio di abbuffata è definito come il consumo, in un breve arco di tempo, di una quantità di cibo significativamente maggiore rispetto a quella che la maggior parte degli individui consumerebbe nello stesso periodo e in circostanze simili. Tale consumo eccessivo deve essere accompagnato da una sensazione di perdita di controllo. In questi casi, l’autostima risulta eccessivamente influenzata dalla forma del corpo e dal peso.
Gli studi dimostrano che le persone con disturbi alimentari sperimentano significative difficoltà sessuali, sia sul piano fisiologico, sia su quello psicologico. Secondo Pinheiro e colleghi, la diminuzione della libido può derivare da cambiamenti fisici dovuti all’ipogonadismo, condizione caratterizzata da un’insufficiente produzione di ormoni sessuali da parte delle ovaie e/o da un basso indice di massa corporea (BMI). Tali condizioni possono impedire alle donne di soddisfare il proprio normale fabbisogno energetico, con possibili ripercussioni sulla funzionalità cerebrale e sul desiderio sessuale. Inoltre, sono stati identificati diversi altri fattori in grado di influenzare la sfera sessuale, tra cui l’amenorrea, una storia di abusi sessuali, disturbi psichiatrici concomitanti come la depressione e l’uso di farmaci antidepressivi.
Un recente studio condotto da Gewirtz-Meydan e colleghi (2021) ha esaminato la funzione sessuale e la percezione dell’immagine corporea in un campione di 985 donne con disturbi alimentari. I risultati hanno evidenziato, ancora una volta, un solido legame tra i disturbi alimentari ed un’immagine corporea negativa, caratterizzata da un’eccessiva preoccupazione per l’aspetto fisico e da diffusi sentimenti di vergogna. Tale vissuto d’intensa vergogna può portare le donne a disconnettersi dal proprio corpo, rendendo complesso il soddisfacimento dei propri bisogni sessuali.
Secondo la prospettiva psicodinamica, che attribuisce fondamentale importanza alle esperienze infantili, alle pulsioni represse e ai conflitti inconsci irrisolti, le difficoltà sessuali nelle persone con disturbi alimentari sono intimamente legate al disturbo stesso, poiché il suo esordio si associa a un deficit nello sviluppo psicosessuale. Anche in assenza di disfunzioni fisiologiche, le persone che soffrono di bulimia, possono sperimentare disagio sessuale correlato ad un’immagine negativa di sé, alla paura del giudizio e a una ridotta fiducia nelle relazioni intime. Inoltre, lo stigma legato al peso e la grassofobia, sempre più riconosciuti come rilevanti questioni sociali, possono esacerbare tali blocchi psicologici, compromettendo sia l’autostima sia la soddisfazione sessuale.
Infine, le donne che soffrono di bulimia, per via del ridotto autocontrollo e della tendenza ai comportamenti compensatori, risultano maggiormente inclini a condotte sessuali impulsive e caotiche. In particolare, tali pazienti sembrano mostrare una maggiore propensione a intraprendere attività sessuali precoci: una scelta spesso motivata dal bisogno di esercitare controllo sull’altro, dalla ricerca di accettazione o dal desiderio di stabilire una connessione psicologica utilizzando il corpo come primario mezzo espressivo.
Tirocinante: Reyhaneh Talebi
Tutor: Maurizio Leuzzi
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