Sono definiti “Sea horse dads” o “Papà cavallucci marini” gli indivdui FtM (Female to male) che portano avanti in prima persona una gravidanza.
Il nome è dovuto al fatto che in natura è il maschio di tale specie a partorire, ciò ha fatto sì che diventasse dunque il simbolo dei papà trans.
Il concepimento può avvenire, oltre che tramite il sesso penetrativo vaginale, attraverso la fecondazione in vitro o l’inseminazione intrauterina tramite sperma fornito da un donatore.
Tra i casi più famosi sull’argomento c’è quello del giornalista Freddy McConnell, il quale intraprese un percorso di transizione dal suo genere assegnato alla nascita, ovvero il femminile, a quello maschile.
Egli andò ad intervenire sulla presenza del seno attraverso una mastectomia ma decise di conservare l’utero (fattore ovviamente necessario alla perpetuazione della gravidanza, impossibile per gli uomini trans che hanno optato per la sua rimozione) e la vagina potendo in seguito, dopo un’interruzione temporanea del testosterone, rimanere incinto e portare avanti la gestazione.
Nonostante il fenomeno sembri essere incredibilmente raro secondo degli studi svolti dal Medicare in Australia i casi di uomini trans partorienti sarebbero stati 115 solo nel biennio 2016-2017.
Vista la poca diffusione mediatica di informazioni utili al riguardo questi papà tendono a cercare gruppi di supporto sui social e a voler condividere le loro esperienze sul web con lo scopo di aiutare altri nella loro situazione e di dare visibilità a questa realtà.
A causa della disinformazione sull’argomento molte persone credono, erroneamente, che gli uomini trans che assumono testosterone non siano in grado di concepire. In verità ciò non esclude affatto la possibilità di una gravidanza, infatti è possibile che alcuni individui FtM, anche se entrati nello stato di amenorrea (assenza del ciclo mestruale), possano comunque continuare ad ovulare seppur con delle alterazioni dovute all’assunzione di ormoni maschili.
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, a possedere queste conoscenze errate non sono solo le persone non appartenenti alla comunità LGBT+ ma anche gli uomini trans stessi che quindi possono decidere di non fare uso di metodi contraccettivi, poiché convinti di non poter intraprendere una gestazione.
Sicuramente la prospettiva che un individuo FtM non sia obbligato a rinunciare ad un’esperienza che potrebbe essere percepita da lui come qualcosa di profondo valore personale come la gravidanza, è carica di positività e di buon auspicio.
Tuttavia è giusto sottolineare che la gestazione e il parto possono essere vissuti con grande malessere da queste persone non solo poiché la maggior parte dei medici non sono adeguatamente formati a trattare questa tipologia di pazienti e a rispondere alle loro richieste, ma anche perché in alcuni casi, lo squilibrio ormonale causato da tali eventi, può aumentare la percezione disforica dell’individuo.
Inoltre, come è facile immaginare, la comunità dei sea horse dads è spesso vittima di una pesantissima stigmatizzazione e sentimenti di odio perpetrato in rete da parte, tra gli altri, delle TERF (Trans exclusionist radical femminist) che tendono a presentare come inaccettabile il binomio Uomo: Parto, sostenendo che tali genitori sono quindi le madri del bambino e non i padri , o che addirittura non dovrebbero poter avere una gravidanza poiché è qualcosa di cui, avendo scelto di identificarsi nel genere maschile, hanno perso il diritto.
Per aiutare chi segue questo complicato percorso sarebbe fondamentale che venisse riconosciuta e biasimata la demonizzazione che queste persone subiscono e che, dal punto di vista medico, si facesse maggiore informazione sui metodi di contraccezione e di concepimento, sulle terapie per l’aumento della fertilità e i percorsi pre e post parto mirati per le persone trans. Alla luce di ciò in alcune nazioni si è già optato per l’utilizzo in ambito ostetrico di parole a sfondo sessualmente neutro quali “genitore partoriente”.
Fu rilasciato nel 2019 “Seahorse: The dad who gave birth ” un documentario realizzato da Jeanie Finlay che va a presentare le sfide affrontate da un papà cavalluccio marino nella sua lunga e difficile gravidanza.
Tirocinante: Chiara Troncia
Tutor: Cristiana Sardellitti
RIFERIMENTI
https://www.google.com/amp/s/www.huffingtonpost.co.uk/amp/entry/7-things-a-seahorse-trans-dad-wants-you-to-know-about-parenting_uk_5d70e0cae4b09bbc9efa422f/



