in Devianza e Parafilie, Sexlog

Il mondo BDSM (Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo) è ricco di scenari e fantasie sessuali originali e stravaganti ed è proprio nel suo ampio panorama che si colloca il pony play, anche definito “la perversione di Aristotele”, in riferimento alla leggenda che vede come protagonista Aristotele, per l’appunto.

Agli inizi del 1200 si raccontava dell’amore segreto di Aristotele per Fillide, moglie di Alessandro il Macedone.
Fillide decise di sfruttare l’infatuazione di Aristotele nei suoi confronti per insegnare una lezione al marito, che la trascurava per passare giornate intere con il suo mentore. Così disse ad Aristotele che gli avrebbe concesso i suoi favori se egli avesse acconsentito a farsi cavalcare sulla schiena.

Accecato dalla passione, il filosofo accettò e Fillide fece in modo che Alessandro Magno assistesse alla comica scena di umiliazione.
Oggi la “perversione di Aristotele”, lontana dall’essere legata alla perdita di controllo, è arrivata a significare l’esatto opposto: è diventata un modo per lasciare spazio alla fantasia erotica.

Ad esempio, ogni anno in Louisiana si tiene il Ponies on the Delta, un festival per i fan del pony play, che raduna centinaia di appassionati impegnati in gare di trotto, corse a ostacoli e attività simili davanti a una giuria di esperti; inoltre, esistono negozi online specializzati nella vendita di zoccoli e tute da cavallo, decine e decine di account dedicati sui social, e perfino una rivista underground chiamata Equus Eroticus.

Ad oggi, il pony play è un gioco di ruolo a carattere fetish e/o umiliatorio, con sfumature di bondage e sadomasochismo, dove il dominante è il cavaliere, mentre il sottomesso è il pony o il cavallo. La persona che interpreta il pony può essere di sesso maschile o femminile: nel primo caso viene chiamato pony-boy, nel secondo pony-girl.

Fra gli uomini che lo praticano solo un terzo assume il ruolo di dominatore, mentre la maggior parte ama impersonare il cavallo; pochissime donne, se non nessuna, desiderano immaginarsi come sottomesse.
Esistono quattro modalità di gioco più comuni:
• Il “cart”, nel quale il sottomesso tira un carretto o un calesse, sul quale è seduto il dominatore. Molti siti specializzati affermano che questa modalità di gioco è molto umiliante, soprattutto se viene svolta all’aperto.
• Il “pony”, nel quale il dominatore insegna al sottomesso a stare dritto e a camminare, trottare e fermarsi sempre in posizione eretta, trascinando il calesse tramite le cinghie che lo legano. Ovviamente questa modalità è sconsigliata in presenza di problemi alla schiena o alle gambe e in mancanza di un buon allenamento.
• Il “riding”, dove il sottomesso si lascia semplicemente cavalcare, mettendosi a quattro zampe e tenendo il passo stabilito dal dominator.
• Lo “show”, dove il sottomesso è in piedi con il dominatore sulle spalle. In questo esercizio, bisogna insegnare al sottomesso i vari comandi per camminare, correre, trottare, tenendo il dominatore sulle spalle.

Al termine delle varie attività proposte dal dominatore, dopo essere stati cavalcati o aver esibito le proprie capacità di dressage, i sottomessi vengono rimessi in forze all’interno della stalla, strigliati e accuditi.
Per rendere il ruolo del padrone ancor più delineato si può pensare di sfruttare un certo tipo di abbigliamento. Allo stesso tempo, anche il pony deve possedere una serie di accessori, che servono per calarsi nella parte ma anche per spingerlo ad avere una postura elegante.

Gli accessori e i capi che vengono sfruttati nel caso del pony play possono essere diversi: i più comuni sono le selle su cui sedersi, dei collari per indicare che l’animale è addomesticato, degli zoccoli da indossare come guanti o scarpe e, talvolta, anche delle maschere da cavallo.

La pratica del pony play, sebbene possa sembrare una pratica insolita o bizzarra per molti, nella realtà si basa sulla consensualità e sulla fiducia tra i partecipanti. Molti praticanti affermano che il pony play offre un’opportunità per esplorare dinamiche di potere e controllo in un contesto sicuro e controllato, sia per chi interpreta il “pony”, in quanto il gioco potrebbe rappresentare una fuga dalla routine quotidiana e una forma di regressione e questo potrebbe essere liberatorio e altamente erotico per alcune persone; sia per chi interpreta il “cavaliere”, il pony play potrebbe offrire l’opportunità di esercitare il controllo e la dominanza in un modo consensuale e sicuro.

È importante sottolineare che tutte le pratiche BDSM, compreso il pony play, si basano su regole, libero consenso e limiti chiaramente definiti.
In definitiva, il pony play dimostra come le persone abbiano fantasie e desideri sessuali unici, e attraverso la consapevolezza di sé e il rispetto per gli altri, è possibile esplorare e sperimentare all’interno di un contesto sicuro e appagante.

 

Tirocinante: Alessia Gianfreda
Tutor: Cristiana Sardellitti

Sitografia:

La perversione di Aristotele


http://www.dragon.it/PraticheSessuali/SexBDSM/pony-play/pony-play.php
Quattrini F. (2015). “Parafilie e devianza: Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico’’. Giunti Editore.

Condividi

Lascia un commento