in LGBTQIA, Sexlog

Minority Stress è un termine che indica:
uno stato che interviene tra i fattori di stress sequenziali antecedenti a uno stato minoritario culturalmente sanzionato, il conseguente pregiudizio e discriminazione, l’impatto di queste forze sulla struttura cognitiva dell’individuo con il conseguente riadattamento o fallimento adattativo (Brooks, 1981).

Sono diverse e sempre in continuo aumento le ricerche che indicano come il pregiudizio e la discriminazione siano fattori rilevanti e misurabili di stress.

In particolar modo, la ricerca mostra come lo sviluppo psicologico di molte persone omosessuali e appartenenti alla comunità LGBTQI+ sia segnato da stress continuativo conseguentemente ad ambienti ostili, violenza, stigma.
Molti studi (Mays, Cochran, 2001, Rivers, 2011, Roberts et al, 2010) mostrano che, gli individui omosessuali o bisessuali, confrontati con individui eterosessuali, sono esposti ad un rischio maggiore di eventi traumatici, come ad esempio episodi aggressivi.

In conseguenza a ciò, l’incidenza dei disturbi stress-correlati si presenta in modo maggiore in individui omosessuali rispetto agli eterosessuali.
Ancora, una serie di studi condotti da Hatzenbuehler e colleghi hanno evidenziato come tali problematiche sono ancora più rilevanti nei Paesi in cui il matrimonio non è consentito tra persone dello stesso sesso e dove non esistono leggi che tutelano chi subisce violenza e discriminazioni omofobiche.

Sebbene possa essere paragonata a forme altrettanto deplorevoli di razzismo e discriminazione, l’omofobia di solito gode di una maggiore accettazione sociale. Le persone non eterosessuali, a differenza di altre minoranze (etniche, religiose, ecc.), non sempre possono contare sul riconoscimento e sul sostegno della famiglia, che spesso diventa una fonte aggiuntiva di disagio e stress. Non di rado, le dinamiche omofobiche si verificano in un contesto socioculturale indifferente o addirittura complice.

Il complesso dei disturbi psicologici affrontati dalle persone non-eterosessuali, noto come minority stress (Lingiardi, 2007/2012; Meyer, 1995, 2003), è costituito da tre dimensioni interconnesse e reciprocamente potenziate:
a) esperienze personali di discriminazione e violenza.
b) stigma percepito: riguarda il livello di vigilanza relativo alla paura di essere identificati come non eterosessuali. Livelli elevati di stigma percepito possono comportare stati continui di stress.
c) omofobia interiorizzata: è l’insieme dei sentimenti e atteggiamenti negativi che una persona può provare nei confronti della propria non eterosessualità.

Nelle persone non-eterosessuali, l’omofobia interiorizzata si manifesta attraverso caratteristiche quali la scarsa accettazione e stima di sé, arrivando a raggiungere la forma dell’odio nei confronti di sé stessi e dell’autodisprezzo. A ciò possono aggiungersi, in varie sfumature e modalità, sentimenti di inadeguatezza, inferiorità e vergogna, l’incapacità di comunicare agli altri il proprio orientamento sessuale, la convinzione di essere respinti e l’identificazione con stereotipi denigratori.

Un elemento cruciale che interviene nella relazione causale tra eventi traumatici ed esiti psicopatologici è la resilienza, la quale distingue gli individui in base alla loro capacità di affrontare le difficoltà. In relazione al minority stress, la resilienza può costituire un fondamentale fattore protettivo. Allo stesso modo, l’appartenenza a una comunità rappresenta un importante elemento protettivo, offrendo la possibilità di ricevere e fornire sostegno.

Anche dal punto di vista delle cure per la salute mentale le sfide sono tantissime ed evidenti per le minoranze sessuali. Sebbene desiderose di cercare supporto, spesso si trovano di fronte a personale sanitario poco preparato sulle loro esigenze. Inoltre, la diffidenza nei confronti del trattamento della salute mentale è radicata nella lunga storia di patologizzazione e stigmatizzazione dell’omosessualità e dell’identità transgender.

Gli esperti di salute mentale possono giocare un ruolo cruciale nel migliorare la qualità delle cure per queste minoranze. Dall’accoglienza iniziale in un servizio di salute mentale, caratterizzata da cordialità, alla consapevolezza LGBT del personale e disponibilità di servizi igienici neutri rispetto al genere, si può instaurare un ambiente accogliente. Inoltre, la formazione specialistica dei clinici su queste tematiche è auspicabile per permettere agli operatori di contribuire attivamente a ridurre lo stigma, il pregiudizio e il minority stress.

 

Tirocinante: Paola Minutillo
Tutor: Maurizio Leuzzi

Bibliografia:
Lingiardi V., Gazzillo F., “La personalità e i suoi disturbi”, Raffaello Cortina, Milano, 2021.

Sitografia:
https://www.stateofmind.it/2020/11/minority-stress-lgbt-psicopatologia/

 

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