Con la pervasiva diffusione di Internet nella tessitura stessa della vita quotidiana, abbiamo assistito a una rivoluzione senza precedenti nella comunicazione e nell’accesso alle informazioni. Questo scenario ha illuminato in modo inequivocabile le possibilità e i vantaggi offerti dalla connettività globale ma, in parallelo, ha anche rivelato un lato più oscuro e complesso.
L’era digitale, con la sua rete onnipresente, si presenta come un doppio-edged sword, capace di trasformare le interazioni umane e l’accesso alle informazioni, ma anche di introdurre rischi significativi. In questa vasta cornice cibernetica, dove la condivisione di idee, la comunicazione istantanea e l’esplorazione virtuale diventano all’ordine del giorno, emergono dinamiche che vanno oltre il semplice scambio di dati. Internet, in questo contesto, si rivela un terreno ambiguo e dinamico, dove la linea tra opportunità e pericoli può risultare sottile. Le interazioni online, a volte innocenti nella loro essenza, possono facilmente trasformarsi in situazioni potenzialmente dannose, influenzando negativamente la vita quotidiana degli individui.
All’interno di tale cornice, si snoda l’immagine del cybersex, conosciuto anche come sesso virtuale, che si presenta come un intrigante reame di interazioni sessuali online. In questo universo digitale, due o più individui si connettono attraverso le intricate strade di una rete informatica, dove l’immaginazione e la tecnologia convergono in un balletto sensuale. Qui, i partecipanti simulano dettagliatamente esperienze sessuali, utilizzando strumenti informatici e telematici, tessendo narrazioni avvincenti delle proprie azioni. Questo tipo di relazione coinvolge una vasta gamma di attività, dalla fruizione di materiale pornografico durante atti di autoerotismo, agli incontri intriganti nelle chat erotiche, alla creazione e condivisione di storie suggestive, fino all’instaurarsi di relazioni amorose interattive online, in cui la visione in tempo reale dei corpi attraverso webcam aggiunge un elemento di connessione viscerale.
In questo ambiente digitale, il cybersex si erge come una nuova modalità moderna dell’esplorazione dell’intimità, in cui l’eccitazione non avviene più con il contatto reale e fisico, bensì tramite la tecnologia. L’attività cybersessuale si svolge solitamente in forma anonima e i partecipanti non sono tenuti a rivelare la loro identità. Si nascondono dietro un nome-schermo, molti si creano un profilo che non corrisponde a ciò che sono nella vita reale e lo utilizzano come base per la comunicazione con altre persone.
Dato l’anonimato, non è infrequente che le persone cambino la loro reale professione, età, peso e interessi o che esagerino i loro gusti e le loro preferenze sessuali. Il cybersesso come fenomeno è ancora recente e difficile da descrivere proprio per la mancanza di una definizione condivisa. I contorni del fenomeno emergono chiaramente da uno studio condotto da Al Cooper nel 2005. La partecipazione al cybersesso interessa entrambi i generi, ma con un andamento che si riduce all’aumentare dell’età. Mentre gli uomini mantengono un interesse costante per il consumo di materiale pornografico, le donne sembrano orientarsi verso la ricerca di partner online.
La peculiarità di questa pratica risiede nel suo carattere non solitario; una volta trovato un partner, l’interesse persiste in modo più stabile nel tempo. Le donne affermano di poter esplorare la propria sessualità senza ansie, caratteristica che contribuisce a rendere l’esperienza gradita. Per gli uomini, invece, la sperimentazione online è più accentuata durante la giovane età (18-30), con livelli particolarmente elevati tra gli omosessuali rispetto agli eterosessuali. Il cybersesso, in sè, non assume necessariamente connotazioni patologiche; tuttavia, diviene tale nel momento in cui interferisce con la quotidianità tanto da comprometterla e da causare:
• Persistente impossibilità di distogliersi dal pensiero del sesso virtuale.
• Coinvolgimento crescente in attività cyber sessuali al di là delle aspettative iniziali, con l’obiettivo di raggiungere il medesimo livello di eccitazione.
• Ripetuti fallimenti nel tentativo di regolare o controllare le attività legate al cybersesso.
• Graduale aumento nella tipologia di pratiche, sia in termini di intensità che di pericolosità.
• Manifestazioni negative che si riflettono sulle relazioni personali, sul lavoro e sulle attività al di fuori dell’ambito lavorativo.
I sintomi legati alla dipendenza del cybersesso non sono circoscritti unicamente a tali condizioni, poiché è fondamentale considerare anche il fattore tempo. Occorre però fare anche una considerazione su quali siano i fattori che elicitano una dipendenza di questo tipo. Cooper ha elaborato un modello chiamato “Triple A – engine” (2000) sulla base delle iniziali di quelli che secondo lui sono i tre elementi chiave: Accessibility (accessibilità), Affordability (disponibilità) e Anonimity (anonimato). Questo modello ha avuto molto seguito, ma “sposta” il focus sulle caratteristiche del mezzo, mentre Kimberly Young (2001) introduce una caratteristica personale che focalizza l’attenzione sulle caratteristiche dell’individuo. Secondo il modello ACE dell’autrice, i fattori scatenanti sono: Anonimity (anonimato), Convenience (convenienza) e desiderio di fuga (Escape).
Di conseguenza, è per tale motivo che il cybersex viene inserito all’interno delle nuove dipendenze, cioè quelle forme di dipendenza psicologica che presentano i meccanismi classici (come il craving) in assenza di una sostanza eccitante.
Cooper e colleghi (1999) descrivono tre categorie di utilizzatori di pornografia online:
• Utilizzatori ricreativi (Recreational Users): accedono al materiale sessuale online più per curiosità o per intrattenimento e non sembrano avere problemi correlati ai loro comportamenti sessuali online
• Utilizzatori sessuali compulsivi (Sexual Compulsives Users): a causa di una predisposizione ad un’espressione patologica della sessualità, utilizzano Internet per le loro attività sessuali in modo compulsivo
• Utenti a rischio (At-Risk Users): sono gli utenti che hanno sviluppato o rischiano di sviluppare una forma di dipendenza sessuale solo dopo essere entrati in contatto con il sesso online
Di conseguenza, è per tale motivo che il cybersex viene inserito all’interno delle nuove dipendenze, cioè quelle forme di dipendenza psicologica che presentano i meccanismi classici (come il craving) in assenza di una sostanza eccitante.
Tutor: Maurizio Leuzzi
Tirocinante: Emiliano Fiocchetto
SITOGRAFIA
https://www.treccani.it/enciclopedia/cybersesso_(Lessico-del-XXI-Secolo)/
BIBLIOGRAFIA
Tangled in the Web: Understanding Cybersex from Fantasy to Addiction, Young, K; 2001.
Predicting the future of Internet Sex: Online sexual activities in Sweden”, Cooper A. et al., 2003.



