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Il concetto di “omofobia interiorizzata” rimanda all’insieme di emozioni negative, quali ansia, disprezzo e avversione, che le persone omosessuali possono sviluppare nei confronti della propria omosessualità e di quella altrui. Questo fenomeno si manifesta attraverso il rifiuto dei sentimenti omoerotici, dei comportamenti omosessuali, delle relazioni tra persone dello stesso sesso e dell’autodefinizione come gay o lesbica. Essa deriva dall’assimilazione, consapevole o inconscia, di pregiudizi e norme discriminatorie imposte da una cultura omofoba ed eterosessista, che convince gli individui dell’anormalità di tutto ciò che non è eterosessuale.

La prima influenza culturale è quella dell’ambiente educativo, sia scolastico che familiare, in cui fin dalla prima infanzia siamo esposti a messaggi culturali ed educativi intrisi di stereotipi dannosi che rinforzano idee come quella secondo cui i gay siano effeminati e le lesbiche mascoline, che gli omosessuali non siano veri uomini o donne, e che sia socialmente accettabile deridere, insultare o discriminare chi appartiene alla comunità LGB, portando gli individui a interiorizzare sentimenti di inadeguatezza e a rinunciare all’espressione autentica di sé stessi.

Tali modelli plasmano, in maniera implicita, la percezione che abbiamo della realtà, rinforzata da norme sociali rigide e perpetrata, nonché aggravata, da interazioni dirette e dei media, che rendono il percorso di accettazione dell’identità sessuale complesso e faticoso, oltre che pervaso da sensi di colpa, paura del giudizio e ostilità appresa.

Ci viene insegnato a rispettare e obbedire a un’autorità superiore, come la famiglia, la scuola e le istituzioni religiose e statali, che, oltre a non aver mai adottato un approccio neutrale nei confronti dell’omosessualità, associano il sesso a vergogna e peccato.
Per lungo tempo, questa realtà è stata ignorata, negata o addirittura condannata, impedendo una rappresentazione naturale e serena della comunità LGB, ma questo è solo uno degli effetti.

Tra i principali esiti: l’omofobia interiorizzata compromette lo sviluppo di una sana autostima, la capacità di stabilire relazioni sane e autentiche (sia romantiche che amicali), impedisce l’accettazione della propria identità sessuale e in alcuni casi causa la negazione di essa e il forzato conformismo alle aspettative sociali eteronormative.
Talvolta, il grado di omofobia interiorizzata varia in base a fattori sociali, familiari e di personalità, che influiscono sulla gravità delle conseguenze, variando così da bassa autostima, difficoltà relazionali, isolamento, sensi di colpa e vergogna, a veri e propri sintomi depressivi o ansiosi e, nei casi più gravi, pensieri suicidari e comportamenti a rischio.

A ciò si associano anche un’elevata percezione dello stigma sociale, secondo cui l’omosessualità è sbagliata, da rinnegare e nascondere, con la conseguente non accettazione del proprio orientamento sessuale, che rende difficoltoso, se non impossibile fare coming out. I sentimenti prevalenti sono: ansia, angoscia, colpa e vergogna, che contribuiscono oltre all’esclusione sociale e all’autoisolamento, anche a disturbi dell’umore e sessuali (per farvi fronte spesso vengono messi in atto comportamenti di abuso di sostanze e alcol).
In merito a ciò in diversi studi è presente una significativa correlazione tra l’omofobia interiorizzata e i comportamenti sessuali a rischio, ovvero: persone con alti livelli di omofobia interiorizzata hanno una maggiore tendenza a mettere in atto comportamenti sessuali rischiosi come avere rapporti sessuali senza l’utilizzo di precauzioni. Inoltre, esiste una relazione anche con i disturbi sessuali, in particolare, con i sentimenti che ne derivano, i quali assumono una posizione determinante: l’ansia e i sensi di colpa rispetto alla propria identità sessuale possono provocare difficoltà a mantenere l’erezione, disturbi dell’eiaculazione precoce e difficoltà di rilassamento che rendono complicato il raggiungimento dell’orgasmo.

Talvolta, il rifiuto della propria naturale attrazione sessuale verso individui dello stesso sesso può portare ad un’automatica associazione dei rapporti sessuali ad emozioni negative, che causa l’evitamento diretto di questi ultimi o indirettamente un calo del desiderio sessuale.
Al contrario, una repressione della propria identità sessuale può provocare comportamenti sessuali compulsivi, utilizzati come sfogo, a cui però seguono ansia e senso di colpa.

Talvolta, per far fronte alle emozioni negative e ai disturbi correlati, molte persone fanno uso di sostanze, aggravando la situazione.
Pertanto, il primo passo per superare l’omofobia interiorizzata ed eliminare la visione negativa del proprio orientamento sessuale, è prenderne coscienza e riconoscere i pregiudizi che condizionano pensieri e scelte, nello specifico i pregiudizi e gli stereotipi di natura omofoba interiorizzati. Successivamente, è importante stimolare il paziente a sviluppare familiarità e accettazione della propria omosessualità, destrutturando l’idea che il suo orientamento sessuale sia “strano” o “malato”, affinché possa viverla in modo sereno e naturale.

In conclusione, quanto finora discusso è in accordo con quanto affermato dal “minority stress model”: modello teorico ideato di Meyer nel 2003, che si occupa della salute mentale degli individui appartenenti alla minoranza come la comunità LGB. In particolare, indaga come questi ultimi presentino livelli di stress e disagio più elevati rispetto agli eterosessuali, a causa delle discriminazioni, stigma sociale e pregiudizi.
In sintesi, il Minority Stress Model aiuta a spiegare come l’omofobia interiorizzata non sia un problema individuale, ma una risposta psicologica a una società discriminante.

 

Tirocinante: Sharon Cortese
Tutor: Maurizio Leuzzi

 

Bibliografia
– Bettoni, S., Carrara, S., Di Gesù, M., Gori, M., Onida, G., Zambianchi, M. (Lug. 2024). Minority Stress Model: salute e benessere delle minoranze sessuali e di genere. State of mind in Therapy https://www.stateofmind.it/2024/07/minority-stress-model/
– Istituto A.T. Beck. Che cos’è l’omofobia interiorizzata? https://www.istitutobeck.com/omofobia-interiorizzata-omosessuale
– Fregoni, V. (Feb 2018). Omofobia interiorizzata: la paura dell’essere e nell’essere omosessuale. State of mind in therapy https://www.stateofmind.it/2018/02/omofobia-interiorizzata/
– Malyon, A. K. (1982). Psychotherapeutic Implications of Internalized Homophobia in Gay Men. Journal of Homosexuality, 7(2-3), 59-69.
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– Montano, A. (Ott 2017). L’omofobia interiorizzata secondo il modello del Minority stress. Istituto A.T. Beck https://www.istitutobeck.com/beck-news/omofobia-interiorizzata-secondo-modello-del-minority-stress
– Rossello, L. Omofobia interiorizzata https://ilmiller.it/omofobia-interiorizzata/#:~:text=Quando%20parliamo%20di%20omofobia%20interiorizzata,atteggiamenti%20omosessuali%20propri%20o%20altrui.

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